È un eterno dilemma la differenza - anche economica, da 20.000 a 40.000 euro di premio - che passa dal trionfo all’argento, in questo caso ai Mondiali di scherma. Soprattutto per chi come Filippo Macchi, 24 anni pisano di Navacchio e poliziotto, al quale è mancato nel fioretto solo il lieto fine alla sua favola: lo ha dominato in finale 15-2 il ceco di sangue bielorusso e nipote d’arte Alexander Choupenitch. A Hong Kong era già stato 2° in Coppa del Mondo, anche alle Olimpiadi di Parigi due volte 2°, e l’oro individuale lo aveva preso solo agli Europei 2023. O come per Giulia Rizzi, che ha vinto l’oro olimpico a squadre nella sua amata Parigi ancora prima di questa prima medaglia mondiale individuale nella spada a 37 anni. La poliziotta udinese si è trovata l’occasione della vita, si è vista svanire l’oro all’ultima stoccata, appena pizzicata al braccio destro dalla sudcoreana Sera Song,
quarta nel ranking, per 9-8 a 9′70 dalla fine del minuto supplementare. Due argenti inediti da due azzurri ostinati, arrivati sino in fondo, insieme all’ex iridato Tommaso Marini, fermato ai quarti dopo aver vinto il derby su Bianchi. Derby che la Rizzi aveva domato nei quarti 15-7 su Alberta Santuccio.
Insomma ai Mondiali Pippo e Giulia hanno colto l’attimo accarezzando l’oro in meno di un’ora e in una Hong Kong che teme l’arrivo di un tifone. Pippo, studente in Businness Administration in inglese, è un doppio figlio d’arte, poteva fare il calciatore ed è legato a Giulia Amore, la figlia dell’olimpionica Diana Bianchedi. «Ho fatto l’en plein di medaglie dirà -, mi mancava solo questa e sono contento, un po’ meno per come è finita la gara che mi ha lasciato l’amaro e fa male. Sono uscito nettamente sconfitto dal più forte: è il mio unico dispiacere, ma mi sono piaciuto, ho
vinto assalti complicati e rimontato il russo Borodachev».
Giulia è figlia di un Friuli già d’oro nel 2018 con Mara Navarria: per la scherma ha cambiato vita trasferendosi prima a Milano e poi a Parigi, dove ha scoperto la mindfulness, per gestire concentrazione ed emozioni. «È stata una settimana sotto antibiotici dirà -. Non avevo un gran morale e ho rischiato di perdere subito ma mi sono sblocca in tempo. L’argento arriva tardi, mi scoccia l’oro mancato ma sono contenta del percorso, di cosa ho dimostrato e di come sono diventata. Ci sono tanti sacrifici: grazie a maestro e preparatori sono completa. Era destino battere Alberta e poi perdere la finale così».
