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Tennis

Sinner, check a Torino. Ora è sempre più prudente

Al di là dell’effettiva entità dell’infortunio, emerge una scelta precisa: non forzare quando non è necessario e non correre rischi per anticipare il rientro

(FILES) Italy's Jannik Sinner plays a shot to Spain's Carlos Alcaraz during the men's singles final tennis match on day fifteen of the US Open tennis tournament at the USTA Billie Jean King National Tennis Center in New York City on September 7, 2025. World number one Jannik Sinner confirmed on August 21, 2026 he will not compete in the US Open because of a right knee injury. (Photo by CHARLY TRIBALLEAU / AFP)

Il ritorno di Jannik Sinner ieri a Torino, a quattro giorni dalla rinuncia agli US Open, rivela molto più di un semplice passaggio medico. Dietro la scelta di sottoporsi a nuovi accertamenti al ginocchio destro si intravede un approccio diventato progressivamente più prudente, quasi una conseguenza di quanto accaduto al Roland Garros. Quel malore, e soprattutto l’esperienza vissuta a Parigi, sembra aver lasciato un tarlo. I numeri fotografano il cambiamento: da gennaio a maggio Sinner ha disputato 40 partite; dalla fine del Roland Garros a oggi appena sette, tutte a Wimbledon. Al di là dell’effettiva entità dell’infortunio, emerge dunque una scelta precisa: non forzare quando non è necessario e non correre rischi per anticipare il rientro. È un atteggiamento che Jannik aveva già mostrato in passato, ma che ora appare ancora più netto. La priorità non è semplicemente tornare a giocare, bensì farlo con la certezza di non avere problemi.

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