Virginia Saura, portavoce di Vox, il partito di destra spagnolo, a Ceuta, non ha peli sulla lingua con il Giornale.
Qual è la situazione dopo l’«invasione» dal Marocco?
«La situazione rimane estremamente grave. Sebbene la pressione si sia attenuata rispetto ai momenti più critici, Ceuta continua a subire le conseguenze di una crisi migratoria senza precedenti. Le strutture di accoglienza sono sovraffollate, i servizi pubblici sono sotto enorme pressione e molti cittadini ritengono che lo Stato abbia perso il controllo effettivo del confine con il Marocco».
Temevate che potesse verificarsi un’ondata illegale del genere?
«Sì. Da anni avvertiamo che prima o poi sarebbe successo. Quando la protezione delle frontiere viene indebolita, le riforme necessarie vengono respinte e il controllo del confine viene di fatto delegato al Marocco, il risultato è quello che stiamo vedendo. Non è stata una sorpresa, ma piuttosto la conseguenza di politiche suicide».
Quali sono le principali molle che hanno fatto scattare l’invasione?
«La causa principale è il fallimento della politica migratoria del governo spagnolo. A ciò si aggiunge l’uso da parte del Marocco della pressione migratoria come strumento di leva politica e diplomatica. Inoltre, la mancanza di deterrenti efficaci e il messaggio che l’ingresso illegale in Spagna abbia poche conseguenze creano un forte fattore di attrazione».
Gli abitanti di Ceuta si sono organizzati per difendersi?
«Molti cittadini si sono organizzati per proteggere i propri quartieri, con barricate, collaborando tra loro e allertando gli altri su quanto stava accadendo. Il mantenimento dell’ordine pubblico e la garanzia della sicurezza sono responsabilità dello Stato, non dei residenti.Se i cittadini sentono di dovere svolgere questa funzione, ciò dimostra una grave mancanza da parte delle autorità».
Gran parte dei migranti illegali sono tornati indietro?
«La pressione potrebbe diminuire temporaneamente, ma il problema rimane. Finché non verrà ripristinato un controllo efficace delle frontiere, le azioni del Marocco non saranno sanzionate e la politica migratoria non verrà modificata, questi episodi potrebbero ripetersi in qualsiasi momento».
Pedro Sànchez è stato accolto da fischi e urla a Ceuta. Perché accusate il primo ministro?
«Accuso Sànchez di avere abbandonato Ceuta. Il suo governo si è dimostrato incapace di garantire l’integrità dei nostri confini, si è rifiutato di adottare le misure necessarie per arginare l’immigrazione clandestina e ha lasciato la popolazione di Ceuta ad affrontare da sola una crisi che dovrebbe essere gestita dallo Stato. Ceuta ha bisogno di protezione, non di propaganda o scuse».
Qual è la proposta del suo partito per fermare l’immigrazione illegale?
«Il rafforzamento fisico e tecnologico delle frontiere, l’assegnazione di maggiori risorse alla Polizia Nazionale e alla Guardia Civil, la riforma della legislazione per agevolare il rimpatrio di coloro che entrano illegalmente quando è possibile, la lotta decisa contro le mafie dedite al traffico di esseri umani, l’eliminazione del fattore di attrazione, lo sviluppo di una politica migratoria basata sulla legalità, la sovranità nazionale e la difesa degli interessi della Spagna».
Cosa pensa della decisione del governo Meloni di sospendere Schengen?
«Gli stati hanno il diritto e il dovere di adottare misure eccezionali quando ritengono che la loro sicurezza nazionale o l’ordine pubblico siano seriamente minacciati. Ed è ciò che sta facendo l’Italia. Il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere è uno strumento previsto dalla normativa europea e può essere una misura legittima per riprendere il controllo dei flussi migratori».
I cittadini di Ceuta si sentono abbandonati da Madrid?
«Sì, una parte significativa degli abitanti di Ceuta si sente così. Per troppi anni hanno assistito a governi che si sono succeduti promettendo soluzioni, mentre la pressione migratoria continuava ad aumentare. Ceuta merita lo stesso livello di protezione, risorse e impegno istituzionale di qualsiasi altra parte della Spagna».
