Siamo in una nuova dimensione. Gli Europei di Birmingham appena conclusi hanno confermato l’epoca d’oro che sta vivendo l’atletica italiana, che si è confermata sul tetto d’Europa anche in casa della Gran Bretagna. Una spedizione (la più forte di sempre secondo il DT La Torre) trascinata dai propri campionissimi e che ha saputo reagire anche a diversi scherzi del destino. La copertina spetta senza ombra di dubbio a Nadia Battocletti, che ripetendo l’accoppiata 5.000-10.000 si è confermata la regina del mezzofondo europeo dove ha dimostrato di non avere rivali. La mezzofondista italiana ha trascinato il movimento femminile che ha festeggiato altre 3 medaglie d’oro grazie a Sofia Fiorini (maratona di marcia), Dariya Derkach (salto triplo) e Larissa Iapichino (salto in lungo) oltre al nuovo record italiano di Eloisa Coiro sugli 800 metri. Il volto al
maschile della spedizione azzurra è quello del capitano, Gianmarco Tamberi. Il campionissimo italiano è stato protagonista di una delle favole più belle di questi Europei: dopo due stagioni complicate, mai oltre 2.23, l’azzurro è rinato dalla cenere nel giorno del primo compleanno della figlia per vincere l’oro a 2.32. Alle spalle di Gimbo’ risplendono la classe di Andy Diaz, vincitore nel salto triplo con la quarta misura della storia ed il nuovo record italiano (18.15), lo strapotere di Leonardo Fabbri (getto del peso) e Massimo Stano (maratona di marcia) e l’impresa della 4x400. Una spedizione vincente che ha saputo sopperire anche ad alcuni infortuni, come quello rimediato da Marcell Jacobs poco prima della finale dei 100 metri, dov’era il grande favorito, o la ricaduta avuta da Mattia Furlani nelle qualificazioni del lungo. Infortuni che però hanno rappresentato un ruolo importante come raccontato dal de La Torre: «Ci siamo subito riuniti
e i capitani hanno dato la spinta agli altri: dentro una squadra forte tutti si sentono coinvolti e diventano più forti». Mentre il presidente Fidal Mei sottolinea: «Sono sei stagioni che i risultati sono in costante miglioramento. E non può essere un caso. Bisogna investire sul materiale umano, che è straordinario; i giovani forti, in Italia, ci sono sempre stati perché le società lavorano straordinariamente bene. Mondiali a Roma? La nostra candidatura è risultata ‘very strong’: abbiamo le garanzie del governo, più solide di altre città». L’Italia esce da Birmingham più forte che mai e con gli occhi rivolti al prossimo biennio che porta verso Los Angeles.
