Leggi il settimanale

Famiglia nel bosco, i bimbi alla mamma: “Quando torniamo a casa con i nostri animali?”

L’incontro emozionante tra la madre e i figli è avvenuto al di fuori della casa famiglia in cui i piccoli sono tuttora ospitati

Famiglia nel bosco, i bimbi alla mamma: “Quando torniamo a casa con i nostri animali?”
00:00 00:00

In attesa del tanto agognato ricongiungimento familiare, e con in corso le operazioni di trasferimento insieme al marito Nathan nella casa messa loro a disposizione dal comune di Palmoli, mamma Catherine è riuscita finalmente a incontrare i suoi bambini. La donna, che stando a quanto riferito da persone vicine alla famiglia avrebbe riacquistato un po’ più di fiducia circa la buona riuscita della complessa vicenda legale dopo l’arrivo di Simone Pillon in qualità di nuovo avvocato, ha riabbracciato i bimbi e ha potuto intrattenersi e parlare con loro, anche se la visita è avvenuta al di fuori della casa famiglia di Vasto nella quale i piccoli sono ospitati da circa sei mesi.

L’incontro è stato chiaramente molto emozionante per Catherine, la quale ha cercato di rassicurare i figli anche dinanzi a domande “scomode” che rivelano in modo inequivocabile tutte le difficoltà che la distanza dai genitori sta inevitabilmente causando loro a livello emotivo. “Quando torniamo a casa, nel bosco, con i nostri animali?”, hanno domandato infatti i bambini, nella speranza di poter riprendere la loro vita dove era stata interrotta.

La vicenda legale si avvicina alla sua fase più delicata, che potrebbe risultare determinante per arrivare al ricongiungimento: per il prossimo mese di giugno è infatti attesa la relazione finale della psichiatra Simona Ceccoli, incaricata come consulente tecnica d'ufficio (CTU). La bozza della relazione è stata contestata per via della rilevazione di “15 criticità” dai consulenti di parte, ovvero lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, i quali hanno depositato presso il tribunale per i minorenni dell’Aquila le proprie valutazioni: queste analisi sono quindi state vagliate con attenzione anche da un pool di specialisti composto dal neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti, dalla neuropsicologa Daniela Chieffo e dalla psicologa forense Anna Maria Giannini.

Nella bozza la CTU contestava a Nathan e Catherine “incapacità genitoriale” e “fragilità profonde” tali da cagionare “un'immaturità neuropsicologica dei bambini”. Una valutazione rispedita al mittente dai consulenti della famiglia nel bosco, i quali eccepiscono un difetto metodologico nella perizia psicologica d'ufficio. Il fulcro del problema è l'assenza di un contatto diretto con i minori da parte della consulente tecnica d’ufficio, la quale ha dovuto attingere alle sole osservazioni sul campo effettuate dall’équipe di neuropsichiatria infantile, le uniche in cui i bimbi sono stati valutati nelle loro interazioni col papà e con la mamma. Ciò nonostante la perizia, basando l'esito finale su elementi puramente indiretti, giunge a conclusioni difformi da quei dati.

“Si osserva una marcata divergenza tra le risultanze della Npi e le conclusioni espresse nella relazione peritale”, rimarca infatti la controperizia firmata da Cantelmi e Aiello.

Nathan e Catherine, infatti, “rappresentano un valido riferimento per i bambini” e producono “un'interazione emotiva adeguata, con un buon livello di empatia e una sostanziale adeguatezza nelle aree emotivo-relazionali”, spiegano gli esperti della Npi, i quali aggiungono anche che risulta “indispensabile favorire e ripristinare una continuità dei legami familiari”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica