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Non basta una super Curtis: due argenti nelle staffette, Italia seconda nel medagliere

Nonostante il nuovo record della piemontese e una frazione top della Pilato, la 4x100 mista femminile è beffata dalla Gran Bretagna. Impresa sfiorata dai maschi, che cedono solo alla Russia nel finale

Il cronometro non è stato certo amico della spedizione azzurra ai campionati europei di nuoto. Dopo le sconfitte in extremis di Benedetta Pilato e Thomas Ceccon, l’ultima giornata di gare della rassegna continentale vede la staffetta 4x100 mista femminile beffata dal quartetto britannico per un solo centesimo di secondo. La delusione è ancora più cocente visto che Sara Curtis aveva ancora migliorato il record italiano nella frazione a dorso e Benedetta Pilato aveva scaricato la rabbia per l’argento nei 50 rana con un parziale micidiale.

L’ultima chance di togliere il primo posto nel medagliere degli europei alla Gran Bretagna sarebbe stato un oro nell’ultima gara della kermesse del nuoto, la 4x100 mista maschile, dove gli Azzurri dovevano vedersela coi padroni di casa ed una fortissima Russia. Anche qui gli exploit individuali di Martinenghi, Ceccon, Razzetti e D’Ambrosio hanno consentito al quartetto azzurro di battersi fino all’ultima vasca. Alla fine, però, la Russia ne aveva decisamente di più, mentre la Francia, nonostante il tifo scatenato del Centre Aquatique, deve accontentarsi del bronzo.

Sara e Benedetta non bastano

Almeno sulla carta, la sfida tra i quartetti di Italia e Gran Bretagna nella 4x100 misti femminile avrebbe probabilmente deciso la vincitrice del medagliere di questi europei parigini. Le quattro azzurre potevano contare su una Sara Curtis in stato di grazia in prima frazione ma anche sulla voglia di rivalsa di Benedetta Pilato, rimasta scottata dall’argento per un solo centesimo nella finale dei 50 rana di poco prima. Altrettanto determinata Anita Gastaldi dopo la delusione nell’ultima gara individuale ed Emma Virginia Menicucci, che ha la possibilità di rifarsi con l’ultima frazione a stile libero. L’avvio di Sara Curtis è micidiale, un 58”43 che le vale l’ennesimo record italiano nei 100 dorso: al primo cambio le Azzurre sono nettamente avanti ed il primo 50 della Pilato sembra confermare che stasera non ce n’è davvero per nessuno.

La vasca di ritorno, però, vede la tarantina pagare lo sforzo e perdere qualche decimo nei confronti della Evans. Anita Gastaldi non si fa prendere dal nervosismo e regge bene alla rimonta furibonda della Macinnes, reduce dalla vittoria individuale. A lottare per l’oro sono quindi la Menicucci e la britannica Freya Colbert: la nuotatrice piemontese fa un primo 50 da applausi ma nella seconda vasca non riesce a resistere alla rimonta della longilinea inglese. Il quartetto britannico infligge l’ennesima delusione alle Azzurre: unica, magra consolazione il fatto che stavolta il distacco non è di un solo centesimo ma di dieci. Al quartetto tricolore non è bastato frantumare il record italiano per portare a casa l’oro ma questa staffetta ha ancora grandi margini di crescita.

Grande Italia ma Russia imprendibile

Il gran finale degli Europei vede un Centre Aquatique scatenato nel tifo per il forte quartetto transalpino, guidato dall’immenso Leon Marchant ma la staffetta italiana scende in acqua determinata a vendere cara la pelle. Se l’oro consentirebbe all’Italia di pareggiare i conti con la Gran Bretagna nel medagliere, le motivazioni di Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio sono molto più personali. L’argento per un solo centesimo del veneto lo carica come una molla nella prima frazione ma la stanchezza accumulata nella finale di pochi minuti prima si fa sentire. Il 52”72 di Ceccon consente alle altre compagini di rimanere a contatto con gli Azzurri: Martinenghi ci mette una pezza enorme nella frazione a rana con un 58” secco che garantisce all’Italia di rimanere agganciata al treno delle medaglie. Razzetti, fresco della medaglia di legno nei 200 farfalla, fa molto bene fino a quando non torna in acqua il giovane Carlos D’Ambrosio.

Il talento di Valdagno risponde presente, chiudendo con un eccellente 47”01 ma la Russia si gioca la carta più forte proprio nell’ultima frazione. Egor Kornev fa segnare un 46”85 impressionante, un tempo più basso di 16 centesimi rispetto a quello dell’azzurro. L’Italia deve quindi accontentarsi dell’argento a soli 19 centesimi di ritardo, un margine davvero minimo che sicuramente farà venire qualche rimpianto nei prossimi giorni. Alle spalle degli Azzurri il quartetto francese, che ha sfruttato al meglio le frazioni delle stelle Marchand e Grousset, che ha superato sul filo di lana la staffetta britannica, quarta per solo otto centesimi di secondo. Un Europeo che si chiude quindi con l’ennesimo argento e un pizzico di amarezza per le tante sconfitte di misura rimediate nell’ultima giornata. Ai talenti azzurri non mancherà certo l’occasione di rifarsi.

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