Togliere la ferraglia e ritrovare lo smalto, per pensare finalmente al futuro sugli sci e non solo. Federica Brignone è stata operata ieri, in anestesia totale, alla clinica La Madonnina. Come annunciato a fine stagione, un nuovo pit stop sarebbe servito per togliere i mezzi di sintesi, la grande placca che le teneva insieme quella tibia andata in mille pezzi ad aprile 2025. Due ori olimpici e tanto dolore dopo, però, Fede sapeva di dover ripassare sotto i ferri e la saggezza dell’equipe medica Fisi, con in regia il dottor Andrea Panzeri che, ieri, le ha controllato anche il menisco pizzicato nelle scorse discese. Brignone aveva troppo dolore sugli sci. Chiusa la super stagione a Cinque Cerchi a Soldeu, un paio di week end in anticipo, aveva poi rimesso gli sci a Cervinia a fine luglio. Obiettivo capire se sciare con quel ferro era ancora possibile. Da allora la decisione: meglio operarsi ora, saltare la trasferta sudamericana, per riprendere il prima possibile ad allenarsi, prima a secco e poi sulla neve. Missione impossibile? No. Ma tempismo giusto per sognare di disputare se non una stagione piena, almeno un buon inverno, con i Mondiali di Crans Montana a febbraio, ma soprattutto senza dolore. Una operazione che servirà anche per capire meglio il futuro e decidere se proseguire o ritirarsi. Anche Sofia Goggia aveva fatto così con i ferri alla caviglia: tolti a settembre, era ripartita con più slancio nell’autunno 2024.

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