Segnali sul fronte di Gaza, mentre resta alta la tensione tra Stati Uniti e Iran. Trump invita Israele a fermare gli attacchi e sostiene che Hamas abbia accettato di deporre le armi. Una fonte del Board of Peace parla di intesa sulla completa smilitarizzazione della Striscia, cui seguirebbe il ritiro israeliano. Intanto Teheran avverte che, se la diplomazia con Washington fallirà, intensificherà le azioni nello Stretto di Hormuz e nella regione, mentre tratta con l’Oman sulle rotte di transito.
Kushner: "Demilitarizzazione Gaza può iniziare entro 30 giorni"
Il processo di smilitarizzazione della Striscia di Gaza potrebbe iniziare entro 30 giorni, stando a quanto riferito da Jared Kushner nel corso di un’intervista a Fox News, a seguito di quattro ore di colloqui con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Potremmo vedere progressi in appena 30 giorni”, ha detto l’inviato e genere del presidente Usa Donald Trump", sperabilmente iniziando a rimuovere alcune delle armi e anche riempire alcuni dei tunnel nei prossimi 60-90 giorni".
Al centro dei colloqui, avvenuti all’indomani di contatti tra Kushner e la leadership di Hamas, vi è il disarmo della milizia palestinese e le relative preoccupazioni del governo israeliano, che Kushner ha definito “valide”. “Siamo stati in grado di affrontarle e di chiarire alcuni dei malintesi e della disinformazione che circolavano in merito”, ha detto, sottolineando che gli Usa non avrebbero dato l’avvio al piano di ricostruzione di Gaza “finché non avverrà la smilitarizzazione”.
“Inoltre, non limiteremo il diritto di Israele a difendersi in caso di minacce imminenti. E quindi abbiamo dovuto chiarire cosa ciò significhi”, ha proseguito l’inviato presidenziale, affermando di ritenere che la situazione sia “vantaggiosa per tutti. Perché se Hamas consegnerà volontariamente le armi e i tunnel nei prossimi 60-90 giorni, ciò significherebbe ovviamente l’eliminazione di un’enorme minaccia alla sicurezza per Israele, un risultato quasi impensabile”. E se i miliziani non dovessero rispettare il proprio impegno, “tutti vedranno che non sono sinceri riguardo alla pace, e allora Israele avrà molto più sostegno dagli Stati Uniti e da altri per andare a finire il lavoro nel modo appropriato”, ha concluso.
Kushner: "Dialogo con l'Iran più intenso che mai ma nessuna intesa"
Le interlocuzioni tra il governo americano e tutte le componenti del governo iraniano sono probabilmente più intense che mai. Lo ha detto l’inviato di Donald Trump Jared Kushner in un’intervista a Fox news precisando tuttavia che non è ancora giunti ad un’intesa. “Si sono svolti molti dialoghi proficui, il che ritengo sia estremamente utile. Non c’è molta fiducia tra Stati Uniti e Iran”, ha aggiunto il genere del presidente americano “Trump sarà molto paziente e non intende affrettare la conclusione di un accordo. Lo farà quando le condizioni saranno mature, ma al momento sono in corso interlocuzioni molto positive e attive”, ha sottolineato Kushner.
Kushner: "Incontro molto cordiale con Hamas, hanno detto le cose giuste"
Hamas ha detto le cose giuste, ma ovviamente è molto, molto difficile fidarsi di un’organizzazione terroristica che ha commesso queste terribili atrocità“. Lo ha detto l’inviato di Donald Trump, Jared Kushner in un intervista a Fox news da Gerusalemme dove si trova per una serie di colloqui.
“Abbiamo avuto un incontro molto cordiale e loro hanno detto le cose giuste. Quindi daremo loro l’opportunità di dimostrare il proprio operato, ma tutto dovrà basarsi su azioni e passi concreti. E spero che sia vero”, ha aggiunto.
Axios, Kushner chiede a Netanyahu "piccoli passi" a Gaza per verificare serietà impegno Hamas
L’amministrazione Trump vuole che Israele compia “piccoli passi” a Gaza per verificare se l’impegno di Hamas ad avviare il disarmo sia reale. E’ quanto l’inviato americano Jared Kushner ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu durante il loro colloquio di oltre quattro ore a Gerusalemme, secondo quanto riferito ad Axios da un funzionario americano. Netanyahu avrebbe espresso forte scetticismo sulla volontà di Hamas di deporre le armi, chiedendo a Kushner anche spiegazioni sull’incontro avuto ieri in Egitto con i leader del movimento palestinese. L’inviato ha risposto che era necessario ascoltarli direttamente per capire le loro reali intenzioni. “L’ultima volta che io e Steve Witkoff abbiamo incontrato i leader di Hamas, questo ha portato alla liberazione di tutti gli ostaggi”, avrebbe ricordato Kushner.
