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Francesci testardi: nuotate, poi vi paghiamo il medico

Di nuovo proteste dei fondisti per le gare di domani nella Senna. Dagli appelli di Paltrinieri ai nuovi protocolli. Assurdo: gli organizzatori insistono e sono pronti a rimborsare le cure di chi si ammala

Il mistero dei cadaveri restituiti dalla Senna "Spoon River" a Parigi

Un fiume di polemiche: c’è un altro modo per ricordare la Senna nei giorni olimpici 2024? I francesi insistono e due anni dopo è come se volessero prendersi una sorta di rivincita: stavolta sarà un successo Ma la domanda resta semplice: la Senna era ancora necessaria visto il clamoroso precedente, e con tutti i bacini di cui dispone Parigi? «Sulla Senna è tutto assurdo» riassume Gregorio Paltrinieri. Ma gli organizzatori e la federazione europea hanno ostinatamente optato per la Senna bis (da domani) aggiungendovi anche le gare dei tuffi grandi altezze. Come se due anni fa uno su tre dei fondisti non fossero finiti in ospedale, o non abbiano avuto conseguenze fisiche e mentali non lievi. A giugno nella fredda Coppa del Mondo di Setubal fischiavano già le orecchie dei caimani: così si è levata una protesta formale per le condizioni sempre precarie nel fondo, sport anche estremo ma non al punto da rischiare la salute. Prima degli Europei è stata allertata così la federazione mondiale: «La qualità dell’acqua è un problema. La temperatura dell’acqua è un problema. E non cambia mai davvero niente. Più di 10 atleti malati, alcuni in ospedale» ha postato Greg. E Ginevra Taddeucci, bronzo olimpico proprio a Parigi 2024: «Una notte intera a vomitare, sdraiata per terra. Cara World Aquatics stiamo affrontando problemi di scarsa qualità dell’acqua nelle competizioni da anni. Dov’è la protezione per gli atleti?». Sino alla riflessione cruciale di Florian Wellbrock, olimpionico tedesco: «Forse è ora di riconsiderare le location degli eventi e di prestare maggiore attenzione alla qualità dell’acqua».

L’acqua nella Senna ha sempre un colore «orribile», Domenico Acerenza (quarto ai Giochi) sperava di non «dovermi tuffare più» in questo fiume che (a ieri) non sarebbe inquinato come durante i Giochi solo perché non ha ancora piovuto sulla capitale francese.

Il tratto in cui si svolgeranno le gare europee non sarà quello del Pont Alexandre III ma un altro, distante circa tre chilometri, all’altezza del Pont de Grenelle nel XV arrondissement dove, dal 1870, risiede l’originale della Statua della Libertà. Alle Olimpiadi, furono soprattutto le correnti ad incidere in maniera nefasta: «Nel tratto laterale c’era qualcosa che ti risucchiava, come una specie di imbuto, quello era il momento peggiore, rischiavi di rimanere incastrato là», ricorda la Taddeucci. Ora le correnti non dovrebbero essere così forti, come conferma Greg: «L’acqua dovrebbe essere più ferma e pulita, speriamo. Abbiamo chiesto un piano B, che sarebbe la regola. Immagino che in una settimana di gare i valori possano non essere a posto: dobbiamo avere la certezza che esista un piano B». Gli organizzatori hanno risposto con 4 misure concordate per non rischiare altri casi di Escherichia Coli, o per lo meno limitarne al minimo l’impatto: più controlli sanitari, analisi indipendenti sulla qualità dell’acqua chieste dagli atleti e a carico della federazione, regolamenti migliori sulla salute e sicurezza degli atleti; in caso di malattia riconducibile alla Senna, European Aquatics rimborserà le spese mediche

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