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Tennis

Nole fuori dai 10. New york segna la fine di un’era

Uno tra Federer, Nadal e il serbo c’era sempre stato dal 2002 in poi: di 96 tornei slam, 66 se li sono divisi loro tre

Novak Djokovic, of Serbia, reacts during the first round of the U.S. Open tennis championships against Mariano Navone, of Argentina, Sunday, Aug. 30, 2026, in New York. (AP Photo/Frank Franklin II) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Il 20 maggio del 2002 è il primo giorno di un’epoca: Federer vince il primo Master 1000 ad Amburgo ed entra nella Top 10 del tennis. Ancora non ci si poteva rendere conto che il lunedì seguente non sarebbe stato un lunedì normale, ma quello di ieri forse è stato ancor più straordinario, perché la pubblicazione del ranking ha chiuso una pagina di storia. Oggi dunque non c’è più quel torneo, non c’è più la rivalità con Nadal, e Federer è reduce da New York giusto come spettatore per vedere l’altro suo rivale scivolare in classifica: Novak scende al numero 12, dopo 24 anni è finita l’era del Fab Three. Era già successo, in realtà, che il serbo (e Nadal) causa infortuni uscisse dai primi posti, ma di tutti e tre almeno uno ha sempre resistito. Ora ci resta solo la nostalgia, mista un po’ al dispiacere di accompagnare Djokovic nella sua testarda battaglia contro Chronos. Spazio ai giovani, si direbbe, se non fosse che con Sinner in convalescenza e Alcaraz appena rientrato, alla fine agli Us Open ha vinto Zverev, uno che ha dovuto aspettare 29 anni (e i guai dei due predestinati) per portare a casa i primi due Slam. Niente Shelton, l’american dream si è fermato a un passo dal traguardo. E comunque lo stesso tedesco è stato onesto, dopo aver vinto senza accorgersene, esultando in ritardo («pensavo di essere 5-1, non 6-2»). Insomma: «Non ho il talento dato da Dio, ho dovuto fare tanti sforzi per arrivare qui. In questo momento sono il migliore del mondo, però mancano Jannik e Carlos». Senza quei due è un altro tennis, ammette. Ma senza più quei tre in cima dopo tutti questi anni, aggiungiamo noi, è proprio un altro mondo.

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