I due voti possibili e l'astensione
Chi si batte per il sì assicura che, in caso di vittoria, il Paese sarà più governabile. I sostenitori del no denunciano il rischio di una deriva "personalistica" che ridurrebbe il pluralismo. Poi ci sono gli "astensionisti": portano avanti le ragioni del no ma si battono per far saltare il quorum
Ecco come si schierano i partiti
Il Pdl lascia libertà di voto ma molti suoi esponenti sono per il sì. Il Pd punta alla vittoria dei sì per riformare poi, in parlamento, la legge elettorale. Inversione a 180 gradi per l'Idv: ora è per il no. La Lega si batte per far saltare il quorum. I Radicali, storici referendari, hanno dato vita a un "comitato per il no"
Le ragioni del sì e quelle del no
Con i primi due quesiti si abolisce, per Camera e Senato, il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. Il premio va al partito più votato. Con il terzo quesito, infine, si vietano le candidature multiple: ci si può presentare in un solo collegio. La "terza via" è far saltare il quortum per lasciare com'è la legge elettorale
"Astenersi per difendere la Costituzione"
Passigli, Bassanini, Tabacci, Angius e molte altre personalità riunite nel Comitato "Amici della Costituzione" si battono contro il referendum invitando gli italiani a disertare le urne: "Resterebbe un parlamento di nominati e tornerebbero le correnti"
Asse Bossi-Berlusconi. Fini: "Andrò a votare"
Intesa tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega. Niente appoggio al sì nel referendum del 21 giugno (cosa dicono i tre quesiti). Pieno sostegno ai candidati del centrodestra ai ballottaggi. Fini: "Andrò a votare e spero che ci vadano anche gli italiani"
Guzzetta: "La Lega ricatta Berlusconi"
Il presidente del Comitato promotore del referendum è convinto che la svolta del premier sul sostegno al referendum per la legge elettorale sia frutto del ricatto del Carroccio al presidente del Consiglio. E la Lega invita i suoi elettori a non rititare la scheda
