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Un piano a sei per riaprire Hormuz, c'è anche l'Italia. Teheran avverte: "Saranno considerati complici". Gli Usa: "Mojtaba Khamenei ferito gravemente"

Teheran attacca, Usa pronti a rispondere: parte la guerra del gas. Schizzano i prezzi del petrolio. Faccia a faccia Meloni-Merz. La minaccia del ministro degli Esteri iraniano Araghchi: "Chi aiuta gli Usa a riaprire Hormuz sarà complice dell'aggressione"

Un piano a sei per riaprire Hormuz, c'è anche l'Italia. Teheran avverte: "Saranno considerati complici". Gli Usa: "Mojtaba Khamenei ferito gravemente"
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Teheran attacca i giacimenti in Qatar e Kuwait.

Trump minaccia l'Iran: "Distruggeremo i vostri se attaccherete ancora i loro siti". Intanto schizzano i prezzi di petrolio e gas. Il Washington Post: "Il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra".

Comando Usa, distrutto stabilimento missili a Karaj

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato di avere distrutto lo stabilimento di missili superficie-superficie iraniano a Karaj. Lo stabilimento, ha riferito il Centocm, veniva utilizzato per "assemblare missili balistici che minacciavano gli americani, i paesi vicini e il traffico marittimo commerciale".

Netanyahu, fondamentale avere percorsi alternativi a Hormuz per petrolio

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che è fondamentale avere "percorsi alternativi invece di passare attraverso i punti critici dello Stretto di Hormuz e dello Stretto di Bab el-Mandeb per garantire il flusso di petrolio". Quello che serve, ha spiegato in una conferenza stampa, sono oleodotti e gasdotti che attraversino la penisola arabica verso ovest, fino a Israele e ai nostri porti del Mediterraneo, eliminando così per sempre i punti critici. Questa visione "è decisamente possibile", ha spiegato. "La vedo come un vero cambiamento che seguirà questa guerra, ma credo anche che la guerra finirà molto più velocemente di quanto la gente pensi".

Netanyahu, molti segnali regime stia cedendo


"Ci sono molti segnali che il regime iraniano stia cedendo. Stiamo lavorando per creare le condizioni per il suo collasso. Potrebbe sopravvivere oppure no, ma se lo farà sarà nel suo momento di massima debolezza". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso di una conferenza stampa.
 

Netanyahu, non sono sicuro di chi stia governando l'Iran al momento

"Non sono sicuro di chi stia governando l'Iran in questo momento. Mojtaba Khamenei non si è ancora fatto vedere". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando ai giornalisti stranieri, citato dai media israeliani. C'è "molta tensione" tra i funzionari ai vertici del regime, ha spiegato.

Netanyahu, ci sono molte opzioni via terra

"È troppo presto per dire se gli iraniani scenderanno in piazza. Non si può fare una rivoluzione dall'aria; ci deve essere anche una componente di terra. Ci sono molte opzioni per una componente di terra, non le rivelerò". Lo ha detto il premier d'Israele Benjamin Netanyahu parlando ai giornalisti stranieri. Lo riporta Al Jazeera.

Netanyahu, non si può fare rivoluzione dall'alto, ma ci sono possibilità

"Non si può fare una rivoluzione dall'alto, è vero. Ci sono molte possibilità per la componente interna dell'Iran, ma mi permetto di non parlarne ora qui. Non mi esprimo su chi debba essere la figura (che prenderà il potere), ma credo che Pahlavi stia cercando di unire la popolazione per una transizione democratica, tuttavia è presto per dire cosa succederà". Ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa.

Netanyahu, Israele ha trascinato Trump nella guerra? Una bufala

"Questa bufala che Israele avrebbe trascinato il presidente Trump... è ridicolo. Come ha detto Trump, c'è sempre un rischio quando si agisce, ma quando c'è una minaccia esistenziale, il rischio molto più grande è quando non si agisce. L'Iran stava spostando sottoterra il programma nucleare e sviluppando missili balistici intercontinentali. La gente dice: ma non li aveva ancora. Quando non si agisce subito il rischio è enorme". Lo ha detto Netanyahu ai giornalisti in una conferenza stampa

Missili lanciati verso Israele durante conferenza stampa Netanyahu

Alcuni missili balistici sono stati lanciati dall'Iran verso Israele mentre è in corso la conferenza stampa del primo ministro, Benjamin Netanyahu. Secondo i media locali, si è trattato di un numero esiguo di missili che ha fatto scattare le sirene d'allarme nel nord del Paese e che è stato intercettato.

