Ogni automobilista ha le sue abitudini quando si mette al volante, e per quanto col tempo siano diventati veri e propri automatismi su cui neppure più si presta troppa attenzione, nella maggior parte dei casi possono produrre degli effetti dannosi sulla durata della vita delle componenti meccaniche della nostra auto.
Tra i più diffusi ci sono, solo per citare alcuni esempi, la consuetudine di lasciare la mano appoggiata sul cambio, ignorare la spia della riserva sperando di fare qualche chilometro in più, oppure tenere la prima innestata e il pedale della frizione pigiato fino a fondo mentre aspettiamo il semaforo verde. Niente di più sbagliato, secondo uno studio condotto da Parclick, piattaforma punto di riferimento per la prenotazione online dei parcheggi: col tempo, infatti, questa routine inconsapevole finisce con l’incrementare il numero delle visite dal meccanico e col pesare inevitabilmente sui nostri conti. E questo è ancora più vero nel contesto economico attuale, a causa dell’impennata dell’inflazione, del rincaro dei ricambi originali e del costo crescente della manodopera in officina.
“Il costo delle riparazioni di un veicolo è aumentato notevolmente negli ultimi mesi, e commettere piccoli errori quotidiani alla guida moltiplica le visite inutili dal meccanico”, spiega Ester Stivelli, Country Manager IT+DACH di Parclick, “guidare in modo prudente e prendersi cura della carrozzeria è essenziale per attenuare questo impatto economico”. Stando alle stime dell’azienda, circa un guasto su quattro (il 25%) nasce da distrazioni, pigrizia o scorrette abitudini di chi sta al volante. Modificare il proprio stile di guida rappresenta quindi l’investimento più redditizio a costo zero, capace di allungare la vita utile dell’auto ed evitare spese superflue per centinaia o migliaia di euro all’anno. Ma quali sono le 10 più diffuse?
Si parte col cambio usato come poggiabraccio: lasciare costantemente la mano sulla leva fa sì che il peso esercitato generi una pressione continua sulle forcelle interne della trasmissione. Risultato? Attrito indesiderato, usura precoce dei selettori e un po’ di gioco alla lunga fastidioso. La posizione corretta prevede entrambe le mani saldamente sul volante alle “nove e quindici”, staccando la destra soltanto per il tempo stretto della cambiata.
Altra abitudine errata è quella di viaggiare troppo a lungo in riserva. Mantenere il livello del carburante vicino allo zero espone la pompa d’alimentazione a un doppio rischio: aspira i depositi e le impurità accumulate sul fondo del serbatoio e fatica a raffreddarsi (il carburante stesso funge da fluido refrigerante per la pompa). Per tutelare filtri e iniettori ed evitarne la saturazione, il consiglio è fare rifornimento non appena l’indicatore scende al di sotto dell’ultimo quarto.
Tenere la frizione premuta a fondo con la prima innestata durante le soste al semaforo è un’altra abitudine da correggere rapidamente: ciò provoca un’usura precoce del cuscinetto reggispinta e indebolisce la molla a diaframma dello spingidisco. La procedura corretta è mettere in folle e rilasciare completamente il pedale: si evita così di dover sostituire precocemente il gruppo frizione, uno dei pezzi più costosi su cui intervenire.
Occhio a cordoli e marciapiedi: è sempre consigliabile non affrontarli con troppa irruenza, ed evitare di raschiare lo pneumatico durante le manovre di parcheggio. Il rischio è quello di provocare micro-lesioni interne alla struttura tessile della gomma, invisibili all’esterno ma capaci di generare rigonfiamenti o improvvisi scoppi in strada. Meglio eseguire le manovre a velocità ridottissima e con precisione grazie all’ausilio degli specchietti.
Evitare le partenze a freddo allunga la vita del nostro motore: quando l’auto resta ferma per tante ore, il lubrificante si deposita interamente nella coppa. All’avvio, la pompa dell’olio impiega alcuni secondi per mettere in pressione il circuito. Accelerare subito sollecita i pistoni e le turbine senza la dovuta lubrificazione. L’ideale è attendere pochi secondi dopo l’accensione del quadro e guidare a bassi giri fino al raggiungimento della temperatura d’esercizio ideale.
Mai tenere schiacciato il freno durante le lunghe discese: questa abitudine provoca il surriscaldamento eccessivo di pastiglie e dischi, causando il fenomeno della vetrificazione e la temporanea perdita di efficacia frenante, oltre che un consumo precoce. La soluzione è sfruttare il freno motore, scalando di marcia per contenere la velocità in modo automatico ed efficace.
Ignorare gli escrementi degli uccelli sulla carrozzeria è un altro comportamento errato: il guano contiene infatti acidi estremamente corrosivi che, sotto l’azione dei raggi solari e del calore, penetrano nel trasparente della vernice causando macchie irreversibili. La carrozzeria va pulita tempestivamente con acqua tiepida, sapone neutro e panni morbidi in microfibra, evitando qualsiasi strofinamento a secco che graffierebbe lo smalto.
Spesso l’auto lancia dei segnali al conducente, che purtroppo non vengono sempre tenuti in giusta considerazione: fischi in accelerazione, ronzii provenienti dai mozzi ruota o leggeri scricchiolii al volante non sono quasi mai rumori innocui. Rimandare la diagnosi pensando che “l’auto cammina ancora bene” trasforma spesso la sostituzione economica di un piccolo cuscinetto o di un manicotto in una rottura ben più onerosa.
Controllare e regolare la pressione degli pneumatici allunga la loro vita, quindi mai dimenticarsi di fare un controllo. Quando sono sgonfi si rischia di compromettere l’integrità della spalla, se la pressione è eccessiva si consuma invece precocemente la fascia centrale del battistrada. Entrambi gli errori riducono la superficie di contatto con l’asfalto, diminuendo il livello di sicurezza e incrementando al contempo in modo anomalo i consumi di carburante fino al 3-5%. Il controllo della pressione va eseguito rigorosamente a gomme fredde almeno una volta al mese.
Occhio alla posizione del finestrino quando si agisce sull’alzacristalli elettrico: se il vetro si trova a fine corsa, sia in alto che in basso, e si insiste sul pulsante, il motorino viene sollecitato nonostante il blocco. Ciò provoca il surriscaldamento dell’impianto, e la forza impressa può scaricarsi sui cavi metallici di tensione e, soprattutto, sulle guide e sui gancetti di plastica che sorreggono il vetro, rischiando di spaccarli.