Il confronto - secondo Axios - avrebbe permesso di chiarire alcuni malintesi e affrontare parte delle preoccupazioni israeliane, portando a un’intesa sul percorso da seguire, pur lasciando aperte divergenze significative. “Abbiamo concordato con Netanyahu una strada da seguire. Gli israeliani daranno una possibilità al piano. Ora spetta ad Hamas dimostrare se intende davvero rispettare gli impegni”, ha spiegato un funzionario del Board of Peace.
Kushner avrebbe chiarito che Washington non chiede a Israele di rinunciare a intervenire contro minacce imminenti provenienti da Hamas e che, secondo il piano del Board of Peace, la ricostruzione della Striscia potrà iniziare soltanto dopo il completamento della smilitarizzazione. Il processo prevederebbe la consegna delle armi di Hamas al governo tecnocratico palestinese, che le trasferirebbe a una Forza internazionale di stabilizzazione incaricata di distruggerle. Kushner e Netanyahu avrebbero inoltre concordato la creazione di un meccanismo di “deconfliction”, con il coinvolgimento dei mediatori egiziani, per verificare eventuali violazioni ed evitare nuove escalation, oltre a due gruppi di lavoro sulla smilitarizzazione e sulla situazione umanitaria. Netanyahu si sarebbe impegnato a migliorare in particolare le condizioni relative all’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. “Le distanze con gli israeliani non sono così grandi. Nessuno di noi si basa sulla fiducia in Hamas”, ha affermato il funzionario americano, secondo cui “se vedremo Hamas consegnare le armi, quello sarà il primo segnale che fa sul serio”.
Trump insiste: "Dichiarare Hormuz territorio Usa è una grande idea"
“Sarebbe una grande idea dichiarare lo stretto di Hormuz territorio Usa, lo controlliamo già”. Lo ha ribadito Donald Trump nello Studio Ovale.
Trump insiste: "L'Iran non può avere l'arma nucleare"
“Siamo lì per un motivo. L’Iran non può avere l’arma nucleare”. Lo ha ribadito Donald Trump nello Studio Ovale.
Trump: “L’Oman non si è comportato bene, ma lo gestiremo"
“L’Oman non si è comportato molto bene ma lo gestiremo facilmente come abbiamo fatto con altri stati”. Lo ha detto Donald Trump ad un evento nello Studio Ovale dopo aver minacciato l’alleato di bombardarlo se “si mette in mezzo” ai negoziati con l’Iran.
Media: "Usa non hanno grandi divergenze con Israele, non si fidano di Hamas"
‘’Non ci sono grandi divergenze con Israele: nessuno di noi ha fiducia in Hamas. Se vedremo che Hamas comincerà a consegnare le armi, allora sarà un primo segnale che qualcosa di concreto sta accadendo’’. Lo ha detto un alto funzionario Usa citato da Channel 12, in riferimento all’incontro oggi tra Jared Kushner e Benjamin Netanyahu. Per quanto riguarda la questione dei raid dell’Idf sulla Striscia di Gaza, secondo quanto riportato dall’emittente, durante l’incontro Kushner avrebbe sostenuto la posizione di Netanyahu rispetto alla libertà di azione ‘’quando si presenta una minaccia’’, ma gli Usa chiedono di definire meglio il concetto di ‘’minaccia’’ che deve essere ‘’imminente’’ e le parti hanno parlato della possibilità di istituire un meccanismo con una presenza militare Usa che verifichi e autorizzi gli attacchi israeliani. Un tale meccanismo era stato istituto sul fronte libanese dopo il primo accordo per un cessate il fuoco del novembre 2024.
Teheran, sequestrata petroliera emiratina nello Stretto di Hormuz
L’Iran ha sequestrato nello Stretto di Hormuz una petroliera appartenente a una società degli Emirati Arabi Uniti. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Fars, secondo cui la nave è stata fermata nei pressi dell’isola di Qeshm, sul versante occidentale dello Stretto. Secondo la Fars, per poter attraversare lo Stretto le navi devono seguire la rotta concordata con Teheran, ottenere l’autorizzazione delle autorità iraniane e pagare i servizi previsti per il transito. Il sequestro arriva dopo che l’Iran ha annunciato di aver raggiunto con l’Oman un’intesa sulle rotte di transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
Teheran: "Tregua con Usa non è morta ma solo in coma"
La tregua e il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti “non sono morti”, ma si trovano “in coma” e possono ancora essere rilanciati. Lo ha dichiarato Abbas Baqerpour, direttore generale per gli Affari legali del ministero degli Esteri iraniano, dopo la scadenza dell’intesa di 60 giorni raggiunta il 17 giugno tra Washington e Teheran. Perché ciò avvenga, ha precisato all’agenzia Irna, Washington dovrà però abbandonare la sua “abitudine a violare gli impegni” e a imporre sanzioni. Secondo il funzionario iraniano, il memorandum è stato violato dagli Stati Uniti e da Israele “fin dal primo giorno” dopo la firma.
