Torna Sinner, e meno male. A meno di ulteriori colpi di scena Jannik oggi dovrebbe annunciare il rientro al Masters 1000 di Shanghai (si parte lunedì), dopo aver provato a Monte Carlo la tenuta del ginocchio con esiti positivi. Insomma, c’è da rivedersi con Alcaraz, da difendersi dall’assalto alla cima del ranking di Zverev, ma niente più allarmismi da chiacchiericcio social. Rimane solo l’incognita di una trasferta lunga dopo quasi tre mesi senza aver giocato una partita, ma tant’è: il ragazzo rosso è il miglior giudice di se stesso, soprattutto adesso che ha imparato anche a gestire la prudenza.
Torna Sinner e ce n’era bisogno, perché senza di lui il tennis italiano ha mostrato qualche crepa di troppo, soprattutto nei big che avrebbero dovuto sostituirlo: Cobolli ha accusato l’ingresso in Top 10 con qualche sconfitta di troppo e si è rifatto in Laver Cup solo nel doppio: a Pechino dice “spero di qualificarmi alle Atp Finals”, ma ora c’è da correre; Musetti continua il suo calvario con il ritiro dal torneo di Tokio (“Ho una piccola frattura all’anulare della mano destra”, il motivo); Berrettini è quello che può essere, il resto sono risultati altalenanti (ieri in Cina ha vinto Sonego). Di sicuro eravamo abituati troppo bene, il ritorno del numero uno potrebbe dare una nuova scossa.
Nel frattempo, per la serie “facciamoci una risata”, è rispuntato Nick Kyrgios, a cui la squalifica per uso di cocaina sembra aver messo giudizio. Tanto da essere diventato un tifoso di Jannik dopo averlo massacrato per mesi per il caso Clostebol: “E’ uno dei migliori colpitori di palla che il tennis abbia mai visto, ed ora ha migliorato tanto anche servizio e volée. Con il tempo diventerà uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi”. Bravo Nick, questa volta ti prendiamo sul serio.
