Sono i giorni di San Francesco, una delle personalità più amate e seguite della storia, non solo per l’ineguagliabile santità. Lui stesso in punto di morte disse ai suoi: «Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni». Francesco è un modello di spiritualità e letteratura, il suo «Cantico delle creature» è il testo poetico più antico in italiano di cui sia noto l’autore, composto tra il 1224 e il 1225 in un momento in cui era molto sofferente, eppure riuscì a far risuonare le lodi di Dio e del creato tra le più lette e rivissute. Accade ancora oggi il 4 ottobre, la sua festa, che quest’anno coincide con gli ottocento anni della morte.
A ricordarlo e reinterpretarlo il Piccolo Teatro e Bam, la Biblioteca degli alberi di Porta Nuova. A Bam, domenica 4, sarà l’arcivescovo, Mario Delpini, a introdurre lo spettacolo principale della giornata, alle 16.45. Delpini leggerà il Cantico delle Creature nel volgare originale, «Laudato sie, mi’ Signore, cum tutte le Tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significatione» è una delle strofe più note.
Alle 17 debutta Il Cantico per le città, nuova produzione di BAM con la regia di Andrea Chiodi. Lo spettacolo propone cinque nuove interpretazioni del testo, commissionate a drammaturghi contemporanei: Federico Bellini, Angela Demattè, Francesca Garolla, Diego Pleuteri e Fabrizio Sinisi. A dare voce ai testi saranno Federica Fracassi e Angelo Di Genio, accompagnati dal Coro di Voci Bianche Clairière del Conservatorio della Svizzera italiana. «Immagina Francesco. La figura col saio si staglia nel sole della city e dice Laudato sii mi’ Signore per tutte queste torri che specchiano il Sole di Te significatione Lo vedi Frate Leone? Costruiscono in alto perché non c’è spazio c’è troppa gente per questo salgono su!» è un passaggio del «Cantico delle città» di Angela Demattè che immagina Francesco davanti allo skyline della Milano contemporanea. E in «Canto d’amore» di Fabrizio Sinisi vibra un’altra tensione: «Dove troverò la forza di lodare il mondo? Questo mondo rabbioso e volgare, questo mondo scomposto e scempiato non merita nessuna lode, lo so: eppure lo amo. Amo questo mondo con tutte le mie forze».
Sabato 3 ottobre alle ore 19.30 al Piccolo Teatro Studio Melato, «Faccia a faccia con San Francesco»: una conversazione fra padre Guidalberto Bormolini e Davide Rondoni. Alla conversazione si intrecceranno letture di scritti del santo e opere di autori del Novecento. Domenica 4 ottobre «È festa» con epicentro piazza Risorgimento e la sua statua in onore di Francesco che predica agli uccelli. Momento particolarmente denso «Per quelli ke perdonano per lo tuo amore» dalle 18 alle 20: Saturnino, storico bassista di Jovanotti e le letture teatrali di Massimiliano Finazzer Flory da autori vari, da Dante a Davide Rondoni.
