Prosegue lo stallo militare tra Stati Uniti e Iran, mentre si riaccende lo scontro diplomatico. Il presidente Trump ha pubblicato sui social un post in cui rivendica Hormuz come territorio Usa. In risposta, la Repubblica islamica ha avanzato pretese sulla California. E secondo il Financial Times, gli ayatollah stanno valutando di colpire basi militari americane in Europa in caso di escalation.
Trump: "Abbiamo sanzioni draconiane che possiamo imporre all'Iran"
“Abbiamo sanzioni draconiane che possiamo imporre contro l’Iran”. Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca. “Nel frattempo lo stretto di Hormuz è aperto. Ma non sarà più importante come prima. Ci sono alternative”, ha aggiunto il presidente americano citando il petrolio del Texas e della Louisiana.
Trump: "Abbiamo il completo controllo di Hormuz"
“La scorsa notte sono transitate molte navi nello stretto”. Lo ha detto Donald Trump riguardo al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. “Abbiamo il possesso, il completo controllo dello stretto”, ha affermato il presidente Usa parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Ghalibaf: "Usa cercano uscita onorevole dalla regione"
Gli Stati Uniti stanno cercando “un’uscita onorevole” dalla regione. Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, sostenendo che l’influenza sulle potenze straniere in Medio Oriente stia rapidamente scemando con l’emergere di quello che ha definito un “nuovo ordine regionale”.
“Cari Abu Mahdi e Haj Qassem! Questo è il frutto della vostra lotta e del vostro sangue benedetto”, ha scritto Ghalibaf su X, riferendosi ad Abu Mahdi al-Muhandis, alto comandante delle Forze di mobilitazione popolare irachene, e a Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione. Entrambi furono uccisi in un raid americano con un drone nei pressi dell’aeroporto di Baghdad nel gennaio 2020. “Nel nuovo ordine regionale, l’ingerenza delle potenze straniere nei rapporti tra i Paesi sta rapidamente diminuendo; gli Stati Uniti stanno cercando un’uscita onorevole dalla regione e il progetto del regime sionista ‘dal fiume al mare’ non è ormai altro che un’illusione”, ha aggiunto Ghalibaf.
Nato: "Iran? Pronti ad affrontare qualsiasi minaccia"
“Come dimostrato all’inizio di quest’anno, quando le difese aeree della Nato hanno intercettato con successo, in quattro occasioni distinte, missili balistici diretti in Turchia dall’Iran, la nostra capacità di deterrenza e difesa è solida ed efficace. La Nato è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e farà sempre tutto il necessario per difendere tutti gli Alleati”. Lo afferma un funzionario della Nato.
Troppi rischi nello Stretto di Hormuz: tre petroliere cinesi tornano indietro
Tre superpetroliere collegate alla Cina hanno invertito la rotta nello Stretto di Hormuz, poiche i rischi per la navigazione rimangono elevati e le prospettive di un ritorno alla normalita del traffico si sono indebolite. Lo riferisce Bloomberg. La Sea V, che trasportava petrolio greggio iracheno, martedi si stava dirigendo verso lo stretto dal Golfo Persico prima di invertire la rotta e fermarsi vicino all’imboccatura del canale, ha riferito Bloomberg, citando dati di tracciamento navale e segnalazioni. Secondo quanto riportato, la Hestia e entrata nel Golfo Persico lungo la costa dell’Oman nelle prime ore di mercoledi, ma poi ha invertito la rotta ed e tornata indietro. Secondo Bloomberg, anche la Erecter, diretta in Iraq, ha fatto inversione di marcia.
