Il pittore di Viareggio, che aderì al movimento "Metacosa", ha lo stesso sguardo mentale di Gnoli.
I suoi ritratti sono una sintesi fra la tradizione italiana e la civiltà africana in cui dominano le maschere nere.
Per l'uno il passato è il Mito, per l'altro è Cézanne. Li ha avvicinati Ferrara, la città del silenzio.
Furono una coppia di fatto nell'arte e nella vita. E le loro opere dialogano in altre dimensioni
Stelline: in mostra Boccioni, Rotella e i contemporanei