Franco Ordine
In punta di piedi, come un vero piemontese. Così Walter Mandelli è morto, alletà di 84 anni nella sua Torino, colpito a tradimento da un aneurisma che laveva aggredito qualche giorno prima. Si è spento nella giornata di sabato presso lospedale Le Molinette tra lo sgomento dei suoi cari. La notizia, dalla famiglia, è stata trasmessa in modo formale, attraverso la rubrica dei necrologi del giornale La Stampa. Neanche un cenno alla sua carriera luminosa di manager e di dirigente industriale (è stato in Confindustria e presidente di Federchimica), neanche un riferimento al suo passato, discusso, molto discusso, di capo-delegazione della Nazionale vice-campione del mondo in Messico 70 o di presidente del settore tecnico di Coverciano. Lunico indizio la partecipazione al lutto del circolo golf torinese, il suo rifugio più recente, la passione con cui aveva sostituito il tempestoso rapporto avuto col calcio italiano. Walter Mandelli, sposato, due figli, a suo modo è stato invece un protagonista storico di una pagina indimenticabile della carriera della Nazionale. Durante il mondiale messicano targato 1970, infatti, ebbe il compito di capo delegazione, per volontà di Artemio Franchi fu di fatto il «badante» di Valcareggi, il fragile ct avviato tra polemiche intestine alla missione mondiale.
E quando Ferruccio decise, suo malgrado, di dar vita alla chiacchierata staffetta tra Mazzola e Rivera, Mandelli ne divenne il teorico. Anzi fu attaccato duramente dai milanisti di ogni età e dai simpatizzanti del genio di Rivera e considerato dallalessandrino il padre spirituale di quelloperazione politica che si concluse, nella finale col Brasile, con i sei minuti destinati a Rivera e polemiche velenose. Finì come tutti sanno: Valcareggi e Mandelli furono accolti a Fiumicino da una folla inferocita e furono costretti a chiedere protezione alla polizia nonostante il secondo posto e il leggendario 4 a 3 contro la Germania. Fedele al suo stile, Mandelli uscì velocemente dal palcoscenico ed entrò nel cono dombra dedicandosi al proprio mestiere, manager di altissimo livello.
In una delle ultime interviste calcistiche rilasciate negli anni Novanta, Mandelli propose addirittura la fusione tra Toro e Juventus.
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