Riad riapre il gasdotto Est-Ovest e prova a rimettere in moto una delle principali vie alternative per l’esportazione del petrolio saudita. L’East-West Pipeline, chiuso il 13 settembre dopo gli attacchi dei droni, è stato riavviato e potrebbe consentire già oggi la ripresa delle esportazioni dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso.
La riapertura arriva mentre l’Arabia Saudita deve fare i conti con la crescente difficoltà di mantenere sicure le proprie rotte energetiche, tra gli attacchi degli Houthi sostenuti dall’Iran e i rischi legati al passaggio nello Stretto di Hormuz. Intanto il Regno Unito ha annunciato un sostegno militare difensivo a Riad, con un aereo RAF Voyager destinato al rifornimento in volo dei caccia sauditi impegnati nelle missioni difensive.
Yemen: Rubio, abbiamo accordo difensivo con Riad e lo onoreremo
“Abbiamo un accordo di difesa con l’Arabia Saudita. Intendiamo rispettare gli impegni assunti con tale accordo e lo faremo”. Lo ha affermato il segretario di Stato americano Marco Rubio in un’intervista a Fox News parlando dell’attuale escalation fra i ribelli Houthi dello Yemen e Riad.
Iran: Rubio, aperti a incontro con Teheran all'Onu ma nulla di programmato
Gli Stati Uniti sono “aperti” alla possibilità di un incontro con la delegazione iraniana all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ma “al momento non c’è nulla di programmato”. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano Marco Rubio in un’intervista alla Nbc.
Media, Riad riapre il gasdotto Est-Ovest, oggi potrebbe tornare a esportare
L’Arabia Saudita ha riavviato le operazioni del suo gasdotto East-West Pipeline e potrebbe riprendere oggi le esportazioni dal porto di Yanbu sul Mar Rosso: lo scrive Reuters citando tre fonti informate sulla questione. Gli attacchi dei droni hanno costretto l’Arabia Saudita a chiudere l’oleodotto East-West Pipeline il 13 settembre, interrompendo il carico di greggio nel porto di Yanbu.
Yemen: WSJ, Riad ha passato mesi cercando di aggirare Hormuz ma ora non ha più rotte alternative
L’Arabia Saudita ha passato mesi cercando di aggirare lo Stretto di Hormuz ma la rotta alternativa attraverso il Mar Rosso è stata interrotta dagli attacchi degli Houthi. Ora il principale produttore mondiale di petrolio si ritrova costretto a tornare sulla rotta che cercava inizialmente di evitare. E’ quanto scrive il ‘Wall Street Journal’ facendo il punto sulla delicata situazione dell’Arabia Saudita dopo gli attacchi degli Houthi. “Per mesi - scrive il quotidiano economico Usa - l’Arabia Saudita ha dirottato il petrolio attraverso il deserto” con l’oleodotto Est-Ovest “per evitare lo Stretto di Hormuz” ma “ora la rotta alternativa sul Mar Rosso è bloccata dagli attacchi” degli Houthi. Saudi Aramco, il colosso petrolifero statale dell’Arabia Saudita, è tornato a caricare le petroliere nel Golfo Persico prendendo il rischio di farle transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. “La società ha chiesto ad alcuni dei suoi clienti asiatici - il suo mercato petrolifero più importante - di ritirare le proprie spedizioni appena fuori dallo stretto, al largo delle coste dell’Oman”, secondo fonti.
I rischiosi tentativi di attraversare lo Stretto di Hormuz, sottolinea il ‘Wall Street Journal’, “mostrano quanto gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo stiano faticando a mantenere aperte le rotte petrolifere fondamentali, mentre l’Iran e i suoi alleati sono in grado di interromperle con missili e droni”. La posta in gioco per l’economia globale e per l’amministrazione Trump, anche in vista delle elezioni di Mid Term, “è alta”: “Le interruzioni nelle forniture di petrolio hanno fatto aumentare il costo della benzina e del diesel, alimentando i timori per l’inflazione e la rabbia degli elettori”. Le forze armate Usa, osserva il quotidiano, “sono riuscite a contenere gli attacchi iraniani abbastanza da consentire il passaggio quotidiano di milioni di barili di petrolio attraverso Hormuz. Tuttavia, gli attacchi dei militanti Houthi sostenuti dall’Iran e quelli provenienti dall’Iraq stanno riducendo l’efficacia di questi progressi, bloccando altre rotte per le forniture”. I produttori del Golfo, dagli Emirati Arabi Uniti all’Iraq, stanno accelerando la costruzione di rotte alternative per il loro greggio facendo aumentare i costi di trasporto e, nel caso dell’Arabia Saudita, non stanno risolvendo in modo sostenibile la situazione e questo ha portato la produzione petrolifera del Paese ai livelli più bassi da diversi decenni. “Il costo per trasportare il greggio dal porto saudita di Ras Tanura, all’interno del Golfo Persico, al porto cinese di Ningbo - scrive il ‘Wsj’ - è passato da circa 4,5 milioni di dollari a quasi 63 milioni di dollari per viaggio, secondo Michael Haigh, responsabile della ricerca sulle materie prime presso la banca francese Société Générale. Prima della guerra con l’Iran, l’Arabia Saudita inviava la maggior parte delle proprie esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz e da lì ai clienti asiatici. Quando gli attacchi iraniani alle navi hanno soffocato il traffico attraverso quella via d’acqua, il regno ha spostato milioni di barili attraverso il suo oleodotto East-West fino al porto di Yanbu, sul Mar Rosso. Quando a luglio i militanti Houthi sostenuti dall’Iran hanno intensificato gli attacchi contro le navi legate all’Arabia Saudita nei pressi di Bab el-Mandeb, alcune spedizioni saudite sono state dirottate verso nord attraverso l’Egitto, utilizzando il Canale di Suez e il sistema di oleodotti Sumed”. Ma poi gli attacchi con droni provenienti dall’Iraq all’inizio di questo mese hanno messo fuori uso l’oleodotto Est-Ovest.
Burnham: "Forniremo sostegno militare difensivo a Riad contro gli Houthi"
Il primo ministro britannico Andy Burnham ha confermato che il Regno Unito fornirà sostegno militare difensivo all’Arabia Saudita contro gli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran. Lo scrive SkyNews. Parlando ai giornalisti mentre si recava all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Andy Burnham ha dichiarato che l’Arabia Saudita ha richiesto assistenza e che, “su consiglio del Ministro della Difesa e del Ministro degli Esteri, ho accolto tale richiesta”. Il Regno Unito fornirà supporto esclusivamente per il rifornimento in volo di aerei sauditi impegnati in missioni difensive, escludendo quindi una gamma più ampia di operazioni militari. Per le operazioni di rifornimento verrà impiegato un aereo RAF Voyager. Si tratta della prima decisione militare di rilievo assunta da Burnham dopo il suo insediamento. Burnham ha affermato di agire “per tutelare gli interessi della Gran Bretagna e dell’intera regione; l’Arabia Saudita, infatti, è oggetto di attacchi e deve fronteggiare il rischio diulteriori perturbazioni, ed è necessario mantenere aperte queste rotte”. Il sostegno avrà una “durata limitata nel tempo”, ha aggiunto il Primo Ministro, e i ministri “continueranno a monitorare la situazione”. Secondo quanto appreso da Sky News, l’assistenza prenderà il via nei prossimi giorni e si protrarrà per settimane, non per mesi.