Usa-Israele concordi su ritiro Idf da Gaza solo dopo disarmo Hamas
“Tutti concordano sull’obiettivo finale: il completo disarmo di Hamas e della sua leadership, la completa smilitarizzazione di Gaza e solo allora un ritiro totale di Israele. L’andamento dell’incontro è stato positivo”. Lo ha dichiarato una fonte del Board of peace citata da Ynet, dopo l’incontro di circa 4 ore avuto da Benjamin Netanyahu con l’inviato Usa per il Medioriente Jared Kushner, genero di Donald Trump. La fonte ha aggiunto che “entro poche settimane, Hamas dovrà dimostrare con misure reali e concrete che sta effettivamente iniziando a disarmarsi. Non solo sulla carta. Se lo farà, sarà un passo molto positivo. In caso contrario, sarà chiaro a tutti che non intende attuare effettivamente quanto ha firmato. In tal caso Israele avrà il sostegno politico internazionale per agire al fine di disarmare Hamas”.
Ynet riporta ancora che Israele chiede inoltre che l’Idf non si ritiri dalla cosiddetta ‘linea gialla’, che separa l’area sotto il suo controllo nella Striscia di Gaza da quella controllata da Hamas, e che siano in grado di sventare qualsiasi minaccia alle forze armate. La linea gialla non è mai stata definita con precisione. Le forze israeliane l’hanno superata e ora controllano circa il 60% di Gaza. A maggio Netanyahu ha affermato che il passo successivo sarebbe stato quello di arrivare a un controllo del 70%, con Israele che “stringe la morsa” su Hamas “da ogni direzione”.
Cnn: "Kushner ha detto a Netanyahu di non creare ostacoli sul piano Trump per Gaza"
Nel corso di un incontro durato oltre quattro ore, Jared Kushner ha sollecitato il premier israeliano Benjamin Netanyahu a procedere con il piano di cessate il fuoco a Gaza sostenuto da Donald Trump e a “non creare ostacoli”. Lo riferisce una fonte israeliana alla Cnn.
Fonti, Netanyahu e Kushner d'accordo su disarmo Hamas sotto supervisione di un generale Usa
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha concordato con l’inviato e genero del presidente Trump, Jared Kushner, che il disarmo di Hamas a Gaza dovrà avvenire sotto la supervisione di un “generale americano”. Lo ha riferito un funzionario israeliano all’Afp. Secondo la fonte, Netanyahu e Kushner hanno “concordato che il primo passo verso la demilitarizzazione della Striscia sarà la consegna delle armi da parte di Hamas, che dovranno essere dismesse sotto la supervisione di un generale statunitense”, ha affermato il funzionario israeliano. Netanyahu ha inoltre ribadito che Israele non ritirerà le proprie truppe da Gaza fino a quando questo passaggio non sarà completato.
Pasdaran: "Nessun colloquio diretto con gli Usa"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha negato qualsiasi colloquio con funzionari statunitensi dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che la sua amministrazione aveva stabilito un canale di comunicazione diretto e riservato con i Pasdaran. Lo riferisce l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, citando il portavoce Hossein Mohebi. “Non sono in corso colloqui tra i funzionari delle Guardie Rivoluzionarie e gli americani”, ha dichiarato Mohebi. “Questa menzogna di Trump non e altro che una fantasia frutto delle allucinazioni e degli incubi di cui soffre a causa della sconfitta e della disperazione in guerra”.
CNN, in colloquio 4 ore Kushner chiede a Netanyahu di "non creare ostacoli" per piano Gaza
L’inviato americano Jared Kushner ha esortato il premier israeliano Benjamin Netanyahu ad andare avanti con il piano per il cessate il fuoco a Gaza sostenuto dal presidente Donald Trump e a “non creare ostacoli”. Lo riferisce alla Cnn una fonte israeliana informata sui colloqui, secondo cui l’incontro è durato oltre quattro ore. Netanyahu, che a inizio mese ha respinto il piano in 15 punti, avrebbe spiegato che compiere progressi sulla proposta è “problematico” a causa delle elezioni isrealiane previste per la fine di ottobre e della necessità di non perdere il sostegno dell’elettorato di destra.
