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La shaboo ha invaso l'Italia

L'ultima maxi-operazione dei carabinieri di Milano, diretta a smantellare un'organizzazione che trafficava e spacciava shaboo, ha portato a trentasei arresti e al sequestro di tre chilogrammi e mezzo di droga per un valore sul mercato al dettaglio di due milioni di euro. Le indagini hanno permesso di scoprire una “fabbrica” di shaboo in Polonia, nel sobborgo di Wolka Kosowska, a sud di Varsavia.

Prodotta da uomini di origine vietnamita, giungeva in Italia occultata in intercapedini ricavate nelle autovetture, all’interno di borse o estintori modificati, passando per la Repubblica Ceca o l'Ungheria. Dopo aver attraversato il Passo del Tarvisio, i corrieri facevano tappa a Padova per poi raggiungere Milano (a volte i viaggi proseguivano verso Prato).

Nel capoluogo lombardo, questa potentissima droga, con effetti devastanti e dieci volte più forte della cocaina, veniva smistata da cinesi, i principali gestori del traffico.

I primi arresti per shaboo in Italia risalgono a una decina di anni fa. Nel tempo si è diffusa in molte regioni italiane: Lombardia, Toscana, Piemonte, Veneto, Abbruzzo, Lazio, Campania e Sardegna ed Emilia Romagna. Aumentano i blitz delle forze dell'ordine ma lo spaccio di questa metanfetamina non sembra diminuire, anzi.

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