Si preannuncia una splendida finale del singolare femminile agli Us Open, sabato 12 settembre, tra la numero uno e numero due del tennis mondiale. Il massimo, dunque, considerando che il ranking Wta è cambiato proprio alla luce degli ultimi risultati e l’atleta bielorussa Aryna Sabalenka è stata superata dalla nuova regina di questo sport, la kazaka di 27 anni Elena Rybakina.
La resilienza della kazaka
Non si raggiunge certo per caso la vetta del professionismo senza essere in grado di risolvere i problemi nei momenti difficili in campo. Proprio in questo “fondamentale”, Rybakina ha dato una brillante dimostrazione di quella grinta spesso sottovalutata che è alla base del suo successo, recuperando con freddezza da un set di svantaggio per sopraffare Coco Gauff e conquistare un posto nella sua prima finale degli US Open con una vittoria per 3-6, 6-4, 6-4.
“Diventare la numero 1 del mondo Wta è qualcosa che ho sognato fin da quando ero bambina, significa tantissimo per me”, ha dichiarato Rybakina. “Sono così orgogliosa di questo momento. Voglio ringraziare tutta la mia squadra per il supporto e per aver potuto festeggiare questo traguardo con me”.
Un po’ di numeri
Rybakina, in caso di vittoria in finale, potrebbe diventare la prima giocatrice a sconfiggere ex campionesse del singolare femminile sia in semifinale che in finale agli US Open dai tempi di Justine Henin nel 2007. Inoltre, la kazaka è la quinta giocatrice negli ultimi due decenni a raggiungere la finale sia degli Australian Open che degli US Open in una singola stagione. Si unisce a Henin (2006), Victoria Azarenka (2012-13), Angelique Kerber (2016) e Sabalenka (2023-26).
Un anno magico
È dalla finale degli US Open dello scorso anno, guardacaso, che Rybakina vanta la migliore percentuale di vittorie, pari al 75%, contro avversarie nella top 10 del ranking Wta. Nell’ultimo anno ha ottenuto il maggior numero di vittorie contro giocatrici in top ten, con un bilancio di 18 vittorie e 6 sconfitte.
Il discusso rapporto con l’allenatore
Rybakina collabora con l’allenatore Stefano Vukov da quasi sette anni. I due hanno lavorato insieme per la prima volta dal 2019 al 2025, prima di separarsi. Più tardi, nello stesso anno, Vukov è stato bandito dal circuito WTA per aver violato il codice di condotta a seguito di un’indagine indipendente sul suo comportamento nei confronti di Rybakina.
Vukov, che allena Rybakina da quando lei era poco più di un’adolescente, ha negato ogni addebito mentre la diretta interessata ha affermato di non essere mai stata maltrattata da lui. Chi bazzica nel circuito, però, crede che possa esserci una sorta di “amore tossico” con il suo coach. La kazaka ha chiesto che tornasse a far parte del team all’inizio del 2025: dopo aver ottenuto l’annullamento della sospensione, il croato ha ripreso a lavorare con Rybakina nell’agosto dello scorso anno.
