Genova, bimba con due mamme: ricorso del sindaco contro i giudici

Il Comune di Genova, per volere del sindaco Bucci, ha annunciato di avere presentato ricorso contro il decreto con cui la Procura genovese ha permesso a due donne di registrarsi entrambe come madri di una bimba di un anno

Il sindaco genovese, Marco Bucci, ha fatto ricorso contro la sentenza del Tribunale civile di Genova che imponeva all'anagrafe comunale di registrare come genitori di una bimba di un anno due madri, anziché un padre e una madre. A renderlo noto è stato il Coordinamento Liguria Rainbow, che in una nota ha spiegato come la decisione del Tribunale si basi sulla legge 40/2004, art. 8, dove si legge che "sono riconosciuti genitori del bambino nato attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita la coppia firmataria del consenso informato". Secondo il CLR, attivo sul fronte dei diritti delle coppie omosessuali, la norma si applica non solo alle coppie etero ma anche a quelle omosex, come già affermato in casi analoghi da parte di altri giudici.

Il caso delle due donne è molto particolare. Una ha fornito l'ovulo poi fecondato da un donatore anonimo, l'altra ha portato a termine la gravidanza. Nel momento in cui la coppia si è presentata all'anagrafe comunale, ha chiesto di poter scrivere nel certificato di nascita della bimba i propri nomi, ma Comune e Prefettura gliel'hanno impedito. Di qui il ricorso al Tribunale civile, che aveva dato ragione alle due donne con un decreto di primo grado. Oggi la notizia del controricorso da parte del primo cittadino Bucci, motivato dalla mancanza di una legge che consenta la trascrizione di due donne come genitori di un bimbo.

Già nello scorso mese di agosto, il Comune di Sesto San Giovanni si era rifiutato di riconoscere la genitorialità a due donne. "La dicitura genitore 1 e genitore 2 la trovo francamente inconcepibile. In difesa della famiglia naturale non accoglierò la richiesta delle due madri che è arrivata nel Comune che rappresento", aveva dichiarato il sindaco di centrodestra Roberto Di Stefano.

Commenti

cir

Ven, 23/11/2018 - 16:54

ha fatto benissimo.

Giorgio5819

Ven, 23/11/2018 - 17:11

Il mercato dei giocattoli per deviati e viziati deve finire, non hanno nessun diritto di violentare il diritto di un/a bimbo/a per il loro malato e spasmodico disegno di normalizzazione. E' violazione dei diritti umani ai danni di minore !!!

Divoll

Ven, 23/11/2018 - 17:47

Basta usare i bimbi per fingersi "normali".