Se da un lato il turismo del sonno si nutre di lenzuola di seta immacolate e arredi dai colori rilassanti, dall’altro strizza decisamente l’occhio alla fantascienza. È il caso dei celebri Zedwell Hotels a Londra o delle strutture cittadine dotate di Sleep Pods di ultima generazione: vere e proprie capsule tecnologiche nate originariamente in Giappone per i manager pendolari e oggi reinventate in chiave luxury per combattere il jet-lag (così come l’insonnia).
Qui, una volta varcata la soglia, l’atmosfera cambia radicalmente rispetto all’esterno, con corridoi d’albergo che ricordano da vicino i dettagli minimalisti e futuristici dell’interno di un’astronave imperiale di Guerre Stellari, neon azzurrati compresi. Le camere sono capsule bianche, asettiche, totalmente isolate acusticamente e prive di finestre, in modo da eliminare qualsiasi distrazione visiva: in questi avamposti del riposo infatti è la luce naturale del sole il nemico numero uno da combattere, altro che Darth Vader.All’interno di ogni stanza le luci sono completamente biodinamiche e simulano l’alba e il tramonto cosmico, mentre evoluti sistemi di ventilazione filtrata regalano un’aria pura come quella ad alta quota. Praticamente una simulazione della realtà dove l’artificio diventa più rigenerante e “sano” della natura stessa.Un’esperienza a metà strada tra un viaggio interstellare e una scalata sul K2 (ma senza lo zaino e il pranzo al sacco avvolto nella stagnola) dedicata a chi, per riuscire finalmente a chiudere gli occhi, ha bisogno di fuggire dal pianeta Terra per sentirsi in viaggio «in una galassia lontana lontana».