Netanyahu, stiamo aiutando Usa a riaprire Stretto di Hormuz

"Israele sta aiutando, con mezzi propri, a riaprire lo Stretto di Hormuz", contribuendo agli "sforzi americani". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso di una conferenza stampa.

Netanyahu, con gli Usa lavoriamo a nuove alleanze di cui si parlerà

"Con gli Usa portiamo avanti la battaglia del mondo libero contro l'asse del male, abbiamo creato alleanze e stiamo lavorando a nuove alleanze di cui si parlerà. La nostra alleanza con gli Usa è senza precedenti nella storia". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa. "Nel secondo giorno della guerra vi ho promesso che avremmo cambiato il Medio Oriente. E l'abbiamo già cambiato. Israele è più forte che mai e l'Iran più debole che mai. Israele oggi è una potenza regionale, e c'è chi dice anche mondiale in alcuni settori", ha aggiunto.

Netanyahu, quanto tempo prenderà la guerra? Fino a che sarà necessario

"Quanto tempo prenderà (la guerra)? Fino a che sarà necessario". Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa. "In una mano teniamo la spada di Davide, e l'altra è tesa verso la pace. Chi ci porgerà la mano in segno di pace, la stringeremo. A chi ci attaccherà, toglieremo la mano", ha detto il premier.

Teheran, non ci sarà nessuna tregua finché ci attaccano

"Non ci si può aspettare che mostriamo moderazione finché gli Stati Uniti e Israele ci attaccano". Lo ha dichiarato a Sky News il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, escludendo ogni possibilità di una tregua nel conflitto in Medio Oriente. "Questa furia omicida deve fermarsi", ha aggiunto. E ancora: "Non ci si può aspettare che un Paese che si difende da un atto di aggressione porga un ramoscello d'ulivo a chi non conosce confini nel colpire il tuo territorio".

Idf, non siamo neanche a metà della campagna militare

Israele "non è nemmeno a metà" della sua campagna contro l'Iran. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, in una discussione interna, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Stando all'emittente Canale 12, inoltre, funzionari militari israeliani ritengono che non esista una tempistica definita al momento per la fine della guerra, mentre la leadership delle Idf sarebbe unanime nell'opporsi a una sospensione delle operazioni in questa fase.

Crosetto: "Nessuna missione di guerra, per riapertura Hormuz serve cornice giuridica Onu"

"Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l’Italia. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa. Siamo consapevoli però dell’importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere questo obiettivo". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

Iran, Berlino chiarisca ruolo della base Usa di Ramstein nella guerra

L'Iran ha chiesto alla Germania di "chiarire il ruolo" nella guerra in Medio Oriente di Ramstein, la più grande base militare americana d'Europa, situata in Germania. Lo ha detto all'Afp l'ambasciatore iraniano a Berlino, Majid Nili. "Abbiamo chiesto loro di chiarire o spiegare il ruolo di Ramstein", ha affermato Nili, aggiungendo che "il ruolo di Ramstein non ci è ufficialmente chiaro". "Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta", ha aggiunto. Nili ha affermato che l'Iran ritiene che l'utilizzo da parte di Washington della base aerea nella Germania occidentale possa violare la risoluzione 3314 delle Nazioni Unite.

Kuwait, droni hanno preso di mira compagnia petrolifera nazionale

Il ministero della Difesa del Kuwait afferma che due droni hanno preso di mira "unità operative affiliate alla Compagnia Petrolifera Nazionale, provocando lo scoppio di alcuni incendi". Non si sono registrate vittime, ha aggiunto il portavoce, il colonnello Saud Abdulaziz al-Otaibi. Lo riporta Al Jazeera. Nelle ultime 24 ore, i sistemi di difesa aerea del Kuwait hanno rilevato 18 droni ostili nel suo spazio aereo e ne hanno distrutti 13.

