La sinistra difende ancora i delinquenti: dopo il caso Ramy, ora l'omicidio a scuola. Mentre i criminali (e i maranza) si sentono eroi, chi chiede norme più severe viene accusato di strumentalizzare. Basta ipocrisia.
La sinistra difende ancora i delinquenti: dopo il caso Ramy, ora l'omicidio a scuola. Mentre i criminali (e i maranza) si sentono eroi, chi chiede norme più severe viene accusato di strumentalizzare. Basta ipocrisia.
Oggi in Italia è in corso l'atto finale della Tangentopoli dell'informazione: il Garante per la privacy viene messo sotto indagine per le accuse di Report, una trasmissione a sua volta indagata per un altro dossieraggio. Da domani vi raccontiamo cosa c'è dietro
Chiara Ferragni è stata assolta, dopo che la sua immagine - e il suo marchio - è stata devastata dalla parola "truffa". Il suo impero si è sfaldato sotto i colpi dei Savonarola del giornalismo, e tutti quelli che l'hanno querelata si sono presi il denaro e sono spariti. Alla fine, la questione era tra di loro. Non c'era nessuna "truffa di Natale". E ora ci chiediamo, cos'era il caso Ferragni? Solo un giro di soldi
La sinistra è ossessionata da Giorgia Meloni e vede solo lei, tanto che pure dentro al Pd qualcuno si sta innervosendo. Sembrano ignorare l'Iran e la rivoluzione messa in atto da giovani, donne, omosessuali, tutto l'elenco con cui i soliti noti ci riempiono la testa. Oggi i democratici veri stanno con Trump e Netanyahu, contro la teocrazia, contro Khamenei e Maduro, e hanno la faccia tosta di dire che nel Paese in rivolta bisogna andare fino in fondo, costi quel che costi
Alberto Trentini è stato liberato dal governo senza troppo chiasso. Il cooperante, però, tornerà in Italia e troverà quella che, con tutta probabilità, è la sua parte politica a contestare l’abbattimento del regime che lo teneva prigioniero. E a difendere con il silenzio il massacro di giovani ad opera degli ayatollah
I 5 Stelle chiedono il mio allontanamento dalla Rai per un’inchiesta scomoda, mentre una collega viene insultata e cacciata da un corteo pro Maduro. Solidarietà selettiva, doppi standard e un’idea di servizio pubblico che assomiglia sempre più alla censura
La piazza dei pro Pal (anzi, dei pro Mad o dei pro Khamenei) caccia la nostra giornalista Giulia Sorrentino accusandola di sionismo. È il simbolo della violenza che questa piazza sta difendendo, con il silenzio raccapricciante su quello che accade in Iran
La sinistra tifa per chi mena, per chi minaccia i giornali e per chi chiede la censura delle inchieste, ecco perché è un paese che ha bisogno del Giornale
Dolores Bevilacqua, quella di "abbiamo riuscito", viene mandata avanti dal M5S per attaccare me e il Giornale per aver fatto una campagna contro Ranucci. Invece di pensare a metterci il bavaglio, magari potrebbe aiutare il suo presidente Giuseppe Conte a rispondere alle dieci domande che gli abbiamo fatto su Hannoun
L'arresto di Hannoun ha portato all'attenzione del Paese la grande bugia degli aiuti umanitari a Gaza. Ma la sinistra vuole zittire chi lo ha denunciato e non risponde alle dieci domande che il Giornale pone loro. Non faremo mai il ramadan delle idee in nome di nessun tipo di integrazione: firmate la petizione contro il bavaglio all'indirizzo nobavaglio@ilgiornale.it