Le allergie, un disturbo reale per il 20% della popolazione

di Luigi Cucchi

L'allergia è una reazione abnorme del sistema immunitario nei confronti di una sostanza innocua per la maggior parte delle persone e può andare ben oltre gli starnuti, il naso chiuso e il prurito agli occhi potendo giungere, nei casi più gravi, a reazioni che possono metterci a rischio di vita (asma e shock anafilattico). Circa il 20% della popolazione è definita «atopica», ovvero, ha una predisposizione a divenire «allergica». I due terzi degli atopici svilupperà una malattia allergica nel corso della vita. La tendenza a sviluppare delle reazioni allergiche è ereditaria.
Se entrambi i genitori sono atopici (hanno, cioè, test allergometrici positivi), il rischio d'essere allergico è del 75%. La reazione allergica è la conseguenza di una reazione tra antigene e anticorpo.
La sostanza estranea che viene a contatto con l'organismo determina la formazione di proteine dette anticorpi, alle quali si unisce. Questa unione origina una serie di reazioni biologiche che porta alla liberazione di sostanze farmacologicamente molto attive (istamina, bradichinina, serotonina), responsabili dei diversi sintomi con cui la reazione allergica si manifesta. Il termine anafilassi viene per lo più riservato a quelle forme che sono indotte dall'introduzione di sostanze nell'organismo, che furono anche le prime forme di reazione immunitaria con conseguenze patologiche chiaramente individuate a cui sembra potenzialmente suscettibile tutta la popolazione.
Il concetto di «allergia» fu introdotto nel 1906 dai pediatri viennesi Clemens von Pirquet e Bela Schick che furono i primi a osservare come il sistema immunitario potesse svolgere anche un ruolo dannoso con risposte alterate dopo la somministrazione di siero eterologo o del vaccino del vaiolo a scopo terapeutico. Pirquet e Schick chiamarono questo fenomeno "allergia. Un tempo tutte le forme dell'ipersensibilità furono classificate come allergie, in quanto si pensava che fossero tutte causate da un'alterata attivazione del sistema immunitario. Divenne chiaro più tardi che erano implicati molti differenti meccanismi.
Le reazioni allergiche possono essere distinte in due tipi sulla base della velocità con cui si instaurano: quelle immediate IgE-mediate avvengono subito dopo l'esposizione all'allergene e la sua interazione con le IgE. Esempi di tali reazioni sono i sintomi dell'asma che insorgono dopo il soggiorno in ambienti frequentati da gatti o i sintomi dello shock anafilattico che insorgono dopo la somministrazione di una penicillina a chi è allergico a questi antibiotici.
Le allergie ritardate citotossiche possono avvenire fino a 2 giorni dopo il contatto con la sostanza allergizzante.
Un esempio è l'eczema che insorge nelle zone cutanee dell'addome a contatto, ad esempio, con il bottone di metallo del jeans in soggetti allergici al nickel solfato (dermatite allergica da contatto). In base al distretto dell'organismo interessato e al tipo di allergene coinvolto, le reazioni allergiche immediate vengono distinte in allergie respiratorie (rinite, asma), allergie alimentari, da farmaci, da insetti (imenotteri). Quando le reazioni IgE-mediate coinvolgono diversi distretti dell'organismo, producendo sintomi che mettono a rischio di vita i pazienti, si parla di reazioni anafilattiche. La tendenza a sviluppare delle reazioni allergiche si mantiene per tutta la vita anche se le manifestazioni ed i sintomi possono cambiare nel corso del tempo.

Commenti