Il “maltempo anticiclonico” è più forte che mai. L’alta pressione che una volta contraddistingueva soltanto bel tempo, in molti casi adesso è diventata più una croce che delizia a causa delle alte temperature provocate da aria di estrazione sahariana. Non ne usciremo subito, anzi: gli esperti indicano in almeno altri 10 giorni valori termici molto elevati con picchi fino a 40-41°C ma i 37-38°C all’ombra saranno molto diffusi soprattutto al Centro-Nord.
Le città da bollino rosso
L’ultimo bollettino aggiornato del ministero della Salute indica indica 16 città da bollino rosso, livello massimo di allerta durante le ondate di calore, per la giornata di mercoledì 24 giugno: si tratta di Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo. Per la giornata di giovedì 25 giugno saranno invece ben 17: a tutte quelle già elencate, che rimangono bollino rosso, si aggiunge Bari.
Cosa dobbiamo aspettarci
“Al momento, i principali modelli meteorologici indicano che il caldo continuerà a dominare la scena almeno fino alla fine di giugno. La vasta area di alta pressione, responsabile di questa situazione, rimane infatti ben radicata sull'Europa, favorendo condizioni stabili e temperature molto elevate. I primi segnali di un possibile cambiamento emergono all'inizio di luglio”, spiegano gli esperti di 3BMeteo.
Questo si traduce in temperature massime ben oltre le medie del periodo e minime notturne definite “tropicali” perché i valori rimarranno ben al di sopra dei 20°C. Per fare un esempio concreto, soltanto capoluoghi come Perugia, L’Aquila e Potenza andranno al di sotto di questa soglia, in tutte le altre città ci sarà da soffrire anche per il mix con l’umidità.
I record della Francia
Questa volta, però, non è l’Italia il bersaglio diretto dell’ondata di calore derivante dall’anticiclone sub-tropicale ma la Francia dove, nella giornata di martedì 23 giugno, i record sono caduti come birilli. Meteo France, ovvero l’ente pubblico meteorologico francese, ha pubblicato una mappa che non ha bisogno di commenti: sono caduti 174 record mensili e 135 record di caldo assoluti. Un solo esempio: la città di Caen, in Normandia, ha superato di ben 5,6°C il precedente record mensile per giugno che era fermo al 2019 e superato di 0,7°C il record di temperatura più alta mai registrata che apparteneva al luglio 2022.
Una prima svolta
Tornando al meteo di casa nostra, come accennato, sembra probabile un break incisivo dalla calura africana a inizio luglio: la data non c’è ed è ancora prematuro parlarne quando si tratta di previsioni a medio termine ma sembra che dal 3-4 luglio le temperature, massime e minime, potranno subire un calo.
L’allarme dell’Oms
Quanto sta accadendo in questi giorni soprattutto oltralpe non passa inosservato nemmeno nel resto del mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite il direttore per l’Europa, Hans Kluge, dichiara che “L’aumento delle temperature mette sotto pressione i sistemi sanitari e a rischio le vite umane. In 4 anni il caldo ha causato in Europa 200 mila decessi, la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi 20 anni”.
Insomma, c’è poco da scherzare: “è estate, ha sempre fatto caldo”, è la frase che
troppo spesso si sente ripetere da non addetti ai lavori. Caldo sì, ma bisogna vedere fino a che punto ci si spinge: questi valori, che vengono registrati ormai sempre più spesso, non sono di certo i valori estivi di un tempo.