Andy Burnham aveva promesso che non avrebbe incontrato Donald Trump. Invece, il primo ministro britannico sarà a New York per incontrare il presidente americano. L’appuntamento con Trump arriva dopo quello con Volodymyr Zelensky, con il quale Burnham ha discusso delle prospettive del conflitto ucraino.
Dopo l’uscita di scena dell’amministrazione Biden, il Regno Unito ha assunto una funzione guida nel mantenimento del sostegno occidentale a Kiev. Per questo ciò che Burnham dirà a Trump avrà un peso superiore a quello di una semplice consultazione fra vecchi alleati.
L’incontro avviene in un momento nel quale è tornata a emergere l’ipotesi di un impiego di forze europee sul territorio ucraino persino prima di un cessate il fuoco. Non è una decisione presa dalle cancellerie europee e non è questa la linea ufficiale della coalizione che sostiene Kiev.
Ma il fatto stesso che tale possibilità torni a essere discussa proprio mentre aumenta la fretta americana di arrivare a una conclusione del conflitto potrebbe rappresentare un segnale di maggiore preoccupazione per l’evoluzione della situazione sul campo alla vigilia di un inverno che si preannuncia ancora più drammatico dei precedenti.
Trump sembra voler chiudere il conflitto il prima possibile attraverso un accordo in tempi rapidi e, proprio per riuscirci, potrebbe essere disposto a accettare compromessi che il governo britannico non sembra disposto ad accettare.
Per Londra, infatti, sostenere Kiev significa anche cercare di evitare che la fine dei combattimenti avvenga a condizioni considerate troppo onerose per l’Ucraina.
Burnham va dunque da Trump in un momento nel quale la pressione americana su Londra appare crescente. Trump, dal canto suo, potrebbe non avere interesse ad attenuare tale pressione, tanto più che c’è un ultimo elemento da non sottovalutare: per collocazione politica, è difficile immaginare un interlocutore più lontano da Trump di un laburista britannico.
