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Musica

Il lago palcoscenico dello Stresa festival

Sono 25 i concerti diffusi lungo le sponde del Verbano, fra le Isole Borromee, l’Eremo e la Rocca di Angera

Eremo Stresa

Se l’Austria ha il Festival di Salisburgo e la Svizzera quelli di Verbier e di Lucerna, l’Italia ha percorso un’altra strada. Non un festival kolossal capace di concentrare risorse, artisti e pubblico, ma una costellazione di oltre cento rassegne, dalle Alpi al tacco e punta dello Stivale, che ogni estate animano laghi, colline, abbazie, borghi e città d’arte. È la stessa logica del capitalismo italiano: quella dei distretti. Tra i più rappresentativi c’è lo Stresa Festival, che dal 1962 porta la grande musica sulle sponde del Lago Maggiore e da qualche anno sotto la direzione artistica di Mario Brunello. Venticinque appuntamenti, da agosto a settembre, trasformano le Isole Borromee, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, la Rocca di Angera, la Festival Hall, ville e palazzi in un palcoscenico diffuso dove il paesaggio non è semplice cornice, ma parte integrante dell’esperienza. È il modello italiano dei festival: piccole e medie imprese culturali, è quello delle filiere e delle aziende familiari: tante eccellenze specializzate che, insieme, rendono l’Italia una destinazione culturale unica.

La prima parte del festival, dal 16 luglio al 1° agosto, ha attraversato jazz, world music, elettronica e canzone d’autore. Dal 19 agosto al 9 settembre torna invece la grande musica classica con Fazl Say e la Kammerorchester Basel, Ilya Gringolts e Francesco Corti, Sergey Malov, il Belcea Quartet, l’Ensemble Sjaella, Francesco Tristano, Mario Brunello con la Luzerner Sinfonieorchester, Giovanni Sollima insieme a Il Pomo d’Oro, Lukas Geniuas e Anna Geniushene, fino alla Prague Philharmonia con l’astro nascente del violino Andrea Cicalese: a 21 anni, già imbraccia un Guarneri affidatogli da una fondazione che investe nella crescita dei giovani talenti. Il 9 settembre il festival si concluderà eccezionalmente al Teatro alla Scala con la Mahler Academy Orchestra diretta da Philipp von Steinaecker impegnata nella Nona Sinfonia di Mahler su strumenti originali rispondenti alla prassi esecutiva all’alba del Novecento. Brunello, violoncellista che si conquistò la ribalta internazionale vincendo il concorso Cajkovskij di Mosca e tra i più apprezzati direttori artistici musicali, ha immaginato il cartellone come un arcipelago di «isole sonore», jazz, young, antiqua e classic. Modi diversi, uniti dall’idea che la musica possa ancora essere un linguaggio universale, capace di mettere in dialogo culture, generazioni e sensibilità differenti.

Dietro il programma artistico emerge anche un modello di collaborazione tra pubblico e privato. Accanto al Ministero della Cultura, alla Regione Piemonte e alle fondazioni bancarie figurano partner come Outhere Music, tra i principali produttori indipendenti di musica classica e contemporanea, e Herno, main sponsor della manifestazione. Un ecosistema nel quale cultura, impresa e territorio si sostengono reciprocamente.

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