È l’estate del crollo dei miti per la sinistra. Ieri è toccata a don Massimo Biancalani, il prete del pistoiese noto alle cronache per l’accoglienza senza limiti di migranti nei locali parrocchiali. Un’attività che gli valse la visita di Laura Boldrini e la solidarietà di Elly Schlein. Il dicastero per il clero ha definitivamente respinto il ricorso canonico che il sacerdote aveva presentato in Vaticano contro la rimozione da parroco di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini. Un anno fa l’allora vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli gli aveva tolto la rappresentanza legale della prima parrocchia dopo lo sgombero del centro migranti per le scarse condizioni sanitarie e i ripetuti problemi di sicurezza provocati dagli ospiti. A settembre il presule aveva offerto anche una exit strategy a Biancalani, nominandolo alla direzione dell’ufficio missionario diocesano. Ma il don aveva rifiutato l’incarico per continuare l’attività d’accoglienza a Ramini. La disobbedienza al vescovo ha portato la «partita» a Roma e il fischio finale è arrivato con il decreto firmato dal segretario del dicastero, monsignor Carlo Redaelli. Secondo quanto trapela, la Santa Sede ha confermato la rimozione di Biancalani contestandogli il totale abbandono della cura pastorale dei fedeli.
Commentando la notizia, il don ha riconosciuto «il calo dei sacramenti» attribuendone la colpa alle famiglie che non mandavano più i figli in chiesa per la presenza dei migranti. Dopo l’esito negativo del ricorso al dicastero, al prete non resta che appellarsi alla Segnatura Apostolica, supremo tribunale della Chiesa. Ma le possibilità di un ribaltamento sono quasi nulle visto che, codice di diritto canonico alla mano, le cause per cui un parroco può essere legittimamente rimosso dal suo vescovo non mancano in questa vicenda: c’è il turbamento alla comunità ecclesiale causato dal suo modo di agire in un decennio di polemiche, l’avversione dimostrata da numerose raccolte firme e manifestazioni di residenti, infine la negligenza nei doveri parrocchiali menzionata nel decreto vaticano. A Vicofaro c’è voglia di voltare pagina e oggi arriverà in parrocchia il nuovo vescovo Augusto Mascagna. Un segnale di vicinanza ad una comunità turbata per troppo tempo dagli eccessi di Biancalani. Intanto esulta la Lega Toscana che parla di «fine di una lunga e tormentata storia, costellata da una fortemente criticabile gestione dell’immigrazione» e anche Matteo Salvini - il primo a polemizzare col don sin dal 2017 - in un post ha scritto che «il tempo è galantuomo».