Israele, sganciate oltre 12mila bombe da inizio guerra

L'Aeronautica militare israeliana (Iaf) ha sganciato oltre 12mila bombe sull'Iran dall'inizio della guerra in più di 8.500 raid su obiettivi del regime. Lo hanno fatto sapere le Idf, precisando che delle 12mila bombe, 3.600 sono state lanciate solo su Teheran. "In 18 giorni abbiamo volato tanto quanto avremmo fatto in un anno", ha dichiarato un funzionario dell'Iaf, citato dal Times of Israel. L'esercito israeliano ritiene che i suoi raid abbiano distrutto circa l'85% della difesa aerea dell'Iran e dei sistemi di rilevamento.

Araghchi, nessuna moderazione se nostri impianti saranno colpiti di nuovo

"La nostra risposta all'attacco di Israele alle nostre infrastrutture ha impiegato solo una piccola parte della nostra potenza. L'unica ragione di tale moderazione è stato il rispetto della richiesta di allentamento delle tensioni". Lo ha scritto in un post sul social X il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi. "Nessuna moderazione se le nostre infrastrutture verranno colpite di nuovo", ha minacciato, "qualsiasi conclusione di questa guerra dovrà tenere conto dei danni subiti dai nostri siti civili".

Stato Maggiore Difesa, 2.200 italiani in Medioriente comprese missioni navali. Annunziata: ''Lo scopo è di mantenerle attive riducendo al massimo i rischi"

"I segnali esistevano già prima dell'inizio della crisi ed era già stato fatto un primo piano di alleggerimento del personale perché una recrudescenza di tipo militare era evidente. Il numero iniziale era di 2.600 militari italiani nel contesto regionale. Dopo lo scoppio delle ostilità, l'esigenza di ridurre è aumentata significativamente e il numero complessivo ora è di 2.200 persone, ma i numeri sono aumentati anche dal fatto che ci sono la nave Martinengo al lago di Cipro e le unità navali che operano per le missioni Atalanta e Aspides". Così il Capo Ufficio Generale di Consulenza dello Stato Maggiore della Difesa, Gianfranco Annunziata, nel suo intervento all'XI Simposio di Fondazione Roma, parlando dei numeri dei militari italiani attualmente presenti nel quadrante Mediorientale. "Lo scopo - ha spiegato Annunziata - è di mantenere attive le missioni per quanto possibile, riducendo al massimo i rischi. In questo momento la priorità è la sicurezza e continuare a fare il nostro lavoro".

Qatar, Teheran tenta di trascinare regione in guerra

Il primo ministro e ministro degli esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo turco Hakan Fidan, ha condannato quelli che ha definito i "continui tentativi dell'Iran di trascinare la regione in questo confronto". Ha condannato fermamente gli attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche regionali e ne ha chiesto l'immediata cessazione, respingendo le affermazioni dell'Iran secondo cui gli attacchi erano diretti contro siti legati agli Stati Uniti. Lo riporta Iran International. "Sottolineiamo inoltre la necessità della piena attuazione delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che invitano esplicitamente l'Iran a porre fine a questi attacchi e al suo approccio di escalation del conflitto nella regione", ha detto Al Thani, sottolineando che la diplomazia deve basarsi sul rispetto reciproco, ma l'Iran ha distrutto la fiducia con la sua "aggressione".

Trump: "Alleati più disponibili su Hormuz ma è troppo tardi"

"Gli alleati stanno diventando più disponibili" nel loro impegno sullo stretto di Hormuz ma "è troppo tardi". Lo ha detto Donald Trump durante un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese.

Trump, ho detto a Netanyahu di non colpire petrolio e gas

"Ho detto" al premier israeliano Benjamin Netanyahu "di non colpire petrolio e gas". Lo ha detto Donald Trump.

Organizzazione marittima internazionale chiede corridoio sicuro a Hormuz

L'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) ha approvato una dichiarazione in cui i Paesi aderenti chiedono l'apertura di "un corridoio navale sicuro" per il traffico commerciale attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, chiuso in larga parte ai transiti dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. La dichiarazione è stata approvata dai Paesi membri del consiglio dell'Imo, incontratisi ieri e oggi a Londra per una riunione di emergenza incentrata sulle conseguenze dello scenario bellico nel Golfo. Teheran fa parte dell'Organizzazione, ma non del Consiglio.

