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Alessandra Furia: "Il calcio da cortile non è nostalgia, ma un bisogno reale dei giovani"

Alessandra Furia, Senior Director Brand Adidas Italia, racconta il successo della manifestazione The Yard e la volontà di riportare il calcio alle sue radici più autentiche, tra gioco libero, cultura urbana e nuove generazioni in cerca di relazioni reali

Alessandra Furia: "Il calcio da cortile non è nostalgia, ma un bisogno reale dei giovani"
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Nel weekend appena concluso Milano ha ospitato "The Yard", l'evento ideato da adidas per celebrare il calcio delle origini, quello che nasce nei cortili, nei campetti improvvisati e nelle sfide tra amici. Per due giorni il capoluogo lombardo è diventato il punto d'incontro tra sport, musica, cultura urbana e intrattenimento, in un appuntamento che ha accompagnato l'avvicinamento alla FIFA World Cup 2026 riportando al centro il valore del gioco libero e della condivisione. L'iniziativa ha preso spunto anche dai risultati di una ricerca Ipsos Doxa commissionata da adidas, secondo cui il 57% dei giovani tra i 18 e i 34 anni ritiene che il tradizionale "calcio da cortile" sia ancora una realtà viva, mentre quasi due italiani su tre considerano fondamentale poter giocare senza pressioni e per il semplice piacere di divertirsi. Un dato che racconta il bisogno di autenticità delle nuove generazioni e che si inserisce perfettamente nel messaggio della campagna globale "You Got This", con cui il brand invita gli sportivi a liberarsi dall'ansia da prestazione e a ritrovare il piacere del gioco. A raccontarci il significato di questo progetto, il rapporto tra calcio e cultura contemporanea e il valore di spazi come "The Yard" è Alessandra Furia, Senior Director Brand adidas Italia

Il calcio da cortile resiste. Vi aspettavate che fossero proprio i giovani a credere ancora così tanto in questa dimensione "spontanea" del gioco?

"In parte è una bellissima conferma. Spesso si pensa ai giovani come a una generazione esclusivamente social, ma i dati della ricerca affermano invece che la maggior parte di loro crede nel valore delle attività off-line, sport incluso. Per questo è così importante creare per loro degli spazi di espressione, come il cortile di 'The Yard'. C'è un forte desiderio di autenticità, di comunità e di contatto reale. Il campo 'improvvisato' di The Yard non è stato nostalgia per il passato, ma una necessità presente di divertimento, socialità genuina e senza filtri".

Oggi il calcio è sempre più legato ai social e ai grandi eventi. Come si può preservare quello spirito di libertà e improvvisazione che nasce nei campetti di quartiere?

"La chiave è non vivere queste due dimensioni come opposte, ma integrarle. I social rappresentano uno straordinario amplificatore per dare voce e visibilità al mondo del calcio, mettendoci in contatto con storie e eventi lontani da noi. The Yard nasce con lo spirito di riunire la comunità intorno ad un campetto: usiamo la cassa di risonanza di un grande brand come il nostro e di un evento globale come la FIFA World Cup 26 per connetterci con i giovani in maniera credibile e rilevante, restituendo fisicamente spazi di gioco libero urbano ed esperienze autentiche. Mescolando calcio, musica e street-culture".

La vostra campagna invita a liberarsi dall'ansia da prestazione. Che messaggio volete trasmettere alle nuove generazioni?

"Il messaggio centrale è racchiuso nella nostra campagna globale 'You Got This'. È un impegno concreto da parte del brand contro la pressione negativa nello sport, per sottolineare l'importanza della positività e aiutare gli atleti - di ogni livello - a credere in sé stessi e nelle proprie capacità. Questo bisogno di leggerezza è supportato anche dai dati: quasi due italiani su tre (64%) considerano infatti fondamentale poter giocare a calcio liberi da pressioni e per puro divertimento. Vogliamo ricordare alle nuove generazioni che il vero talento e la creatività si esprimono al massimo solo quando ci si libera dall'obbligo di dover dimostrare sempre qualcosa a qualcuno".

Adidas

Quanto è importante oggi raccontare il calcio come fenomeno culturale e non soltanto sportivo?

"È fondamentale, perché il calcio e la sua evoluzione hanno influenzato profondamente la cultura italiana contemporanea. Questa influenza si riflette in diversi ambiti della quotidianità, dalla moda, allo streetstyle, fino alla musica. 'The Yard' risponde concretamente a questa natura ibrida e contemporanea. Uno spazio che ha unito il gioco sul campo all'intrattenimento e a una potente commistione con la musica, che per i ragazzi rappresenta ormai uno dei canali principali in cui si riflette l'influenza della cultura calcistica".

Se dovesse scegliere un'immagine che rappresenta davvero il concetto di "Backyard Legend", quale sarebbe? Un campione affermato o un gruppo di ragazzi che gioca fino al tramonto in un campetto di

periferia?

"Senza dubbio il gruppo di ragazzi che gioca fino al tramonto. Il campione affermato è stato, prima di tutto, uno di quei ragazzi".

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