La Francia ha perso la memoria sui fatti del 2015. Nelle targhe affisse a Parigi per commemorare le vittime del Bataclan viene omesso un particolare non di poco conto: chi furono i mostri che uccisero 130 persone quella maledetta sera del 13 novembre 2015. Si parla di attentati e si ricordano i nomi delle povere vittime, ma non si dice una parola che sia una sugli autori, i terroristi islamici.
Possibile una simile dimenticanza? Forse qualcuno ha pensato che tenere un profilo basso può essere utile a non svegliare il cane che dorme che, se stuzzicato, potrebbe usare di nuovo i propri denti affilati sulla carne di altre vittime innocenti. Ma la paura può giustificare la cancellazione dei responsabili di ciò che è accaduto, particolare scritto, tra l’altro, nelle sentenze definitive della giustizia francese?
Il 13 novembre 2015 tre kamikaze si fecero esplodere fuori dallo stadio Saint-Denis dove, quella sera, dovevano giocare Francia e Germania. Altri terroristi aprirono il fuoco contro i clienti seduti nei dehors di locali pubblici della capitale francese. Questi due episodi furono dei diversivi. Il colpo più grosso, infatti, fu condotto al Bataclan, dove quella sera erano accorse 1500 persone per assistere a un concerto rock. Tre terroristi fecero irruzione urlando «Allahu Akbar!», sparando raffiche coi loro AK-47 e inneggiando alla Siria e all’Iraq. I rumori della prima raffica furono scambiati per effetti pirotecnici. Sul pavimento del locale rimasero i corpi maciullati di 90 persone.
A dieci anni dai terribili attentati la Francia ha commemorato le vittime inaugurando un bel memoriale in Place Saint-Gervais (dietro l’Hôtel de Ville). Sei blocchi di granito rappresentano i luoghi colpiti dai terroristi (Bataclan, Stade de France, Le Carillon e Petit Cambodge, La Bonne Bière e Casa Nostra, La Belle Équipe, Comptoir Voltaire). Sul terreno sono riprodotte le strade degli attentati, per ricordare la città sconvolta dal terrore prima di tornare a essere un luogo adatto al raccoglimento. Gli alberi e i fiori testimoniano che la vita va avanti. Ci sono persino delle nicchie per accogliere gli uccelli, che per i progettisti rappresentano «l’anima dei defunti».
Il giorno dell’inaugurazione il presidente francese Emanuel Macron ha detto: «Nessuna vita sarà dimenticata, nessuna goccia delle vostre lacrime andrà persa. Voi avete resistito. La Francia ha resistito». Poi ha sottolineato che i terroristi «ce l’avevano con la Francia, con la sua libertà, con il suo modo di essere nel mondo, caratterizzato da radici profonde e universalismo».
È incredibile che ci si sia dimenticati la cosa più importante. Chi e perché causò la morte di quelle 130 persone in nome di una folle ideologia di morte. Una colpevole amnesia.