Yemen, Houthi pianificano conquista di aree vicine a Stretto di Bab el-Mandeb
Un funzionario yemenita accusa i ribelli Houthi di prepararsi a conquistare aree adiacenti allo Stretto di Bab el-Mandeb, minacciando una seconda via navigabile vitale dopo che il loro alleato iraniano ha bloccato lo Stretto di Hormuz. Tre fonti militari Houthi e un portavoce delle forze governative yemenite vicino allo stretto hanno confermato che i ribelli stavano pianificando un’avanzata verso queste aree. “La milizia Houthi si sta adoperando per creare le condizioni necessarie a prendere il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, rafforzando la propria presenza lungo la costa occidentale e tentando di conquistare le isole strategiche yemenite nel Mar Rosso”, ha dichiarato il ministro dell’Informazione yemenita Moammar al-Eryani, citando anche “il rafforzamento delle forze militari dei ribelli nonché i ripetuti attacchi contro porti, banchine, infrastrutture civili, navi e mezzi navali governativi”. Il generale Sadeq Duwaid, portavoce delle Forze di Resistenza Nazionale filo-governative che controllano le aree che si affacciano sullo stretto, ha dichiarato che i ribelli stanno “cercando di consolidare la propria presenza a Bab el-Mandeb” e di “trasformare la regione in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz”. Tre fonti militari Houthi hanno indicato inoltre che i ribelli si stanno preparando a lanciare un’operazione militare per prendere il controllo delle aree a sud di Hodeida, con il dispiegamento di quasi 2.000 soldati e lanciarazzi in prima linea lungo la costa occidentale, nelle province di Taiz e Hodeida.
Crosetto: "Attacchi a basi Usa in Europa? Irrealistico ma nulla è precluso, eviterei di dare spunti"
“Finora l’Iran ha usato il caos e l’allargamento del conflitto come tattica. Se si ragiona secondo questa logica, allora può fare qualunque cosa, persino attaccare la Cina, che è chiaramente un’ipotesi irreale. Ed è proprio per questo che non ha senso suggerirgli scenari o comportamenti. Significa, semplicemente, che considero ciò che ha scritto il Financial Times una cosa a cui loro non avevano pensato”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato dall’Adnkronos, commenta l’indiscrezione del Financial Times secondo cui Teheran starebbe valutando la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa nel caso in cui il presidente americano Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto e attaccare le infrastrutture iraniane.
Usa guadagnano terreno nella sfida per il controllo di Hormuz
La battaglia per il controllo dello Stretto di Hormuz è diventata il fronte principale della guerra tra Iran e Stati Uniti. Dopo mesi di dichiarazioni contrapposte da parte di Teheran e Washington, che hanno alimentato incertezza e confusione, i dati sul traffico marittimo - citati dalla Cnn - indicano ora un progressivo arretramento del controllo iraniano sulla strategica via d’acqua. Secondo Kpler, società specializzata nel monitoraggio del traffico marittimo attraverso transponder e dati satellitari, oltre l’80% delle navi transitate nello Stretto di Hormuz nelle ultime due settimane ha utilizzato la rotta lungo la costa dell’Oman, un corridoio di navigazione autorizzato dalle Nazioni Unite e fortemente contestato dall’Iran. Teheran, che rivendica il controllo dello Stretto, ha attaccato diverse navi che hanno tentato di percorrere la rotta lungo le coste dell’Oman. Nonostante i rischi, la maggior parte delle imbarcazioni ha scelto di ignorare le richieste iraniane e attraversare lo Stretto contando sulla protezione della Marina americana. “Appare sempre più evidente che l’Iran abbia perso almeno in parte il controllo dello Stretto”, ha dichiarato Homayoun Falakshahi, responsabile di Kpler. La situazione è profondamente diversa rispetto a un mese fa, quando Kpler registrava praticamente nessun traffico sulla rotta omanita. La forte riduzione dei passaggi lungo la rotta preferita dall’Iran ha inoltre impedito a Teheran di riscuotere i pedaggi sul traffico marittimo attraverso lo Stretto, come aveva fatto in primavera.
