I «tribunali» della Sharia preoccupano anche a livello politico, come ha spiegato il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia a Il Giornale.
Secondo lei, questa iniziativa può essere un cavallo di Troia per imporre in Italia un ordinamento parallelo?
«È qualcosa che va bloccato, perché non lo so se possa avere degli sviluppi, ma non va sottovalutato. Qui abbiamo firmato il principio “libera Chiesa in libero Stato” e poi sono stati fatti i Trattati Lateranensi. La Chiesa fa la Chiesa, noi credenti ne seguiamo il magistero, ma poi lo Stato e le sue leggi sono una cosa diversa, da noi vige una Costituzione. Pure il Papa può scomunicare una persona, ma non ha rilievo nell’ordinamento civile e penale. Nella Sharia si mischia la religione con la regolamentazione giuridica della vita e dei rapporti».
Secondo lei può essere una minaccia allo stato di diritto?
«Sì, altrimenti chiunque farebbe una corte di giustizia che decide le proprie controversie. Anche le forme di accordo tra privati, che in Italia sono possibili nelle controversie civili, hanno una regolamentazione stabilita con legge dello Stato».
Quale potrebbe essere una soluzione?
«Io ho fatto un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia perché assumano le iniziative del caso, le verifiche... È lo Stato che deve farlo. Ho letto che qualcuno ha fatto anche degli esposti alla magistratura. Tra l’altro non ci sono nemmeno intese tra i culti islamici e lo Stato, come con la Chiesa cattolica. Ci sono sciiti, sunniti, letture più fondamentaliste. È una cosa pericolosa che va affrontata nei termini della prevalenza dei principi del diritto e della Costituzione italiana».
