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Automotive

Jeep Compass, l’americana nata in Basilicata che cresce, si rinnova e non dimentica le sue radici

Più grande, più tecnologica e con una gamma interamente elettrificata. La nuova Compass mild-hybrid convince per consumi e fluidità di marcia

Il Giornale

Melfi, Basilicata. È qui, nello stabilimento Stellantis che da decenni produce alcune delle auto più apprezzate del gruppo, che nasce la nuova Jeep Compass. Un dettaglio che non è solo geografico: questa terza generazione è un progetto europeo nel senso più concreto del termine, costruito su una piattaforma - la STLA Medium, già vista sulla Peugeot 3008 e sulla Opel Grandland - che non prevede alcun motore tradizionale. Addio diesel, addio termico puro: la nuova Compass è interamente elettrificata, dal mild hybrid al full electric, con una gamma che si articolerà su cinque motorizzazioni entro la fine del 2026. La versione che abbiamo provato è la 1.2 turbo mild hybrid da 145 CV quella più accessibile, e quella che troverà probabilmente il maggior numero di acquirenti. Il prezzo è di 40.900 euro, con l’allestimento base Altitude. Un segmento molto affollato quello dei C SUV, nel quale però Compass porta tanta personalità, un design inedito e quel DNA fuoristradistico del brand americano.

Dimensioni e design

La nuova Compass misura 455 cm in lunghezza, 190 cm in larghezza e 168 cm in altezza, con un passo di 279 cm e un peso di circa 1.680 kg nella versione mild hybrid. Rispetto alla generazione precedente guadagna 15 cm in lunghezza e il passo si allunga di oltre 5 cm - una crescita che si traduce in spazio reale a bordo e che porta la Compass in un territorio dimensionale più vicino ai SUV medi che alle compatte.

Il design è uno degli aspetti che colpisce di più al primo contatto. Le forme sono più squadrate e muscolose rispetto alla generazione precedente, con superfici tese e una presenza su strada più autorevole. Il frontale riprende la classica griglia a sette feritoie - firma storica di Jeep dal 1941 - ma in versione chiusa, integrata con il radar del cruise control adattativo e della frenata automatica in una posizione ben protetta dagli urti. I fari sono sottili e allungati, con una firma luminosa moderna che si abbina bene alla struttura squadrata del paraurti. Di lato le linee sono pulite, con i passaruota marcati e gli inserti in plastica grezza - volutamente non verniciata, così che i graffi siano meno visibili - che sottolineano la vocazione da SUV anche su questa versione a trazione anteriore. La coda è riconoscibile per i fanali con motivo luminoso a X, un dettaglio originale che dà personalità al posteriore. Il coefficiente aerodinamico è inferiore a 0,30 - migliorato del 10% rispetto al modello precedente - grazie a soluzioni come lo spoiler posteriore, le feritoie nei passaruota e la griglia attiva nel paraurti anteriore.

Interni e tecnologia

Salire a bordo della nuova Compass è l’esperienza che più sorprende rispetto alle aspettative. La plancia è pulita e lineare, con una mensola ampia davanti al passeggero - con bordo rialzato che trattiene gli oggetti in movimento - e una più piccola a sinistra del volante. I vani portaoggetti sono numerosi e generosi, sia nel tunnel centrale che nelle portiere. I comandi al volante hanno una finitura satinata e un motivo a X che richiama i tanica militari - un omaggio stilistico al DNA Jeep ben riuscito. La rotella del cambio automatico e il selettore delle modalità di guida nel tunnel sono di immediata lettura e piacevoli al tatto, con una finitura gommata che dà una certa sostanza.

La prova della nuova Jeep Compass

Il protagonista tecnologico è il display centrale da 16 pollici, tra i più grandi disponibili nel segmento: reattivo, con una grafica intuitiva e schermate ben organizzate, integra navigazione, Android Auto e Apple CarPlay wireless, informazioni sul powertrain e gestione del climatizzatore. Il cruscotto è digitale e configurabile. Il limite principale riguarda la quantità di funzioni affidate esclusivamente allo schermo: la temperatura del climatizzatore, il riscaldamento e la ventilazione dei sedili richiedono di navigare nei menu, con inevitabile distrazione alla guida. Una fascia di tasti fisici sotto al monitor permette di richiamare rapidamente alcune funzioni - ricircolo dell’aria, sbrinamento, aiuti alla guida - ma i tasti sono tutti identici al tatto, senza differenziazione aptica.

