Politica

Ius soli, strappo della Boldrini: "Chi nasce qui è italiano"

Sinistra radicale all'assalto per cambiare la politica sull'immigrazione. La Kyenge: "Serve uno ius soli temperato". E la Boldrini : "La legge sulla cittadinanza va aggiornata"

Ius soli, strappo della Boldrini: "Chi nasce qui è italiano"

Un altro strappo. Il presidente della Camera Laura Boldrini ha scelto la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a 400 bambini stranieri residenti a Lamezia Terme per tornare a difendere lo ius soli e a ribadire la necessità di cambiare le leggi che regolano l'immigrazione. "In tempi di globalizzazione non si può ignorare la realtà e cioè che nel Paese ci sono persone che vengono da altri luoghi ma che fanno parte della nostra società - ha spiegato la terza carica dello Stato - in Italia ci sono oltre quattro milioni di immigrati. Tanti figli di questi immigrati sono nati qui e sono cresciuti con i nostri figli. Bisogna prendere atto del fatto, quindi, che sono italiani".

La visita di lunedì di papa Francesco a Lampedusa ha dato un'accelerata al dibattito sull'immigrazione. La preghiera del Santo Padre per le 20mila vittime dell'immigrazione è stata subito strumentalizzata dalla sinistra radicale per tentare il blitz in parlamento e cancellare il reato di clandestinità, allargare le maglie degli ingressi e, soprattutto, concedere la cittadinanza ai bambini nati in Italia. La prima a cavalcare le parole di Bergoglio è stata proprio il ministro all'Integrazione Cecile Kyenge che, ai microfoni di Radio24, ha proposto uno "ius soli temperato" per i figli degli stranieri nati in Italia: "Deve cambiare la politica dell’immigrazione". A stretto giro è arrivato anche l'appoggio della Boldrini che da tempo ha smesso i panni del presidente super partes per indossare quelli della vendoliana militante. Da qui la scelta di manifestare al Gay Pride e portare all'attenzione dell'opinione pubblica e del parlamento le richieste della comunità omosessuale. Da qui lo schiaffo all'ad della Fiat Sergio Marchionne rifiutando l'invito allo stabilimento in Val di Sangro e accusando il Lingotto di chiudere le fabbriche e di lasciare a casa gli operai. Non stupisce quindi che l'assenteista Boldrini, che poco si cura dei lavori di Montecitorio e troppo si prodiga per portare avanti le battaglie della sinistra radicale, si sia schierata a favore dello ius soli e della proposta avanzata nei giorni scorsi dalla Kyenge.

Ricordando che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha più volte invitato i partiti a considerare i figli degli immigrati parte del tessuto sociale, la Boldrini ha chiesto che la legge sulla cittadinanza venga aggiornata ai tempi. "Nel Paese ci sono persone che vengono da altri luoghi ma che fanno parte della nostra società. Tanti figli degli immigrati sono nati qui e sono cresciuti con i nostri figli - ha concluso - bisogna prendere atto del fatto, quindi, che sono italiani".

Insomma, l'offensiva ha già avuto inizio.

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