Trump, Iran è una minaccia, la nostra incursione finirà presto

L'Iran è una seria minaccia per il Medio Oriente e per il mondo: la "nostra incursione finirà presto". Lo ha detto Donald Trump.

Trump, Giappone sta facendo la sua parte sull'Iran, non come la Nato

"Credo che il Giappone stia facendo la sua parte riguardo all'Iran, non come la Nato". Lo ha detto Donald Trump ricevendo alla Casa Bianca la premier giapponese.

Fonti, eventuale missione su Hormuz che coinvolga l'Italia solo con l'Onu

Un eventuale missione che possa coinvolgere diversi Paesi come l'Italia, per garantire la navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz, potrebbe avvenire solo sotto l'egida delle Nazioni Unite. Lo ribadiscono fonti informate della Difesa.

Centcom, caccia F-35 Usa colpito costretto ad atterraggio emergenza

Un caccia F-35 statunitense ha effettuato un atterraggio di emergenza presso una base aerea americana in Medio Oriente dopo essere stato apparentemente colpito da fuoco iraniano. Lo rende noto la Cnn citando due fonti informate. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del comando centrale degli Stati Uniti, ha spiegato che il jet stealth di quinta generazione stava "volando in una missione di combattimento sull'Iran" quando è stato costretto a effettuare un atterraggio di emergenza. Hawkins ha detto che l'aereo è atterrato in sicurezza e l'incidente è oggetto di inchiesta. "L'aereo è atterrato in sicurezza e il pilota è in condizioni stabili", ha aggiunto Hawkins. "Questo incidente è sotto indagine." Sarebbe la prima volta che l'Iran colpisce un aereo americano nella guerra iniziata a fine febbraio.

Missile iraniano su raffineria di Haifa

Un missile iraniano ha colpito una raffineria ad Haifa, in Israele. Lo riferiscono media locali, che parlano di danni agli impianti.

Wsj, Usa valutano blitz Marines su isole per liberare Hormuz

Gli Stati Uniti valutano il ricorso a un'operazione dei Marines per riaprire lo Stretto di Hormuz, anche attraverso la conquista di alcune isole iraniane da usare come base operativa o leva negoziale con Teheran. È quanto riporta il Wall Street Journal, mentre il Pentagono ha disposto l'invio nella regione della 31esima unità di spedizione dei Marines, forza di circa 2.200 uomini imbarcata sulla nave anfibia Uss Tripoli, attesa in Medio Oriente dal Giappone entro poco più di una settimana. L'unità, autosufficiente e specializzata in raid via mare e via aria, offre a Washington nuove opzioni in uno scenario in cui l'Iran ha di fatto paralizzato il traffico nello stretto, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Tra i possibili obiettivi figura l'isola di Kharg, principale terminal petrolifero iraniano e snodo cruciale per l'export di greggio della Repubblica islamica. Secondo fonti citate dal Wsj, gli Usa potrebbero decidere di colpire le infrastrutture energetiche - con possibili ripercussioni anche sull'economia globale - oppure occupare l'isola per utilizzarla come strumento di pressione senza danneggiare i mercati. Le operazioni potrebbero avvenire con sbarchi anfibi direttamente dalla Uss Tripoli o tramite incursioni aeree con elicotteri e jet F-35B. Tra le ipotesi allo studio c'è anche la presa di isole all'ingresso dello stretto, come Qeshm - che ospita basi navali e sistemi missilistici in tunnel sotterranei - oppure Kish e Hormuz, utilizzate da Teheran per attività  militari e logistiche. Il controllo di queste posizioni consentirebbe alle forze statunitensi di intercettare imbarcazioni veloci e contrastare attacchi contro le rotte commerciali.