L'analisi da Teheran: "Colpire basi Usa in Italia può essere un'opzione"
“Se gli Stati Uniti attaccano nuovamente l’Iran, la risposta andrà oltre la regione”. È quanto afferma all’Adnkronos Foad Izadi, professore di Relazioni internazionali all’Università di Teheran, commentando le indiscrezioni del Financial Times secondo cui Teheran valuterebbe la possibilità di colpire obiettivi militari americani in Europa nel caso di una nuova escalation da parte del presidente Donald Trump. Il quotidiano britannico riferisce di valutazioni riguardanti in particolare l’Europa sud-orientale, citando “due insider del regime”. “Prima dell’inizio della guerra a febbraio, l’Iran aveva detto che, se gli Stati Uniti avessero attaccato l’Iran, sarebbe stata una guerra regionale. Questo si è avverato. È diventata una guerra regionale”, spiega Izadi. “Ora l’Iran dice che, se gli Stati Uniti attaccheranno nuovamente l’Iran, la risposta andrà oltre la regione”. “E oltre la regione, più o meno, significa Europa”, prosegue il docente. “Quindi sì, colpire le basi statunitensi in Italia potrebbe essere un’opzione”. Izadi precisa tuttavia: “Non so se i funzionari iraniani abbiano deciso di farlo”. Secondo l’analista, “andare oltre la regione significa logicamente Europa” e “i missili iraniani possono raggiungere l’Europa, soprattutto l’Europa meridionale”. Per Izadi, “l’opzione migliore per questi Paesi sarebbe non aiutare gli Stati Uniti e Israele in questa guerra illegale contro l’Iran”. Il docente sostiene quindi che “la guerra è illegale secondo il diritto internazionale” e afferma che “sono stati uccisi più di 5mila civili iraniani” e che sono stati provocati danni per “miliardi di dollari” alle infrastrutture civili. “Sostenere gli Stati Uniti nell’uccidere bambine in Iran non è una buona scelta politica”, conclude Izadi. Sulla notizia del Financial Times è intervenuto all’Adnkronos anche Mohammad Marandi, analista politico, docente all’Università di Teheran ed ex consigliere del team di negoziatori sul nucleare. Commentando le fonti citate nell’articolo del quotidiano britannico, Marandi osserva con ironia: “‘Insider del regime’ lo direbbero al Financial Times? Forse sono insider del regime americano”. Marandi ritiene che “probabilmente” la notizia sia stata diffusa ad arte dall’amministrazione Trump “o da Israele” per mettere pressione sull’Europa.
Ft, Teheran pronta a colpire basi Usa in Europa in caso di escalation
L’Iran sta valutando la possibilità di attaccare obiettivi militari statunitensi in Europa qualora Donald Trump intensificasse la guerra, mentre Teheran considera le opzioni per aumentare la posta in gioco del conflitto. Lo scrive il Financial Times citando fonti vicine al regime di Teheran, secondo cui le forze iraniane hanno valutato la possibilità di colpire obiettivi statunitensi in paesi dell’Europa sudorientale come la Bulgaria, che il mese scorso ha approvato l’utilizzo della sua base aerea di Bezmer per il rifornimento in volo di aerei statunitensi. Una delle fonti ha aggiunto che anche Cipro, dove una base aerea britannica è stata colpita da un drone a marzo, è tra i potenziali obiettivi di rappresaglia in caso di una nuova offensiva statunitense. Secondo fonti interne, Teheran avrebbe valutato separatamente la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz in caso di escalation. “Se gli Stati Uniti dovessero spingersi troppo oltre, l’Iran si difenderà a qualsiasi costo, estendendo la sua azione oltre la regione e colpendo anche l’Europa”, ha dichiarato la fonte.
