Sarà trasferita a giorni in un reparto a bassa intensità di cura Francesca Noto, la più grave ferita dei ragazzi di Crans Montana, ancora ricoverata a Niguarda dopo 7 mesi di cure. Il 16 giugno ha festeggiato 17 anni dalla finestra del reparto Grandi ustionati. Nell’ultimo mese e mezzo la sua situazione è decisamente migliorata nel senso che l’équipe multispecialistica che la sta seguendo è riuscita a ridurre gli antidolorifici che la aiutavano ad affrontare la fisioterapia necessaria per riprendere i movimenti e la vita quotidiana. Ora siccome le sue medicazioni non richiedono più delle anestesia generali sarà trasferita al reparto di chirurgia plastica.
Quella terribile notte di Capodanno Regione Lombardia da subito si è attivata, grazie al sistema di elisoccorso che proprio ieri ha festeggiato i suoi primi quarant’anni, per andare a recuperare tutti i feriti italiani negli ospedali svizzeri e portarli a Niguarda, punto di riferimento per i Grandi ustionati, reparto trasformato nel 2025 in una terapia intensiva che permette di gestire pazienti ventilati in modo meccanico, dotato di una sala operatoria dedicata, di una shock room specifica per la cura di questi pazienti oltre ad essere l’unico centro ustioni della Lombardia. Il polo è dotato di 12 letti, che possono diventare 15 sfruttando la terapia intensiva limitrofa.
«In questo momento - spiega il direttore del Centro Ustioni e Chirurgia Plastica e direttore del dipartimento Emergenza Urgenza dell’Ospedale Niguarda Franz Wilhelm Baruffaldi Preis - ci sono 22 pazienti ricoverati, che arrivano dal territorio lombardo: nel periodo estivo le principali fonti di ustioni sono il barbecue e i roghi di sterpaglie nelle campagne. I pazienti più gravi, che si ustionano con le fiamme, sono quelli che accendono il barbecue con l’alcol. Abbiamo cercato di fare una campagna di sensibilizzazione sottolineando come accendere il barbecue con la bottiglia di alcol da mezzo litro sia estremamente pericoloso, bisgnerebbe infatti che le bottiglie fossero più piccole per limitare i danni perché il ritorno di fiamma di una bottiglietta da mezzo litro è come quello di una molotov. Purtroppo, invece, quetso tipo di incidenti è molto frequente. In un anno noi avremo una ventina di pazienti che tra Pasqua e il periodo estivo, purtroppo cercano di fare il barbecue con l’alcol. Attualmente siamo in questo momento di grave difficoltà per il numero di ricoverati, anche perchè con le ustioni si tratta di degenze molto lunghe».
Tra le eccellenze del Centro ustioni di Niguarda, che cura ogni anno 160 pazienti, la banca dei tessuti che comprende anche la cute da donatore, fondamentale perchè permette di coprire i pazienti nella fase iniziale in cui «togliamo i tessuti necrotici e li ricopriamo con questi innesti - spiega il direttore - che evitano che il paziente vada incontro a grosse infezioni o a grosse perdite di liquidi. In alternativa ci sono i sostituti dermici prodotti dall’industria farmaceutica. Questi, però, sono più complessi da usare e non sempre danno lo stesso risultato dell’omo innesto da Banca».
Tornando ai ragazzi di Crans: tutte le cure sono state coperte dal sistema sanitario, così le medicine, i presidi e la fisioterapia e tutto quello che serve una volta dimessi. Per loro in particolare Niguarda ha allestito degli ambulatori per il follow up dedicati «per evitare che ci fosse un impatto con il pubblico, perché essendo diventati un po’ degli eroi - racconta Baruffaldi Preis - si voleva evitare che ci fosse gente che, per eccessiva solidarietà, volesse avvicinarli, abbracciarli, farsi sentire vicino, cosa che, per questi ragazzi ancora un po’ scossi da un punto di vista psicologico non era proprio il massimo». Qui un pool di medici composto da un chirurgo plastico, dallo psicologo e dal fisioterapista si occupano di loro.
Per alcuni di questi pazienti si è già passati alla seconda fase chirurgica, quella della correzione delle retrazioni cicatriziali, terapie che si eseguono in sedazione, dove il laser serve per fare penetrare sostanze farmacologiche nella cicatrice perchè le retrazioni possono limitare i movimenti. «Alcuni di questi ragazzi sono inseriti in un protocollo che prevede la correzione delle retrazioni che provocano difficoltà per i movimenti fini - evidenzia il responsabile - e che verranno sottoposti a interventi di microchirurgia già programmati: è stato chiesto a un’equipe di chirurghi specializzati nei movimenti della mano dell’ospedale San Giuseppe diretti da Giorgio Pajardi di venire a Niguarda, sempre sotto il grande cappello del sistema sanitario nazionale. Più avanti le cicatrici verranno migliorate - anticipa Baruffaldi Preis - anche perché grazie alle donazioni per i ragazzi di Crans da parte di privati cittadini abbiamo aumentato la potenza di fuoco delle apparecchiature: abbiamo comprato un secondo laser specifico e, per il reparto di fisiatria, degli apparecchi per il linfodrenaggio meccanico che elasticizzano la cute e permettono di rendere i movimenti più semplici. Noi medici, infermieri, fisioterapisti, ci siamo dedicati a questi ragazzi anima e corpo per 7 mesi, ma anche l’ospedale ha fatto di tutto perché potessero essere seguiti al meglio e per far sì che possano tornare a una vita sociale il più rapidamente possibile». Ma la solidarietà è stata anche di chi ha voluto donare i propri capelli per farne parrucche o di chi è venuto al Centro ustioni a resinare le unghie di chi era ricoverato. «Abbiamo avuto decine e decine di mail da parte di sconosciuti cittadini che erano pronti a donare la loro pelle per questi ragazzi, cosa che purtroppo non è permessa perché non si può prelevare da paziente vivo».
In sostanza, conclude il medico, «se possiamo trovare un solo aspetto positivo in questa vicenda è che siamo riusciti a sensibilizzare il Ministero della Salute sui grandi ustionati: l’obiettivo è far rientrare in qualche modo le ustioni tra le malattie rare. Questo sarebbe molto importante perché vorrebbe dire che a livello nazionale, ci può essere la possibilità per tutti di essere seguiti allo stesso modo, intendo dire che non tutte le regioni coprono in modo omogeneo le spese della riabilitazione ».
