Passaggio di consegne a Birmingham.
Eloisa Coiro ha incantato tutti correndo in 1:57.56 negli 800. È caduto così il record più longevo dell’atletica azzurra al femminile, che apparteneva alla leggendaria Gabriella Dorio, olimpionica a Los Angeles 1984, da oltre 46 anni.
Dorio, come ha accolto il primato di Coiro?
«È stata una bellissima gara e Eloisa l’ha interpretata come sa fare lei: è molto brava nelle tattiche di gara, sa sempre essere nel posto giusto, al momento giusto. La seguivo nelle nazionali giovanili con Stefano Baldini, quindi la conosco molto bene. Si vedeva che era una ragazza che sapeva il fatto suo, quindi questo risultato me lo aspettavo già da un po’. È uscito adesso agli Europei ed è una bellissima cosa. Lei può veramente pensare in grande e può farlo già tra semifinale e finale. Staremo a vedere perché questo è uno degli 800 più forti della storia».
Qual è la principale differenza tra lei e la Coiro?
«Non possiamo fare assolutamente paragoni. Siamo cresciute in ambienti diversi e questo conta tantissimo. Entrambe ci abbiamo creduto e questo fa la differenza: saper capire che si possono raggiungere certi risultati e che i sogni possono realizzarsi è tanta roba. Lei ci riesce, sa amministrarsi bene e preparare le gare nel modo giusto anche e soprattutto mentalmente».
Ora dovrà condividere l’11 agosto. Che effetto le fa?
«L’ho pensato subito ed ho detto ‘Ma che spettacolo’. Mi ha fatto un regalo perché alla fine se devi battere un record è meglio farlo in un giorno che ti ricordi bene. Per me che ho vissuto quell’Olimpiade è bello ricordare l’anniversario e il nuovo record italiano dopo 46 anni».
Cosa fa ora Gabriella Dorio?
«Sono sempre dentro il mondo dell’atletica come vice presidente del comitato regionale Veneto. Lavoriamo per i giovani e cerchiamo di far conoscere questo sport il più possibile, lavorando anche con tutto quello che c’è intorno all’atleta».