Premier Qatar: "Raid Teheran ha ripercussioni pesanti su forniture globali"

I raid iraniani contro gli impianti in Qatar, in risposta all'attacco israeliano su South Pars, ha "ripercussioni pesanti" sulle forniture di gas. E' l'avvertimento lanciato dal premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, che ha condannato i raid di ieri sera contro il sito di Ras Laffan. "Questo attacco ha significative ripercussioni sulle forniture energetiche globali. Attacchi simili non portano alcun beneficio diretto a nessun paese, piuttosto, danneggiano e colpiscono direttamente le popolazioni", ha dichiarato il permier e ministro degli Esteri in una conferenza stampa a Doha.

Gabbard: "Mojtaba Khamenei ferito gravemente"

Mojtaba Khamanei è rimasto ferito gravemente nell'attacco israeliano del 28 febbraio scorso, nel quale è rimasto ucciso il padre. Lo ha detto la direttrice dell'Intelligence nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, in un'audizione alla Camera dei rappresentanti, nel corso della quale ha affermato che la nuova Guida suprema è più intransigente del padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, ma date le sue ferite, il processo decisionale ai vertici del governo iraniano è "incerto".

Raid Teheran hanno danneggiato siti Gnl Qatar per 17% della capacità di export

I raid iraniani contro il Qatar hanno danneggiato siti che producono il 17% dell'export del Paese, ha reso noto il ceo di QatarEenergy, Saad al Kaabi, secondo cui potrebbero rendersi necessari tre-cinque anni per riportarli a una totale operatività. Per lo sviluppo di tale siti erano stati investiti 26 miliardi di dollari. "Non avrei mai immaginato che il Qatar sarebbe stato colpito in un tale attacco, in modo particolare da un Paese musulmano fratello nel mese di Ramadan", ha dichiarato in una intervista a Reuters rilanciata da Sky News.

Idf conferma, attaccato porto militare iraniano sul Mar Caspio

L'aviazione israeliana ha attaccato ieri installazioni navali iraniane in un porto sul Mar Caspio, prendendo di mira decine di navi militari, tra cui navi lanciamissili, siti di stoccaggio di missili e droni e una struttura per la riparazione e la manutenzione delle navi. Lo conferma il portavoce dell'Idf Nadav Shoshani in un briefing con la stampa internazionale, sottolineando che è la prima volta che l'Idf opera sul Mar Caspio.

Araghchi: "Chi aiuta gli Usa a riaprire Hormuz sarà complice dell'aggressione"

Gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz si renderebbero "complici" dell'aggressione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla Cnn. Durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, Araghchi ha affermato che l'attuale situazione nello Stretto è stata causata da Stati Uniti e Israele, e ha avvertito che la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano costituirebbe "complice dell'aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori". 

Londra annuncia piano a 6 per riapertura di Hormuz, c'è l'Italia

Sei Paesi - Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone - si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.

Iran: udite esplosioni vicino aeroporto Erbil in Kurdistan iracheno

Un'esplosione è stata udita nei pressi dell'aeroporto internazionale di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo segnalano giornalisti dell'agenzia Afp riferendo di aver visto fumo appena al di fuori dal perimetro dello scalo. Un testimone ha parlato di due esplosioni analoghe sentite nelle scorse ore.

Bce, dalla guerra in Iran impatto rilevante sull'inflazione

"Il conflitto avrà un impatto rilevante sull'inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici". Lo si legge nel comunicato della Bce che accompagna la decisione sui tassi d'interesse.

12 Paesi arabi: stop ad attacchi ingiustificati

Al termine di una riunione tenutasi a Riad i ministri degli Esteri di Azerbaigian, Bahrein, Egitto, Giordania, Kuwait, Libano, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Turchia ed Emirati Arabi Uniti hanno rilasciato una nota congiunta dove hanno condannato quelli che ha definito "attacchi deliberati" da parte dell'Iran, che "non possono essere giustificati in nessuna circostanza".

Usa, colpiti più di 90 obiettivi sull'isola di Kharg

Il generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, ha affermato in un punto stampa al Pentagono che le forze americane hanno colpito più di 90 obiettivi sull'isola di Kharg, vitale per la rete petrolifera iraniana. Caine ha precisato che gli obiettivi statunitensi includevano tutte le infrastrutture militari dell'isola, come le difese aeree, una base navale e i depositi di mine.

