«Musica avvolgente, calda, trasportata dal suono, dove c'è spazio per chiudere gli occhi, per dondolare e sognare. Perché per capire il jazz, bisogna ascoltarlo». A chiarirlo è Fabio Manganaro, direttore artistico dell'associazione Jazz Lighthouse Genova, che ieri mattina ha presentato la pubblicazione del cd «Il vento del mare». La storia nasce sul palco di Villa Rossi a Sestri Ponente durante il concerto finale di Sestri Jazz 2007 dove due veterani del jazz il pianista Renato Sellani e il sassofonista Cesare Marchini incontrano il giovane talento Luca Cosi e la sua tromba. Una performance gradita che conserva tutta la sua magia dal vivo. Ma guai a farsi ingannare dal certificato anagrafico dei musicisti, perché mente. Certo, sulla carta d'identità c'è scritto che Marchini è del 1926 e Sellani dell'anno seguente. Ma per gli appassionati è solo un dettaglio.
Parlare di Renato Sellani, attivo sulla scena jazzista dagli anni Cinquanta e membro del quintetto guidato da Gianni Basso e Oscar Valdambrini che ha scritto una pagina fondamentale del jazz italiano, significa focalizzare l'attenzione su un artista - che pur attingendo al classico songbook americano - ha avuto il merito di rivisitare il patrimonio della canzone italiana, da Carlo Alberto Rossi a Giovanni D'Anzi, da Umberto Bindi a Gino Paoli. Invece Cesare Marchini (genovese d'adozione) è andato direttamente alla fonte per trovare l'ispirazione per il suo sassofono: giovane fiumano approda a New York dove incontra Lennie Tristano, il grande pianista cieco precursore del jazz contemporaneo, che diventa suo maestro.
Celebri standard come «What is this thing called love», «Body and soul» e «I'm in the mood for love» contenuti nel disco, offrono così l'occasione per ascoltare il dialogo di questi distinti signori, capaci di emozionare di fronte a temi già suonati.
«Il vento del mare» trascina il grande jazz
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