Si alza ancora la tensione tra Stati Uniti e Iran. Nella notte Washington ha lanciato una nuova ondata di raid contro obiettivi militari iraniani, colpendo per la prima volta anche due petroliere nell’ambito della strategia “tanker for tanker”. Teheran ha risposto con missili e droni contro basi Usa nella regione, mentre arrivano notizie di vittime civili. Sullo sfondo restano fermi i negoziati sul nucleare, sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine del conflitto tra le due parti.
Teheran: "Chi collabora con gli Usa dovrà accettarne le conseguenze"
“La continuazione delle azioni malvagie degli Stati Uniti nella regione sarà accolta con risposte più dure, estese e distruttive, e qualsiasi Paese che collabori con l’aggressivo esercito americano dovrà accettarne le pericolose conseguenze”, ha avvertito Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale iraniano di Khatamolanbia.
Hormuz: ritorsione Usa contro attacchi alle navi, colpite due petroliere iraniane
Gli Stati Uniti hanno colpito due petroliere iraniane nell’ambito dell’ultima ondata di attacchi contro obiettivi dell’Iran. E’ la prima volta che Washington prende di mira petroliere iraniane come ritorsione per gli attacchi contro navi in transito nello Stretto di Hormuz, anziche’ per impedire violazioni del blocco navale. Secondo funzionari statunitensi, l’operazione e’ parte di una nuova politica “tanker for tanker”, approvata dal presidente Donald Trump per dissuadere Teheran dall’attaccare le navi che attraversano lo stretto. Durante gli attacchi sferrati dalle forze Usa la scorsa notte sono stati colpiti circa 100 obiettivi, tra cui sistemi di difesa aerea e radar del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica siti per la posa di mine navali, sistemi per le comunicazioni e lanciatori di missili antinave e droni. Secondo Washington, la risposta iraniana e’ stata inefficace: circa 25 missili balistici sono stati lanciati verso la Giordania, dieci intercettati e tre sono caduti senza provocare vittime. L’Iran ha inoltre attaccato con droni le basi statunitensi in Bahrain, Kuwait ed Erbil, senza riuscire a colpirle.
Usa annunciano conclusione di una nuova ondata di attacchi
Le forze armate statunitensi hanno concluso nella notte una nuova ondata di attacchi contro obiettivi in Iran. Secondo il Comando centrale Usa (Centcom), sono state colpite strutture del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, tra cui sistemi di difesa aerea, radar, infrastrutture marittime, capacita’ per la posa di mine e impianti di comunicazione. Il Centcom ha riferito che oltre 50 mila militari statunitensi sono attualmente dispiegati in Medio Oriente. Un attacco Usa ha colpito inoltre un’abitazione dove si stava celebrando un matrimonio, causando cinque morti, tra cui un bambino, e decine di feriti. I nuovi raid arrivano mentre i negoziati con Teheran per porre fine al conflitto e ottenere la rinuncia al programma nucleare iraniano e la riapertura dello Stretto di Hormuz non registrano progressi. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non voler “costringere l’Iran al tavolo dei negoziati”, affermando di preferire l’attuale posizione degli Stati Uniti, con un controllo quasi totale dello Stretto e l’economia iraniana in forte crisi.
Gli Usa hanno gia’ imposto un blocco navale alle esportazioni petrolifere iraniane attraverso lo stretto di Hormuz, mentre i tentativi di far transitare alcune petroliere sono rimasti difficili a causa degli attacchi. Intanto, i media iraniani hanno sostenuto che un attacco missilistico e con droni contro basi militari in Giordania abbia ucciso numerosi militari statunitensi, ma Washington ha smentito, affermando che tutto il personale Usa e’ stato rintracciato. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno respinto analoghe indiscrezioni riguardanti un attacco dei Pasdaran contro le forze Usa nella base di Al Minhad.
Iran: “Almeno 11 morti negli ultimi bombardamenti USA”
Almeno 11 persone sono rimaste uccise nell’ultima ondata di raid aerei statunitensi contro l’Iran, avvenuti nella notte tra martedì e mercoledì, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna. Sette persone sono morte e otto sono rimaste ferite in un attacco missilistico nella provincia del Khuzestan (sud-ovest), e quattro invitati a un matrimonio sono stati uccisi nella città di Kuhestak, nella provincia di Hormozgan
Trump: "Non cerco costringere Teheran a trattare, mi piace nostra posizione attuale"
“Non sto cercando di costringere l’Iran a sedersi al tavolo delle trattative, come ha riferito Abc Fake News. Non me ne importa nulla se firmano un accordo che per loro non ha alcun valore”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth, spiegando di preferire “di gran lunga” la “posizione attuale” degli Stati Uniti. “Abbiamo un controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz e la loro economia è al collasso. Stanno solo aspettando l’inevitabile. Quando si solleverà il popolo iraniano per combattere?”, ha aggiunto il presidente americano.
Iran: "Abbiamo colpito con missili e droni le basi Usa a Erbil in Iraq"
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato oggi di aver colpito basi statunitensi con missili e droni a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riportano i media statali di Teheran. I pasdaran hanno affermato di aver “condotto un attacco coordinato con missili e droni contro basi a Erbil” che ha distrutto un centro di manutenzione, magazzini e il “sistema di guida di un aerostato di sorveglianza statunitense”, secondo una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa Irna.
Le forze iraniane hanno attaccato anche la base aerea statunitense di Sheikh Isa in Bahrein, secondo quanto riportato dalla Tasnim. “L’esercito della Repubblica islamica dell’Iran ha preso di mira installazioni radar e punti di raccolta di forze terroristiche statunitensi in Bahrein alcune ore fa”, ha scritto l’agenzia di stampa statale. In precedenza in Bahrein erano risuonate le sirene antiaeree e le autorità avevano esortato i residenti a mettersi al riparo e a mantenere la calma.