Hegseth: "Alleati europei ingrati, dovrebbero dire solo grazie a Trump"

"Il mondo, il Medio Oriente, i nostri ingrati alleati in Europa e persino parte della nostra stampa dovrebbero dire una sola cosa al presidente Trump: 'graziè". Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono sulla guerra in Iran.

Hegseth, abbiamo colpito oltre 7.000 obiettivi

"A oggi, abbiamo colpito oltre 7.000 obiettivi. Si tratta di una forza schiacciante applicata con precisione". Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono sulla guerra in Iran. "La base industriale della difesa iraniana viene distrutta in modo massiccio", ha aggiunto, precisando che una nuova ondata di attacchi rappresenterebbe "l'ondata di attacchi più consistente finora".

Teheran annuncia 97 arresti, accuse di contatti con Usa e Israele

L'Iran annuncia l'arresto di 97 persone accusate di attività per conto di Usa e Israele. Tra loro, dicono le autorità iraniane, ci sono 13 presunte "spie" fermate nel sudest del Paese. In un comunicato diffuso dalla tv iraniana Irib e rilanciato dall'emittente satellitare al-Jazeera, il ministero dell'Intelligence afferma che le persone arrestate hanno cercato di "creare disordini e preparare omicidi". Il dicastero afferma inoltre di aver smantellato "cinque cellule di mercenari armati" nel sudovest dell'Iran.

Iran: "Se ancora attaccati raid ben peggiori contro infrastrutture energetiche"

"Avvertiamo il nemico che ha commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica dell'Iran, la risposta è in corso e non è ancora conclusa", ha detto il comandante operativo militare Khatam Al-Anbiya. "Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi successivi contro le vostre infrastrutture energetiche e quelle dei vostri alleati non si fermeranno fino alla loro completa distruzione, e la nostra risposta sarà ben più severa degli attacchi di ieri sera".

Emirati, intercettati 7 missili balistici e 15 droni

Gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato oggi 7 missili balistici e 15 droni lanciati dall'Iran. Lo ha riferito il ministero della Difesa emiratino. Dall'inizio della campagna congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio, gli Emirati Arabi Uniti sono stati il Paese più colpito da Teheran con 334 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.714 droni.

L'Iran valuta una legge per far pagare tassa a navi che passano a Hormuz

Il Parlamento iraniano sta valutando una proposta di legge per la riscossione di pedaggi dalle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia iraniana Isna citando un parlamentare. "Stiamo portando avanti in Parlamento una proposta di legge secondo la quale, qualora lo Stretto di Hormuz venga utilizzato come rotta sicura per il traffico marittimo, il transito di energia e la garanzia della sicurezza alimentare, i Paesi saranno obbligati a pagare pedaggi e tasse alla Repubblica Islamica dell'Iran".

Missili contro Israele, tre esplosioni a Tel Aviv

Tre esplosioni sono state udite a Tel Aviv dopo un allarme missilistico iraniano. L'esercito israeliano aveva annunciato poco prima di aver "identificato missili lanciati dall'Iran in direzione del territorio dello Stato di Israele" e aggiunto che la difesa antiaerea era stata attivata per intercettarli. Secondo i dati pubblicati dall'esercito israeliano, il lancio di missili dall'Iran, che ha colpito il centro di Israele, è il sesto dalla mezzanotte verso il territorio israeliano.

Sanchez: "Guerra a Iran illegale, c'è chi la usa contro Green Deal"

"L'Europa si basa su multilateralismo, diritto internazionale, pace. Dal primo minuto abbiamo condannato la guerra in Iran, abbiamo detto che la guerra è illegale". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez arrivando al Consiglio europeo annunciando che Madrid nelle prossime ore metterà in campo misure di emergenza e strutturali contro la crisi energetica e nel solco della transizione. "Ci sono governi In Ue che stanno utilizzando questa crisi energetica per cercare di indebolire la politica climatica. La Spagna - ha spiegato - può dimostrare che le rinnovabili stanno permettendo si soffrire un minor impatto della guerra".

