Alemanno salva la Festa dell’Unità

«Faremo di tutto per salvare la Festa dell’Unità». Questo, in sostanza, l’impegno preso ieri dal sindaco Alemanno prima di partire per la programmata visita in Romania. «Da parte mia - ha detto il sindaco a proposito della querelle sul “no” della sovrintendenza all’uso dell’area alle Terme di Caracalla - ci sarà il massimo impegno per tentare di risolvere il problema della collocazione della festa del Partito Democratico. Mi auguro che questa sia l’occasione per affrontare e risolvere, assieme alla Sovrintendenza e definitivamente, la questione dell’utilizzo della città che cambia di volta in volta, a seconda delle diverse angolature con cui si vedono le cose». La disputa che vede la Sovrintendenza di Roma negare la fruibilità di alcune piazze e zone della città, come il Circo Massimo o il Colosseo, colpisce anche la tradizionale Festa dell’Unità che si è vista negare il permesso. Immediata la disponibilità di Alemanno a trovare una soluzione al quale ha fatto però eco il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro: «Il sì del Comune è importante ma non determinante. Se la Sopraintendenza ha dato parere negativo allora è quello che conta».
A difesa della festa è sceso in campo anche il leader del Pd Pierluigi Bersani. Il segretario ieri ha telefonato al sindaco Alemanno sottolineando, in un cordiale colloquio, che la Festa dell’Unità di Roma ha una tradizione pluridecennale, risalendo al 1945 la prima edizione. Per questo all’amministrazione capitolina è stato chiesto un «impegno» per garantire anche quest’anno lo svolgimento della kermesse. Anche il deputato romano del Pdl Fabio Rampelli è intervenuto in difesa della festa: «È una importante tradizione popolare della città e sono sicuro che il sindaco Alemanno riuscirà a ottenere tutti i pareri per consentire a questo atteso appuntamento di celebrarsi nella sua ormai consueta sede di Caracalla. Ribadisco - ha precisato Rampelli - che le Soprintendenze non possono decidere l’uso della città e del suo centro storico ma devono fornire strumenti tecnici, indicare tipologie, piano del colore, arredi compatibili per garantirne la godibilità nel rispetto dei valori di tutela e salvaguardia».
A lanciare l’allarme è stato il segretario romano del Pd Marco Miccoli. «C’è il rischio concreto che la festa dell’Unità a Roma quest’anno non si faccia. Sarebbe la prima volta dal dopoguerra ad oggi». Poi ha spiegato: «Avevamo chiesto di farla dal 24 giugno al 25 luglio alle Terme di Caracalla, come l’anno scorso, e il Comune ci ha comunicato che non si sarebbe svolta la conferenza dei servizi per avviare il cantiere e utilizzare l’area, a causa del parere negativo della soprintendenza per un vincolo archeologico alle Terme di Caracalla». Secondo il segretario dei democratici di Roma, vista la ristrettezza dei tempi, la festa non è più ricollocabile altrove. Questo «ci fa pensare a un tentativo di boicottaggio».
Secondo Giro, comunque «la festa potrà essere tranquillamente fatta nell’area lato giardini, dove finora si è svolta. Ovviamente rispettando tutti i vincoli e le prescrizioni». Anche perché, ha spiegato «avevano chiesto di fare la festa dal lato Terme di Caracalla e lì non si può fare per due motivi: uno perché è un’area “ipervincolata”, due perchè va a incrociarsi e sovrapporsi con la stagione dell’Opera che si tiene d’estate. Il mio parere personale è che tutta l’area delle Terme non dovrebbe essere adibita a manifestazioni. In particolare le feste di partito che consiglierei di fare in periferia, tra la gente».

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