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Napoli abbraccia l’America’s Cup, New York vuole affossarla

Al via domani ma sul futuro incombe il ricorso dei puristi sulla nuova formula

"Hanno snaturato la Coppa America e cancellato i velisti"

Napoli è pronta: il nostro orgoglio marinaro, la nave Amerigo Vespucci è ormeggiata al Molo Beverello e sarà uno dei poli di attrazione di un fine Settimana da ricordare. Mentre nei giorni scorsi la cerimonia di apertura a Nisida ha offerto uno spettacolo unico del Golfo. Bello il commento di Marzio Perrelli il CEO di America’s Cup Management: «Mi piacerebbe che noi della Coppa fossimo considerati dalla città non più ospiti ma cittadini. Non vorremmo essere visti solo come quelli che hanno portato il trofeo a Napoli ma come chi rende la città ancor più nota nel mondo». Le altre notizie di rilievo delle vigilia arrivano da Luna Rossa: Il giovane Marco Gradoni sale a bordo al fianco di Peter Burling con il ruolo di timoniere titolare. Un scelta corretta di Max Sirena, che deve scoprire se funziona meglio la coppia Burling-Tita, che ha vinto a Cagliari, o quella Burling-Gradoni.

Ma sullo sfondo, al momento latente, c’è la questione della sfida legale lanciata dai conservatori che non amano la costituzione di ACP. Iniziata da John Sweeney con una richiesta di chiarimenti al General Attorney della Corte di New York cui pochi avevano dato peso, trova ora forza in una richiesta simile fatta dal New York Yacht Club, che ha ben altro impatto. Il nodo è l’impegno sottoscritto dai partecipanti per essere tutti insieme in ACP con vincoli sottoscritti prima che ci siano un nuovo defender e un nuovo sfidante relativi alla edizione prevista nel 2029. Vincoli che non sarebbero in linea con i dictat del Deed of Gift che stabilisce le regole fondamentali. In realtà nessuno, a parte chi lo ha firmato, ha visto il documento. Se la Corte di New York dovesse decidere nei primi mesi dell’anno prossimo che non va bene, la prima cosa da fare sarebbe di cambiare subito il Protocollo che governa l’edizione 2027 togliendo i riferimenti contestati. Un’operazione forse già prevista. Ma una volta conclusa l’edizione 38 si potrebbe andare verso una pausa per lavorare sulla modifica al Deed of Gift. I risultati, se ci sono tempi lunghi, non previsti dai puristi che la vogliono salvare possono essere una fuga di team e sponsor a favore di altri eventi.

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