Kallas: "La guerra in Iran non ha una base di diritto internazionale"

"Non c'è una base di diritto internazionale per la guerra in Iran". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al vertice dei leader, ricordando che l'uso della forza è previsto nel caso dell'autodifesa e di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Poiché al momento non esiste nulla del genere, i Paesi dell'Ue non hanno alcuna intenzione di entrare in guerra", ha sottolineato. All'ultimo consiglio Esteri "i ministri sostenevano che non fossimo stati consultati" e alcuni "affermavano addirittura che avessimo cercato di convincere le parti a non scatenare questa guerra, di cui non conosciamo gli obiettivi" . Kallas ha poi aggiunto che "la guerra in Medio Oriente è legata alla guerra in Ucraina e, purtroppo, la Russia sta traendo vantaggio da questa guerra. Per questo motivo, uscire o porre fine a questa guerra (in Iran) è altrettanto importante quanto trovare una soluzione anche per l'Ucraina, che non sia la resa totale alla Russia". 

Attacco contro raffineria petrolio in Kuwait provoca incendio

Il Kuwait fa sapere che un attacco di droni ha provocato un incendio in una propria raffineria di petrolio. Lo riporta l'agenzia di stampa statale Kuna citando la la Kuwait Petroleum Corp. Secondo quanto riferito, l'attacco ha provocato un incendio nella raffineria di Mina Al-Ahmadi, ma non ha causato feriti. La raffineria è una delle più grandi del Medioriente, con una capacità di produzione di petrolio pari a 730mila barili al giorno.

Crosetto: "Centinaia di cellule dormienti iraniane sparse nel mondo"

"Attacchi diretti all'Italia da parte dell'Iran non sono, in questo momento, presi in considerazione, il tema è invece il terrorismo perché le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ai microfoni di Rtl 102.5 "È come avere persone normali attivabili in qualsiasi momento e questo non da oggi perché sono dormienti da anni e sono un po' in tutto il mondo. Questo è il problema interno più grosso per i Paesi non direttamente coinvolti nel conflitto". 

Cina: "Inaccettabile l'uccisione di Larijani"

La Cina definisce "inaccettabile" l'uccisione di Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran morto due giorni fa dopo un raid israeliano. "Siamo sempre stati contrari all'uso della forza nelle relazioni internazionali - ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian -. Le azioni di uccisione di leader dello Stato iraniano e attacco contro obiettivi civili sono ancor più inaccettabili".

Riad: "Pazienza non è infinita, basta attacchi contro i Paesi vicini"

L'Arabia Saudita sollecita l'Iran a porre fine agli attacchi contro i Paesi del Golfo. Lo riferisce al-Jazeera, che dà notizia di una conferenza stampa tenuta stamani dal ministro degli Esteri della monarchia del Golfo, Faisal bin Farhan Al Saud, all'indomani della riunione a Riad con i capi delle diplomazie di Paesi arabi e islamici. "Il livello di precisione di alcuni attacchi - ha detto - indica qualcosa di premeditato, pianificato, organizzato e ben ponderato". "Penso sia importante gli iraniani capiscano che il regno, ma anche i suoi partner che sono stati attaccati e non solo, hanno capacità  e risorse molto significative che, volendo, potrebbero essere messe in campo. La pazienza non è infinita". 

Qatar, tutti gli incendi nell'impianto di gas attaccato dall'Iran sono "sotto controllo"

Tutti gli incendi scoppiati nel più grande impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) del Qatar in seguito all'attacco iraniano sono "sotto controllo", ha annunciato oggi il Ministero dell'Interno. "La Protezione civile ha spento completamente tutti gli incendi nella zona industriale di Ras Laffan", ha affermato il dicastero aggiungendo che non ci sono stati feriti e che le operazioni di raffreddamento e messa in sicurezza sono in corso.