L’abitabilità è migliorata in modo concreto rispetto alla generazione precedente. Davanti si sta con grande agio; dietro lo spazio per le gambe è cresciuto di 55 mm, e tre adulti viaggiano comodi. Non mancano bocchette dell’aria posteriori, due prese USB-C e una presa a 12 volt per i passeggeri della seconda fila. L’unica nota critica riguarda i pannelli porta posteriori, in plastica nera rigida priva di rivestimento - un risparmio che si nota subito confrontandoli con le portiere anteriori. Il bagagliaio da 550 litri ha forme squadrate e un fondo ad altezza variabile, con lo schienale frazionabile 40/20/40 che permette di trasportare oggetti lunghi - come gli sci - mantenendo quattro posti comodi.

Prova su strada

Il powertrain mild hybrid della nuova Compass abbina un tre cilindri 1.2 turbo benzina da 136 CV a un motore elettrico da 29 CV integrato nel cambio robotizzato a doppia frizione a sei rapporti, per una potenza di sistema complessiva di 145 CV. Lo 0-100 km/h è dichiarato in 10,3 secondi, la velocità massima è di 188 km/h. La trazione è anteriore, e per ora la Compass mild hybrid non è disponibile in versione integrale - quella arriverà solo con le elettriche più potenti.

Su strada il carattere dell’auto è quello di una SUV fluida e disinvolta nell’uso quotidiano, più che brillante nelle prestazioni. La spinta dell’unità elettrica - sempre pronta ai bassi regimi - dà brio alle partenze e ai sorpassi in città, con il cambio automatico che gestisce le commutazioni in modo dolce e senza strappi. Passati gli 80 km/h o in presenza di pendenze significative la situazione cambia: a prendere le redini è il 1.5 turbo benzina, che nella sua sollecitazione fa sentire la sua voce con un certo vigore - un aspetto che si accentua scegliendo la modalità Sport, dove però si avvertono anche le vibrazioni tipiche di un tre cilindri sotto sforzo. Non è un’auto per chi cerca grinta: è un’auto per chi vuole percorrere chilometri in modo confortevole e contenendo i consumi, con un dato dichiarato di 17,5 km/l nel ciclo misto: nell’utilizzo reale si avvicina molto ai 15,5 km/l. Il molleggio è convincente e lo sterzo non è faticoso in manovra, dove il raggio di svolta risulta agevole. Da segnalare la mancanza dell’autohold - la funzione che tiene l’auto ferma in posizione D senza premere il freno - assente su tutta la gamma STLA Medium in versione ibrida, una piccola rinuncia che si nota nel traffico cittadino. La nuova Compass ha anche due modalità di guida per fondi a bassa aderenza - neve e fango/sabbia - che intervengono su erogazione del motore, controllo di trazione, freni ed ESP. Non sostituisce la trazione integrale, ma aggiunge un margine di sicurezza in condizioni difficili.

Prezzi e considerazioni finali

La gamma Compass si articola, al momento del lancio, su due motorizzazioni: la mild hybrid 1.2 turbo da 145 CV in allestimento Altitude a 40.900 euro e la PHEV a partire da 45.900 euro. Si aggiunge anche la versione 100% elettrica, con prezzi a partire da 47.900 euro per la versione Altitude con batteria da 74 kEh e 213 CV di potenza. Prossimamente debutteranno anche le versioni dotate di trazione integrale, anch’esse 100% elettriche e doppio motore.

La nuova Jeep Compass mild hybrid è un’auto che convince prima di tutto per la qualità complessiva del progetto: ben costruita, spaziosa, tecnologicamente aggiornata e con un’identità stilistica riconoscibile che non rinuncia al DNA Jeep. Il motore mild hybrid è adeguato per l’uso quotidiano, ma chi cerca vivacità troverà soddisfazione solo nelle versioni elettriche o nella plug-in. Per chi non ha fretta e valuta un SUV compatto familiare da usare principalmente in città e su percorsi extraurbani, sa offrire anche dei consumi contenuti e una fluidità di marcia inaspettata.

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