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Niente Report per Ranucci: bocciato il ricorso contro la Rai

Per il giudice del lavoro non ci sono i presupposti di urgenza. A questo punto il giornalista ha tempo fino al 13 ottobre per decidere se accettare una delle tre opzioni messe sul piatto dai vertici Rai in alternativa a “Report”: vice direttore di Rai News o del Tg3 o corrispondente dal Cairo

Scatoloni in Rai L'ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci porta via le sue ultime cose dalla redazione di Report

Ranucci non sarà rimesso alla conduzione di “Report”. Il giudice del Lavoro di Roma Donatella Casari ha respinto oggi, pochi minuti fa, il ricorso urgente presentato dal giornalista per essere reintegrato nel programma prima dell’avvio dell’8 novembre. Casari ha rilevato che non ci sono i presupposti di urgenza. Inoltre la motivazione dell’ordinanza si fonda sulla esistenza di un malessere della redazione di Report derivato dal clamore mediatico della vicenda e dall’accertato clima conflittuale instauratosi tra la stessa redazione e Ranucci. Tutto ciò ha quindi reso opportuna la riorganizzazione della redazione e l’avvicendamento del conduttore

Nel ricorso presentato dai suoi avvocati Sigfrido contestava le motivazioni del provvedimento deciso dalla Rai, ritenute carenti e anche il demansionamento e la discriminazione. Per Ranucci è un duro colpo: dopo la bomba che gli ha messo Lavitola, la perdita di credibilità su tutti i fronti e, praticamente, l’abbandono di gran parte della sua redazione, è arrivata anche la sentenza del giudice a mettere la parola fine alle sue recriminazioni. Anche se, di certo, non si arrenderà.

Quindi l’8 novembre la trasmissione ripartirà con la conduzione di Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi.

A questo punto il giornalista ha tempo fino al 13 ottobre per decidere se accettare una delle tre opzioni messe sul piatto dai vertici Rai in alternativa a “Report”: vice direttore di Rai News o del Tg3 o corrispondente dal Cairo.

“Prendiamo atto della decisione del Tribunale di Roma, che rispettiamo ma che non condividiamo”, dicono gli avvocati Franco Focareta, Franco Scarpelli, Stefano Rossi e Roberto De Vita, legali di Ranucci, “La decisione cautelare non esaurisce una vicenda che pone questioni centrali sul rapporto tra potere organizzativo, autonomia professionale e libertà dell’informazione nel servizio pubblico. Valuteremo il provvedimento e le ulteriori iniziative da assumere nelle sedi competenti. Le decisioni dei giudici si rispettano. Le battaglie di principio, quando si ritengono giuste, si continuano”.

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