L’apertura degli Us Open riserva una sorpresa davvero inaspettata. Novak Djokovic, ovvero il più forte tennista di tutti i tempi quanto a titoli vinti, cede al debutto in cinque set all’argentino Mariano Navone, numero 49 del ranking Atp, che vince con il punteggio di 7-6, 5-7, 4-6, 6-2, 6-1 dopo 4 ore e 36 minuti. Potrebbe essere davvero la fine di un’era: non capitava esattamente da 20 anni, dal primo turno degli Australian Open 2006, che il serbo fosse eliminato all’avvio di uno Slam.
“Sensazione terribile in campo”
“Penso fosse ovvio che avessi una sensazione terribile in campo”, ha dichiarato Djokovic nella conferenza stampa post-gara. ”È qualcosa che mi porto dietro, purtroppo, praticamente in ogni partita quest’anno: vomito, rigurgito, un problema serio. E poi tutto il mio corpo inizia a cedere, crampi e dolore”. Alla domanda di quali problemi fisici avesse accusato nel corso della gara, Novak ha risposto che “alla fine la schiena ha ceduto, e anche la spalla, e non sono riuscito a chiudere. Ero in vantaggio di un break nel quarto set, ma ho faticato per tutta la partita, fin dal quarto game”.
Vomito e lacrime, cosa è successo
Doveva essere una gara di “rodaggio” ma così non è stato: dopo un primo set tiratissimo e perso al tie-break, Djokovic sembrava essere tornato in carreggiata vincendo il secondo e il terzo anche se sono iniziati i primi problemi: a un certo punto del terzo set, il serbo ha accusato crampi, si è piegato dietro un cartellone pubblicitario vomitando. Il quarto ha messo a nudo tutte le sue difficoltà dopo aver subìto il break del 2-1 dal suo avversario.
A un certo punto della gara il pubblico lo incoraggia, lo incita, e Djokovic si commuove sia per tanto affetto ma anche perché capisce che non può riuscire a giocare come vorrebbe. Il quinto set Navone lo vince agevolmente di fronte a un avversario che ha già alzato bandiera bianca. I problemi fisici che avevano messo in difficoltà il serbo nella recente sconfitta a Cincinnati si sono ripresentati, l’energia e la capacità di vincere sono state sempre più scarse.
Djokovic, autore di 70 errori non forzati, non è riuscito a reagire nell’ultima occasione per ribaltare la situazione. Era evidente che fosse compromesso fisicamente, mentalmente ed emotivamente. Navone non si è fatto sfuggire l’occasione e lo ha travolto nel quinto set conquistando la vittoria più importante della sua carriera. ”È un sogno che si avvera”, dichiara l’argentino a fine gara.
Ultima volta a New York?
È proprio nello Slam del cemento americano che, nella sua carriera, Djokovic ha disputato più finali. Adesso ci si chiede: sarà stata davvero l’ultima sua apparizione a Flushing Meadows? Da ciò che il numeroso pubblico dell’Arthur Ashe ha potuto osservare, è apparso chiaro che Djokovic ha faticato a tenere il passo del suo avversario, molto più giovane di lui. E quello dell’età, certamente, è un dato di fatto a cui nessuno può sfuggire.
Mariano Navone defeats 24-time Grand Slam Champion Novak Djokovic in five sets. pic.twitter.com/BE8Dn3qC8j
— US Open Tennis (@usopen) August 31, 2026
