Terna investirà due miliardi nella rete elettrica italiana

L’ad Cattaneo: dal 2006 dividendi in crescita. Sarà quotata la controllata brasiliana. Il presidente Roth: utile la fusione con Rete Gas

Paolo Giovanelli

da Milano

Una fusione tra la rete elettrica ad alta tensione di Terna e quella del gas di Snam Rete Gas «potrà avere certamente dei ritorni positivi dal punto di vista dei costi operativi. Credo che dal punto di vista industriale sia una via da perseguire. Quella della fusione è però una questione che non compete a noi, ma ai nostri azionisti». Dopo la spinta che viene dal mondo politico, ieri anche il presidente di Terna, Luigi Roth, ha detto «sì» a un progetto che comunque per il momento è ancora «alle prime battute».
L’occasione è stata la presentazione del piano strategico 2006-2010 che prevede investimenti per 2 miliardi di euro e una politica dei dividendi con la garanzia (più volte sottolineata durante l’incontro con gli analisti) di una crescita annua delle cedole di almeno il 3%: «Offriamo più solidità di un bond indicizzato», ha osservato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo. L’incremento promesso partirà dal prossimo anno, a valere sul bilancio 2006.
Per quest’anno il dividendo (che sarà approvato il 15 marzo dal cda) «sarà significativamente superiore a quello distribuito l’anno scorso e in linea con le attese del mercato» - ha affermato Cattaneo. Gli analisti si attendono un utile tra i 240-260 milioni di euro (in crescita tra il 6 e l’8%) e un dividendo intorno a 12,5 centesimi, contro 11,5 dello scorso anno, con un balzo dell’8 per cento. L’ad di Terna ha però avvertito che non c’è nessun impegno per un «pay out» del 100 per cento. In ogni caso Cattaneo ha detto che dal prossimo anno, sommando l’aumento del dividendo alla rivalutazione prevista del titolo, «gli azionisti dovrebbero avere un ritorno medio del 10% annuo».
Fin qui la politica dei dividendi, che ha tenuto a lungo banco nell’incontro con gli analisti, ma l’incontro di ieri ha puntato anche in due altre importanti direzioni: gli investimenti e le attività brasiliane di Terna, sconosciute ai più, ma che offrono interessanti prospettive di sviluppo. Il piano prevede infatti 800 milioni di investimenti nel biennio 2006-2007 e 1,2 miliardi nel triennio successivo. L’obiettivo è superare le «strozzature» della rete, in particolare con il nuovo collegamento tra la Sardegna e la Penisola, il completamento dell’elettrodotto Matera-Santa Sofia in cui sono già stati investiti 60 degli 80 milioni previsti e infine l’allacciamento tra Calabria e Sicilia. Gli investimenti, ha notato Cattaneo, porteranno anche a un aumento del Rab (regulated asset base) che passerà dai 5,2 miliardi attuali ai 6,5 stimati a fine piano: una cifra che avrà riflessi sull’utile netto e sul dividendo. Quanto alle attività brasiliane, verrà creata a brevissimo termine una holding (Terna di Brasil) che incorporerà tutte le controllate e che verrà quotata a San Paolo entro la prima metà di quest’anno. Sul mercato dovrebbe essere collocata una quota intorno al 25-30 per cento.
Il piano non ha però convinto del tutto l’agenzia di rating Moody’s che ha messo sotto osservazione il rating AA3 di Terna in vista di un possibile downgrade. È stato invece confermato il rating a breve termine Prime-1. Fabio Todeschini, direttore finanziario di Terna ha osservato che «è normale ci possa essere un’azione di osservazione di un’agenzia di rating dopo la presentazione di un progetto rilevante di sviluppo: riteniamo di rispettare i parametri previsti per il livello di rating attualmente attribuito».

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