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Addio alla cartoleria Ruffini storia di sogni a quadretti

Come faranno i bambini del prossimo anno scolastico iscritti all'elementare lì davanti? La sua, non si può chiamare Cartoleria, seppur con la maiuscola

Addio alla cartoleria Ruffini storia di sogni a quadretti
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"Cari clienti e amici della Cartoleria Ruffini, con grande emozione e un po' di malinconia vi comunichiamo che, per ovvi motivi di età, la nostra storica cartoleria cesserà la propria attività". Eh no, signor Luciano questa notizia proprio non ce la doveva dare. Cosa sarà la via Ruffini senza la sua Cartoleria? Come faranno i bambini del prossimo anno scolastico iscritti all'elementare lì davanti? La sua, non si può chiamare Cartoleria, seppur con la maiuscola. È stata tutta un'altra storia. A parte che sta lì da sempre, dal 1909, da quando di fronte ha aperto la scuola elementare che porta il nome della via, a fianco del Cenacolo Vinciano. A parte che lei, con la sua signora Luciana, non avete mai venduto solo semplicemente penne, quaderni, fogli protocollo, persino i libri scolastici. Questo era un angolo di lusso di un quartiere lussuoso. E per lusso s'intende quello che dice lei, signor Luciano, nel suo saluto: "È stata molto più di un negozio, è stata una piccola casa, un punto di incontro, un pezzo di quartiere. In tutti questi anni il negozio non è stato solo un luogo di lavoro, ma una parte fondamentale della nostra vita". Lo dice lei, e figuriamoci cosa penseranno tutti coloro che hanno salito in 117 anni - ma comunque dal 1971, da quando ci siete voi due - questi tre gradini per entrare nel vostro magico mondo con il profumo del legno della boiserie e delle gomme, con gli album in carta di Varese, i segnalibri, le scatole di puzzle, i giochi quelli che non ci sono più, i calendari dell'Avvento a Natale. Avete venduto sogni, a intere generazioni. "Abbiamo visto crescere - dice - bambini diventati adulti, clienti diventati amici, persone entrare anche solo per un saluto, una parola gentile, un consiglio".

E voi due, Luciano e Luciana, sempre con il sorriso gentile tra tutti quei grembiulini bianchi, le mamme in corsa alle 8 del mattino per recuperare il quaderno nuovo perchè mamma mica mi ricordavo che l'avevo finito ieri, e i giapponesi che non potevano non fermarsi prima di mettersi in fila per entrare al cenacolo. "Oggi chiudiamo con grande malincuore", dice lei. Noi anche con la profonda delusione di veder scomparire angoli di Milano che non dovrebbero chiudere mai.

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