Leggi il settimanale

Pil e consumi, Italia più forte di Hormuz

Crescita 2026 meglio del previsto. Ma è grazie alle regioni del Nord

Pil e consumi, Italia più forte di Hormuz
00:00 00:00

Il tam tam sulla bassa crescita italiana, alla prova dei fatti risulta fuori luogo. Le ultime stime dell'Ufficio Studi Confcommercio per il 2026 restituiscono un quadro meno negativo di quanto il clima generale potrebbe suggerire: il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,9%, sostanzialmente in linea con la Francia (+1%), ma più del doppio della Germania (+0,4%). E buona è la dinamica dei consumi delle famiglie, che dovrebbero salire dell'1,2%, senza subire troppi scossoni dalla crisi del guerra nel Golfo. Sono risultati migliori di quelli registrati nel 2025, quando la crescita si era fermata a un modesto 0,5%. Un contributo decisivo a questa fase espansiva arriva dal PNRR: è proprio grazie al suo stimolo che l'Italia, nel periodo 2020-2024, è cresciuta a un tasso medio annuo dell'1,1%, segnando un cambio di passo netto rispetto alla recessione strisciante del decennio 2008-2019, che in media ha registrato un calo annuo nazionale dello 0,4%. A questo si aggiungono segnali già visibili nella prima parte dell'anno: il Pil del primo trimestre, secondo le stime Istat, è cresciuto di 3 decimi congiunturali e 8 tendenziali, mentre si registrano ulteriore crescita del turismo, un moderato recupero della produzione industriale e un'occupazione che si mantiene ai massimi. Anche l'inflazione, pur risalita, è rimasta circoscritta alla componente energetica, confermando quella di fondo intorno al 2%.

Ma se queste sono le medie nazionali, ben diverse sono le velocità territoriali. La forbice Nord-Sud non solo resta aperta, ma si allarga. In questo quadro la Lombardia si conferma nel 2026 la locomotiva del Paese, unica regione a guidare contemporaneamente sia la classifica del Pil (+1,2%) sia quella dei consumi (+1,8%). Alle sue spalle Trentino-Alto Adige (+1% e +1,5%) e Lazio (+1% e +1,4%). All'estremo opposto Basilicata e Calabria, entrambe ferme a +0,6% di Pil, con consumi ancora più deboli (+0,4% e +0,5% rispettivamente). Se si guarda all’indice della crescita nel periodo temporale degli ultimi 20 anni, il Mezzogiorno si colloca ancora sotto i livelli del 2007.Nonostante la crescita sostenuta dal PNRR nel lustro 2020-2024, molte regioni del Mezzogiorno non hanno ancora recuperato i livelli pre-crisi. Gli indici 2026 con base 2007=100 lo confermano: Calabria (89,9), Campania (89,8 per i consumi), Sicilia (86,8 per i consumi) e Puglia (90,3 per i consumi) restano ancora sotto alla soglia 100. Segno che, soprattutto sul fronte della domanda delle famiglie, questi territori non hanno ancora colmato il terreno perso quasi vent'anni fa. Il Nord, nel suo complesso, vale 106,4.

A suo interno, il Nord Ovest è a quota 107, trainato dalla Lombardia (112,7) e nonostante il peso della Liguria (che presenta numeri indice in linea con le peggiori del Mezzogiorno). Il Nord Est è a quota 105,4, il Centro a 99,5 e il Sud a 97,7.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica