Fatti per inseguirsi, ma anche per rimbalzarsi. Quella della coppia è un’eterna tenzone fatta di avvicinamenti, delizie e scontri. «Qualsiasi coppia, non necessariamente marito e moglie o uomo e donna» specifica Gianluca Fubelli in arte «Scintilla». Comico veterano se ce n’è uno (ex del gruppo I Turbolenti, volto noto del cabaret in programmi tv come Colorado, Only Fun, Lol) l’attore romano da due stagioni riempie i teatri insieme alla moglie, attrice e cantautrice Federica Camba con lo show «Io Marte tu Mercole», in scena al Teatro Lirico questa sera. Il titolo è un’evidente allusione: «Si conosce il famoso detto che le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte spiega Camba Noi lo prendiamo in giro ma in fondo non ci allontaniamo troppo dal concetto». Lo spettacolo è una cronaca divertente e divertita della vita insieme, tra idiosincrasie e rappacificazioni. «La scorsa stagione prosegue l’attrice era più uno show al sapore di stand up comedy, ora con la firma della giovane regista Giulia Fiume la scenografia si è fatta più complessa e i ritmi meno istintivi. Io e Gianluca ci siamo dovuti mettere a studiare tutto da capo». Lui, «Scintilla», sa che la materia va trattata con le pinze, giusto per sopravvivere da marito: «Una ricetta per resistere nel tempo? Ammettere i propri errori e riderci sopra. Federica sostiene che io sono molto permaloso, ed è vero. Ma anche lei non scherza, e quando mi accusa di un difetto che ha anche lei, io mi inalbero». Ci sono poi le fatali attrazioni: «Cosa mi piace di Federica? dice «Scintilla» La sua risposta pronta, l’uso di tormentoni divertenti e poi racconta benissimo le barzellette». La forza di «Scintilla», a sentire la moglie, «sono le sue espressioni, e le cose che dice nel sonno. Una volta vorrei registrarlo. Va oltre l’assurdità». Il gioco dello spettacolo è quello di offrire un vademecum di sopravvivenza di coppia, anche se spiazzante: «Prima esaltiamo le similitudini tra di noi spiega Federica Camba - poi rimarchiamo le differenze, e cerchiamo di trascinare con noi il pubblico, che cambia idea a seconda delle nostre tesi. Per il pubblico l’immedesimazione è totale». Gli argomenti sono davvero universali: ordine contro disordine, memoria contro dimenticanze, e quella benedetta asse della tazza del bagno che, ammette Federica, «non deve diventare un caso diplomatico se per una volta su cento lui si dimentica di alzarla. Ma sul momento sale l’istinto killer».