Emirati Arabi impongono embargo commerciale a Teheran
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’imposizione di un embargo commerciale a tempo indeterminato nei confronti dell’Iran. Per il ministero degli Esteri, Teheran sta “minando la pace e la sicurezza regionali e internazionali”. Lo riferisce Al Jazeera. L’annuncio fa seguito a una precedente dichiarazione del ministero della Difesa, secondo cui sarebbero stati rilevati due missili balistici lanciati dall’Iran verso gli Emirati Arabi Uniti. Il Ministero degli Esteri iraniano ha respinto le accuse, definendole infondate e affermando che l’incidente e un’operazione sotto falsa bandiera. In un’intervista ad Al Jazeera, il generale in pensione Mark Kimmitt, ex sottosegretario di Stato americano, ha affermato che gli Emirati Arabi Uniti sono il principale fornitore di beni importati all’Iran, superando Cina e Turchia, e che un terzo delle importazioni iraniane proviene da questi Paesi. Per lui potrebbe essere “persino piu significativo dell’embargo imposto dagli Stati Uniti” e ha avvertito che l’Iran “potrebbe entrare in guerra con gli Emirati Arabi Uniti a causa di questo”.
Teheran avverte Paesi Golfo: Non aiutate esercito Usa
Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, ha messo in guardia gli stati del Golfo dal fornire assistenza all’esercito statunitense, affermando che nulla e “nascosto ai nostri occhi”. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa iraniana Fars, Abdollahi ha affermato che la presenza di cosi tanti velivoli militari, in particolare aerei cisterna, nelle basi regionali sarebbe difficile da spiegare senza che i paesi ospitanti ne siano a conoscenza. “Avvertiamo: qualsiasi aiuto e agevolazione all’esercito aggressivo statunitense equivale a una partecipazione alle forze militari Usa”, ha dichiarato Abdollahi.
Diplomatici Teheran in India: La California e un nostro territorio
I diplomatici iraniani in India hanno risposto alla dichiarazione di Donald Trump - secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe un nuovo territorio statunitense - pubblicando su X una mappa degli Stati Uniti con la California evidenziata e la scritta “Nuovo territorio della Repubblica islamica dell’Iran”. Sebbene il post del consolato di Teheran a Hyderabad sia chiaramente ironico, come spiega la Cnn, la California ospita la piu grande comunita di immigrati iraniani negli Stati Uniti, secondo il Migration Policy Institute. La maggior parte vive nell’area di Los Angeles, e molti residenti di origine persiana si riferiscono alla citta come “Tehrangeles”, una parola composta da Teheran e Los Angeles.
Media, Mosca invia aiuti militari a Teheran attraverso il Mar Caspio
La Russia starebbe fornendo all’Iran munizioni, componenti per droni e esplosivi attraverso il Mar Caspio. Lo riporta Nbc News citando un documento di un governo europeo secondo cui oltre due dozzine di navi hanno percorso rotte marittime per rifornire le scorte di Teheran durante gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran.
Media, Trump cambia strategia, punta a soffocare gradualmente Teheran
Gli Stati Uniti puntano a una nuova strategia nei confronti dell’Iran. Secondo un funzionario statunitense citato dalla Cnn, il presidente Donald Trump ha ordinato ai principali rappresentanti dell’amministrazione di interrompere i colloqui con Teheran. Inoltre, secondo una fonte a conoscenza dei fatti, i funzionari della Casa Bianca hanno recentemente comunicato agli alleati politici di aver modificato la propria strategia, passando da “colpire l’Iran il prima possibile” a “soffocarlo” gradualmente. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi, gli Stati Uniti dovrebbero imporre presto nuove e pesantissime sanzioni all’Iran, forse già questa settimana. Funzionari militari, tra cui il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, hanno dichiarato che le forze americane nella regione sono pronte a far rispettare a tempo indeterminato il blocco navale statunitense dei porti iraniani. Trump e il suo entourage, spiega la Cnn, credono che la pressione economica sull’Iran alla fine indurrà il regime ad accettare le sue condizioni per la fine della guerra. Ma anche i funzionari iraniani ritengono che Trump subisca pressioni politiche per ritirarsi, il che ha portato all’attuale situazione di stallo.
