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Achille Lauro divo all'Olimpico. Debutto con Venditti al fianco

Davanti a 60mila persone i due intonano l'inedito "Che tesoro che sei". In scaletta anche "Amor" e "Rolls Royce"

Achille Lauro divo all'Olimpico. Debutto con Venditti al fianco
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Sessantamila persone davanti a lui e una città che canta ogni parola. Per Achille Lauro il primo concerto allo Stadio Olimpico non è soltanto una nuova tappa della sua carriera, ma il punto in cui una storia iniziata anni fa nei piccoli locali di Roma si ritrova davanti al pubblico più grande di sempre. Dopo il debutto di Rimini, il tour di "Comuni Immortali" è il racconto di un percorso artistico costruito tra cambi di pelle, intuizioni e libertà. Più che un concerto, Lauro lo ha pensato come un viaggio. Uno spettacolo diviso in atti che attraversa le sue diverse vite artistiche. La musica è il filo conduttore, ma tutto comincia prima delle canzoni, con un cortometraggio che introduce il pubblico nell'universo di "Incoscienti giovani". "Ho immaginato i protagonisti prima che iniziasse la loro storia, prima che vivessero amori, errori, cadute e sogni", ha spiegato prima dello show. "Questo show nasce dalle canzoni e dalla mia storia personale", racconta. Da Amor a Incoscienti giovani, passando per 16 marzo, Rolls Royce e tanti altri brani, il concerto diventa una sorta di autobiografia musicale. Non c'è la ricerca della nostalgia, ma il desiderio di mostrare come tutte le sue trasformazioni appartengano allo stesso racconto. Lauro rivendica una carriera costruita seguendo l'istinto. "La scaletta nasce dall'intuito. Dal palco capisci cosa funziona, cosa emoziona, cosa arriva davvero alle persone".

Nel racconto del suo primo Olimpico torna inevitabilmente anche la Roma dei suoi inizia. Non quella delle cartoline, ma quella di suoi inizi: "Nessuno mi faceva suonare, così mi organizzavo i concerti da solo. Affittavo il locale e pagavo le spese". Tra i momenti più attesi della serata c'è l'arrivo di Antonello Venditti. I due condividono il palco sulle note di Che tesoro che sei e Notte prima degli esami, unendo simbolicamente due generazioni di artisti legati alla stessa città.

Ed è forse è proprio qui il senso di una serata che mette insieme un pubblico trasversale e molto diverso. Non tanto una celebrazione del passato, quanto il racconto di una storia che continua a trasformarsi e che, per una notte, ha trovato il suo palcoscenico più grande.

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