Trump, distruggeremo giacimento gas Iran se Teheran attaccherà di nuovo sito Qatar

ll presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar. Trump ha confermato sulla sua piattaforma Truth Social che Israele ha colpito South Pars, ma ha affermato che gli Stati Uniti "non sapevano nulla" del raid che ha portato alla rappresaglia iraniana contro Ras Laffan. "Non ci saranno ulteriori attacchi da parte di Israele contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l'Iran non decida sconsideratamente di attaccare un Paese completamente innocente, ovvero il Qatar. In tal caso gli Stati Uniti d'America, con o senza l'assistenza o il consenso di Israele, distruggeranno in modo massiccio l'intero giacimento di gas di South Pars con una forza e una potenza che l'Iran non ha mai visto né conosciuto prima", ha scritto Trump. 

Qatar, nuovo attacco iraniano contro il principale impianto di gas

Il Qatar ha segnalato oggi un attacco missilistico iraniano e ulteriori danni significativi al suo principale impianto di gas, già colpito ieri. "Lo Stato del Qatar è stato preso di mira da missili balistici lanciati dall'Iran, che hanno colpito la città industriale di Ras Laffan causando danni", ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariota su X. "La raffineria è stata nuovamente colpita da un missile; sta bruciando", ha riferito da parte sua la televisione di stato iraniana su Telegram. La compagnia energetica statale QatarEnergy ha segnalato nuovi incendi e "danni considerevoli" presso il principale sito di produzione di gas naturale liquefatto (gnl). Due dei tre incendi scoppiati oggi sono stati completamente spenti dalle forze di protezione civile del Qatar, secondo il Ministero dell'Interno del Paese del Golfo. Non sono state segnalate vittime. 

Media: "Trump valuta l'invio di migliaia di soldati in Medio Oriente"

L'amministrazione Trump sta valutando l'invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg. Un'altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell'Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L'amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l'uranio arricchito iraniano.

Faccia a faccia Meloni-Merz a Bruxelles alla vigilia del summit Ue

Un faccia a faccia di mezz'ora, al bar dell'hotel Amigo, nel cuore di Bruxelles: Giorgia Meloni e Friedrich Merz si sono incontrati a poche ore da un summit che si preannuncia delicatissimo su più fronti, da quello della guerra in Medio Oriente ai dossier energetici. La presidente del Consiglio è arrivata nel centro di Bruxelles in tarda serata. All'hotel Amigo aveva da poco avuto luogo la cena di lavoro tra il cancelliere tedesco e il presidente francese, Emmanuel Macron. Un incontro, il loro, che potrebbe essere servito a chiarire alcuni punti di tensione tra Francia e Germania, dal progetto per il super-caccia sul quale Berlino nelle ultime settimane ha manifestato più di una perplessità scatenando l'ira francese, al Buy European, la clausola che introduce un criterio di preferenza europea negli appalti sui settori strategici come la difesa. Terminato il bilaterale, il solo Merz si è intrattenuto con la sua delegazione al bar dell'hotel, dove poco dopo è sopraggiunta Meloni. Entrando nella hall dell'albergo, la premier è stata fermata da alcuni italiani, tra cui una cittadina di origine veneziana che le ha manifestato il suo sostegno, chiedendole di "non dimenticarsi" del capoluogo veneto. Meloni le ha ricordato l'impegno del governo nel rifinanziamento della legge speciale per Venezia e tra le due si è aperto un siparietto: "Io mi occupo di arte", ha detto la donna. "Beata lei!", ha scherzato Meloni. La premier ha quindi raggiunto il cancelliere, sedendosi a fianco a lui. Volti distesi per i due, accompagnati dalle rispettive delegazioni ristrette. Dopo circa trenta minuti, Meloni ha salutato il cancelliere che, qualche minuto più tardi, si è a sua volta congedato dal bar. 

Macron a emiro del Qatar e Trump: "No ad attacchi su infrastrutture civili"

 Emmanuel Macron ha parlato questa sera al telefono con l'emiro del Qatar e con il presidente americano Donald Trump "dopo gli attacchi che hanno colpito oggi i siti di produzione di gas in Iran e in Qatar", si legge in un post del presidente francese su X. "E' interesse di tutti - scrive Macron - varare immediatamente una moratoria sugli attacchi contro le infrastrutture civili, in particolare le infrastrutture energetiche e idrauliche. Le popolazioni civili e i loro bisogni essenziali - aggiunge il presidente francese - così come la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, devono essere preservati dall'escalation militare".

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