Media Israele cita fonte Board: "Accordo su disarmo Hamas e successivamente ritiro Idf"
Secondo una fonte del Board of Peace che ha parlato con Ynet: “C’è accordo sulla completa smilitarizzazione di Gaza e solo successivamente sul ritiro israeliano”. “Israele ha presentato in modo professionale i propri preoccupazioni e timori in materia di sicurezza. Il Consiglio li tiene in grande considerazione. Tutti concordano sull’obiettivo finale di smantellare completamente Hamas, privandolo di armi e potere, di smilitarizzare completamente Gaza e solo successivamente di procedere al ritiro completo di Israele. Si può affermare che l’orientamento emerso durante l’incontro è stato positivo e che vi è una volontà reciproca di dare una possibilità a questa soluzione”. Le dichiarazioni, seppure anonime, sono arrivate dopo l’incontro di oggi a Gerusalemme tra Benjamin Netanyahu, l’inviato e genero di Trump Jared Kushner, il direttore esecutivo del Board of Peace Nickolay Mladenov e l’ex premier britannico Tony Blair, consigliere dell’organismo voluto dal presidente Usa.
Trump: "Sarebbe meglio se Israele non attaccasse Gaza"
Donald Trump ha chiesto ad Israele di fermare gli attacchi a Gaza. “Sarebbe meglio se gli israeliani non attaccassero Gaza”, ha dichiarato il presidente americano in un’intervista a Fox news assicurando che “Hamas ha accettato di deporre le armi”.
Teheran: "Intesificheremo attacchi a Hormuz e nella regione se diplomazia con Usa fallirà"
L’Iran intensificherà le tensioni nello Stretto di Hormuz e nell’intera regione se la diplomazia con gli Stati Uniti fallirà. Lo ha dichiarato a Reuters un alto funzionario iraniano, sottolineando un cambio di strategia iraniana che si orienterà verso l’offensiva piuttosto che la difesa. Lo riporta Sky News. Il funzionario ha aggiunto che l’Iran ha fissato una scadenza di poche settimane per la piena attuazione del memorandum d’intesa con Washington. La tempistica sarà comunicata agli Stati Uniti e ai paesi della regione tramite mediatori, secondo il funzionario citato da Reuters.
Trump: "Parliamo coi pasdaran ma non ho fretta di chiudere la guerra"
Il presidente americano Donald Trump ha confermato che la sua amministrazione ha stabilito un canale di comunicazione diretto con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran, ma ha affermato di non avere fretta di concludere il conflitto. “Sono bravi giocatori di poker, ma stanno morendo”, ha detto Trump a Fox News riferendosi ai pasdaran. “Non ho una scadenza. Non ho fretta”, ha aggiunto.
Teheran: "Con l'Oman su Hormuz raggiunto accordo su mappa dei percorsi"
Teheran ha annunciato di aver di fatto chiuso l’accordo con l’Oman sullo Stretto di Hormuz e le parti stanno ora lavorando per definire i dettagli di una dichiarazione congiunta. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che “è stato raggiunto un accordo in merito alla mappa del percorso di transito”. Baghaei non ha fornito ulteriori dettagli, ma precedenti indiscrezioni suggerivano che l’accordo avrebbe riaperto lo stretto, consentendo alle navi di entrare attraverso una rotta vicina all’Iran e di uscire in prossimità dell’Oman.
Trump: "Bombarderemo l'Oman se si mette in mezzo su Hormuz"
l presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “bombarderanno” l’Oman se si metterà di mezzo nel conflitto con l’Iran nello Stretto di Hormuz. “Se l’Oman si mette di mezzo, lo bombarderemo senza pietà”, ha detto Trump in un’intervista a Fox News. L’Iran ha dichiarato di essere in trattative con l’Oman per la riapertura dello stretto.
Iran: "Nel memorandum con gli Usa non c'è scadenza, Washington l'ha violato"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che il memorandum di 60 giorni firmato con gli Usa esattamente due mesi fa non ha una “scadenza” e che le discussioni con gli Usa si sono interrotte perché Washington ha violato l’intesa. “Nel testo del memorandum d’intesa non è presente alcun riferimento a una scadenza di 60 giorni. Ciò che era previsto nel memorandum era semplicemente un periodo di 60 giorni per le discussioni relative alla ‘revoca delle sanzioni’ e alla ‘questione nucleare’, che, in caso di mancato raggiungimento di un risultato, poteva essere prorogato. La flagrante violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti ha interrotto le discussioni”, ha affermato Baghaei, come riferisce Isna.
