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Truffe

Carte d’identità manomesse e chip rubati: come funziona la nuova truffa e a cosa stare attenti

Cresce l’allarme per una nuova tipologia di frode che prende di mira le carte d’identità elettroniche: ecco quali sono i rischi

L'identità è sulla "card". Ma addio  a professione e al colore degli occhi

Tra le forze dell’ordine c’è grande preoccupazione per una serie di episodi di carte d’identità clonate. Grazie a un facile trucco, i criminali riescono infatti a rubare l’identità digitale delle loro vittime, con pericolose conseguenze.

L’allarme arriva dalla provincia di Napoli, dove i carabinieri hanno portato alla luce uno scenario a dir poco allarmante. Con maestria e precisione, i truffatori riescono a estrarre il microchip dal documento, vendendolo poi sul mercato nero delle identità clonate. Di recente, gli uomini dell’Arma hanno eseguito numerosi sequestri di carte contraffatte, o private delle componenti elettroniche.

Nel giro di appena ventiquattro ore, i controlli sul territorio hanno portato all’arresto o alla denuncia di quattro persone. I casi sono emersi a Soccavo a Marano, fino all’isola di Capri – e hanno visto il coinvolgimento anche di soggetti legati al mondo dello spaccio di stupefacenti. L’operazione segue di pochi giorni un’analoga operazione avvenuta ad Acerra.

L’attenzione degli investigatori si concentra sulle modalità. Se in alcune circostanze i militari si sono trovati di fronte a riproduzioni integralmente false, in altre hanno scoperto documenti autentici a cui era stato meticolosamente rimosso il supporto hardware.

Gli inquirenti ritengono che i microchip vengano sottratti per essere impiegati come “componentistica di ricambio” nella fabbricazione di documenti falsi ad alto profilo. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: non vi sono ancora prove certe di una rete unica di ricettazione né di un collegamento diretto tra i vari episodi criminali.

Il microchip è la componente più preziosa della Cie. Al suo interno sono custoditi i dati anagrafici, le informazioni biometriche e le chiavi crittografiche necessarie per l’accesso ai servizi digitali. Uno strumento del genere, in mano criminale, può essere impiegato in uno spropositato numero di truffe. Un malintenzionato in possesso di supporti validi o dei dati da essi estratti può attivare contratti finanziari, aprire conti correnti fantasma, intestarsi utenze o accedere a piattaforme della Pubblica Amministrazione, o degli istituti di credito, a nome della vittima.

In caso di smarrimento o sottrazione della Cie (e di qualsiasi altra carta/documento), la tempestività della denuncia alle autorità rimane la primo e più importante difesa. Per difendere le proprie carte viene consigliato di tenerle riposte in un luogo sicuro, difficilmente sottraibile; evitare di diffondere sue immagini sui social; monitorare con regolarità i propri estratti conto e gli accessi ai sistemi di identità digitale (come lo SPID) e diffidare da canali web o intermediari che promettono il rilascio rapido e facilitato di documenti d’identità

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