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E Super Simona cala il poker

800: per la Quadarella 4ª vittoria continentale. Sara Curtis terza, primo storico podio nei 100 sl al femminile

Italy's Simona Quadarella reacts after winning the 800 meters freestyle finalduring the European Swimming Championships in Saint-Denis, near Paris, France, Tuesday, Aug. 11, 2026. (AP Photo/Emma Da Silva)

Scatenata e tranquilla, è lo stile Quadarella. Super-Simo fa un inedito poker consecutivo agli Europei negli 800 (su 9 titoli complessivi) e contribuisce alla giornata d’oro del nuoto azzurro. La risposta delle donne è altrettanto frizzante: con la romana è Sara Curtis a fare festa col bronzo nella specialità regina. Simoma ai 500 metri sale di frequenza, mette le gambe e stacca la tedesca. Uno strappo decisivo ai 650 metri per poi imporsi di forza in 8′15′55: la tedesca tocca a 2′89, il bronzo dell’altra tedesca Werner è a 7′. Panzer distrutte. «Sapevo che dovevo aspettare prima di attaccare - racconta la 27enne stileliberista dell’Aniene -, sono molto contenta. Il quarto oro? Cerco sempre di mantenermi costante. Vincere è sempre stimolante, confermarsi è più difficile ma dà più soddisfazione. Voglio regalare alla mia famiglia altre emozioni». Per mamma Marzia (e le rivali) è ‘Veleno’ in acqua, sin da ragazzina. «Una qualità? Sono costante nel nuoto e nella vita». Nel 2019, ai Mondiali si prese l’oro nei 1500 senza l’americana Ledecky, e l’argento negli 800 con l’imprendibile americana: «Senza di lei avrei vinto molto di più».

E dire che voleva mollare i 1500 se non fossero diventati olimpici nel 2021. Così gli 800 sono stati il suo piano B (bronzo proprio a Tokyo): «Alla fine è la gara che mi diverte di più». La Paltrinieri in rosa, la Ledecky italiana ed europea: quanti riferimenti e paragoni ingombranti per quest’anguilla che scappa nell’acqua, che invece ha sempre avuto il cruccio di superare la sorella Erica (lo scrisse anche nel tema a scuola), ora ‘eguagliata’ con la fresca laurea in Comunicazione Digitale presa con 105. È stato un anno particolare per la romana, che per tre mesi a gennaio ha scoperto l’Australia e i metodi della patria dello stile libero. Due anni dopo i due quarti posti, Simona è una donna d’oro a Parigi.

E c’è il pesce di nome Sara. Di storia in storia, la Curtis, 19 anni cuneese, regala all’Italia la prima medaglia europea nella velocità, nella gara della gare. Un bronzo nei 100 stile libero dell’imprendibile Steenbergen, primatista mondiale a Roma, e autrice di 51′90. La diciannovenne cuneese per un solo centesimo 52′72 non è argento (che va all’altra olandese Van Wijk e sfiora il record italiano di 52′69. «Siamo sull’onda, sono felice per questa medaglia». Seguono i pass per la finale di Benny Pilato (quarta) e Lisa Angiolini (ottava) nei 100 rana, e della capitana Silvia Di Pietro, classe 1993, nei 50 farfalla (quinta). Staffette azzurre ancora al palo dopo la squalifica (per una gambata a delfino del ranista Viberti) della 4x100 misti mista.

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