Afghanistan, rapito un giornalista del «New York Times»

Un giornalista del New York Times che stava visitando la zona del devastante bombardamento di venerdì della Nato a Kunduz, provincia settentrionale dell’Afghanistan, è stato sequestrato insieme con il suo interprete. L’inviato, di nazionalità britannica, voleva scambiare qualche impressione con i residenti del villaggio di Omarkhel nel distretto di Chardarah, ed è stato portato via dai talebani. «Il giornalista e il suo interprete sono stati bendati dai miliziani e condotti in una località sconosciuta», ha detto il governatore della provincia Mohammad Omar. Le forze di sicurezza afghane hanno avviato un’operazione di ricerca nell’area e hanno trovato, secondo il governatore, il veicolo abbandonato del giornalista. Un comandante dei talebani nel distretto di Chardarah ha confermato il rapimento. Sul luogo del bombardamento di venerdì si è recato anche il generale americano Stanley McChrystal, comandante delle forze internazionali in Afghanistan, che ha confermato la presenza di civili fra i feriti. McChrystal ha anche visitato l’ospedale di Kunduz dove sono ricoverati alcuni dei feriti fra cui un bambino di 10 anni. Il generale, che dell’incidente aveva discusso ieri mattina in un incontro con il presidente afghano Hamid Karzai, non si è invece pronunciato su eventuali morti fra la popolazione civile.
McChrystal ha confidato alla stampa che intendeva accertare l’accaduto «per evitare o per lo meno ridurre il rischio che si ripeta e per correggere tutto quanto è in nostro potere». Il bombardamento di Kunduz sembra infatti contraddire i suoi ordini che prevedono, in caso di rischio di un coinvolgimento di civili, una limitazione del ricorso ai raid aerei. Anche l’Onu ha chiesto indagini approfondite e una condanna del raid è giunta dall’alto rappresentante Ue per la politica estera, Javier Solana. Insieme a McChrystal, sul luogo del bombardamento è giunta una delegazione della Nato.
Secondo il capo della polizia locale il bombardamento ha centrato due camion-cisterna che trasportavano carburante destinato alle forze della Nato. I due veicoli il giorno prima erano stati rubati dai talebani e si erano rovesciati attraversando un fiumiciattolo. La popolazione sarebbe accorsa per recuperare il carburante. Le forze tedesche dell’Isaf, che dirigono le operazioni nella provincia di Kunduz, avrebbero deciso l’intervento valutando la pericolosità dei camion. Così Un F-15E americano ha sganciato due bombe di 225 chili, innescando una terribile esplosione. Secondo il governatore della provincia 72 persone sono rimaste uccise e 15 ferite. Secondo il governo tedesco i morti sono tutti guerriglieri talebani.

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